di Filippo Cauz - 23 marzo 2015

Degenkolb, dopo sua maestà… Zabel

Le pagelle della Milano-Sanremo. John Degenkolb? 8! Corridore dal talento cristallino, a Sanremo ha aperto una nuova “serie” tedesca dopo sua maestà Erik Zabel. A Niccolò Bonifazio un bel 7

Degenkolb, dopo sua maestà… zabel

John Degenkolb 8

Il tedesco è un atleta che dà sempre tutto, fino all'ultima goccia di energia, in qualsiasi gara. Un altro corridore probabilmente una volata così, da solo, sempre al vento, partendo da lontano, l'avrebbe persa. Degenkolb invece l'ha vinta, con pieno merito. Corridore dal talento cristallino, a Sanremo può aprire una nuova “serie” tedesca dopo sua maestà Erik Zabel.

 

Alexander Kristoff 7

Non in grande condizione, in difficoltà sulla Cipressa, viene salvato da un super-Paolini, per poi arrivare a un metro dal bis con una volata infinita lungo quel rettilineo in leggerissima salita che non perdona mai. Infatti spunta Degenkolb.

 

Micheal Matthews 7

Completa un podio bellissimo su cui salgono tre dei talenti più belli nel ciclismo di oggi per questo tipo di corse. L'australiano è il più giovane dei tre, e quello che ancora sembra avere da esplorare i propri margini. Oggi corre quasi alla perfezione, completando una volata in rimonta dopo esser stato parzialmente chiuso. Ha semplicemente trovato due che andavano più forte di lui. Nessuna recriminazione.

 

Peter Sagan 5

Spiace dover infliggere una nuova bocciatura allo slovacco, ma nel finale di corsa riesce a sbagliare davvero tutto, nonostante un'ottima gamba. Sull'Aurelia, a 1.500 metri dal traguardo, si trova davanti grazie a un buco nel momento ideale, potrebbe approfittarne ma inizia a guardarsi indietro e a prendere vento in faccia. In volata ancora una volta parte indietrissimo, e ancora una volta chiude in crescendo ma piazzato.

 

Niccolò Bonifazio 7

Corridore giovane che cresce veloce come un razzo. Dove tanti avversari cedono, lui resiste e arriva fino a giocarsela con avversari ben più titolati. Si conquista bene la ruota di Kristoff, nonostante il supporto nullo di una Lampre molto confusa e disunita, con Cimolai che fa la volata per se' un metro più indietro. Per Bonifazio è un quinto posto che vale quasi un podio.

 

Fabian Cancellara 5

Era dalla Sanremo del 2010 che Cancellara non concludeva una classica monumento giù dal podio. Ottiene ancora un piazzamento lusinghiero con un 7° posto che lo vede come primo della “vecchia guardia” (nonché primo dei non-velocisti), ma la sua corsa è decisamente anonima. È evidente che un corridore come lui non può sperare di spuntarla allo sprint, e non può rassegnarsi ad attendere la volata.

 

Luca Paolini 7.5

Mette alla frusta il gruppo intero da metà Poggio fino a 300 metri dal traguardo. Gli fosse riuscito il bis dell'anno passato sarebbe stato da 10, ma questa volta sbaglia nel lasciare strada a Kristoff troppo lontano dal traguardo, condannando il norvegese a una volata troppo lunga. Quella di Paolini resta comunuque una prestazione fisicamente e tatticamente imponente, nella corsa che più di ogni altra riesce ad esaltare il suo ruolo di gregario di lusso.

 

Daniel Oss 7

Il suo attacco all'uscita della Cipressa è ben studiato e ottimamente realizzato. Trova in Thomas un compagno che deciderà troppo tardi di collaborare, ma il trentino dimostra una condizione e un coraggio invidiabili, guadagnandosi l'apprezzamento di tutti i compagni di squadra. Non ha paura di attaccare, e lo rivedremo al vento nelle prossime settimane.

 

Geraint Thomas 7.5

Protagonista di giornata sin dal Capo Berta, dove insieme ai compagni Swifr e Rowe approfitta di un buco per “tirare un po' il collo” al gruppo. In pianura dopo la Cipressa è bravissimo ad accodarsi, non senza faticare, all'indiavolato Oss, insieme al quale fa sognare i nostalgici delle imprese da lontano in terra sanremese. Riesce anche a staccare il trentino sul Poggio ma si arrende all'inesorabile recupero del gruppo, per poi chiudere come gregario per un opaco Swift.

 

Greg Van Avermaet 6.5

Quando c'è da attaccare, il belga non si tira mai indietro. E anche questa volta ci prova a più riprese, prima sulla Cipressa, poi con più decisione sul Poggio, lanciato da Gilbert e ben supportato da una BMC che non aveva carte da giocarsi allo sprint. In discesa dal Poggio il suo ritmo indiavolato costringe all'errore fior di campioni, ma non basta per fare la differenza. C'è da scommettere che ci riproverà, come sempre.

 

Alejandro Valverde 4

Torna alla Sanremo dopo 9 anni, ma non lo si vede mai. Riesce comunque a chiudere nel gruppo di testa; ed è l'unico di una Movistar disastrosa.

 

Mark Cavendish, André Greipel 4

Nella giornata no in casa Etixx ci sono le cadute di Stybar e Kwiatkowski e l'ennesimo salto di catena dello sprinter britannico, che spreca energie per rientrare ma non sembra comunque mai in condizione per tenere il ritmo folle del finale. Cavendish chiude in coda al secondo gruppetto, il gruppo dei battuti, in mezzo tra Greipel e Nibali.

 

Buona parte della giornata in fuga

Un 7 anche a… Jan Barta, Julien Berard, Matteo Bono, Andrea Peron, Tiziano Dall'Antonia, Marco Frapporti, Adrian Kurek, Sebastiàn Molano, Serge Pauwels, Stefano Pirazzi, Maarten Tjallingii.

Come se non bastasse la lunghezza della Sanremo, come se non bastasse la pioggia, come se non bastasse il vento, questi 11 eroi decidono pure di passare buona parte della giornata in fuga, sin dal chilometro 8. Per Tjallingii , Barta e Bono (ultimo a cedere) è addirittura il secondo anno di fila.

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