La pandemia non riduce gli incidenti: un ciclista morto ogni due giorni

La riduzione degli spostamenti con le auto non si è tradotta in una diminuzione delle vittime tra i ciclisti, anzi nei primi tre mesi del 2021 sono aumentate in modo preoccupante. Il presidente di Asaps: "Che cosa accadrà nei mesi estivi?"

Un bollettino preoccupante quello che emerge dai dati sugli incidenti dell'osservatorio ciclisti di Asaps

Nonostante le limitazioni agli spostamenti delle auto, nei primi mesi del 2021 non sono diminuite le vittime tra i ciclisti. Anzi, in Italia sono aumentate, tanto che c’è un ciclista morto ogni due giorni. Complessivamente, infatti, nel primo trimestre dell’anno sono morte 44 persone mentre erano in sella alla loro bicicletta. Più dello stesso periodo del 2019 quando furono 37 (in totale quell’anno ci furono 253 morti tra i ciclisti) e più delle 33 del 2018 (in totale furono 219). Al confronto mancano i numeri del 2020, non ancora disponibili. I dati sono presentati dall’Osservatorio Ciclisti di ASAPS, l’Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale. Per quanto già indicativi, si tratta di dati parziali: a questi andranno aggiunti quelli di ACI-Istat sui decessi avvenuti entro 30 giorni dall’incidente. Nel solo mese di marzo sono 35 i ciclisti ricoverati in codice rosso e prognosi riservata, mentre nel mese di febbraio erano stati 29. Tra questi 35 solo 3 sono caduti in modo autonomo, mentre uno solo conduceva una bici elettrica.

Un aumento preoccupante

Certamente l’aumento può essere ricondotto anche a un aumento dell’uso delle biciclette per gli spostamenti e per fare attività sportiva, come certificato dai dati delle vendite, ma il numero di incidenti mortali è un campanello di allarme. Nel mese di marzo 2021 i decessi sono stati 13, a febbraio 17 e a gennaio 14. In questi tre mesi, tra i veicoli coinvolti negli incidenti, 29 sono autovetture, 9 autocarri e un motociclo. In 5 casi si è trattato di cadute non dovute all’impatto con un altro mezzo. Per quanto riguarda le fasce di età, gli ultra 60enni sono stati 21, quindi quasi il 50%, mentre due sono stati i minorenni. Purtroppo un altro minorenne è morto il 2 aprile scorso, dato tragico che sarà inserito nel computo del secondo trimestre dell’anno. Anche il dato della pirateria è molto preoccupante: in 6 casi di incidenti con ciclisti, gli autori del sinistro si sono dati alla fuga, uno ogni 7 episodi.

L'Emilia-Romagna è la regione con più vittime

Analizzando le regioni dove sono avvenuti gli incidenti mortali nel primo trimestre dell’anno, si osserva il triste primato spetta all’Emilia Romagna, dove sono avvenuti ben 11 sinistri mortali, numeri probabilmente dovuti al più ampio utilizzo della bici per gli spostamenti quotidiani (il 25% del totale dei decessi), seguita dalla Lombardia con 6 decessi; dal Piemonte con 5; Puglia 4; Campania, Lazio, Abruzzo e Sicilia con 3 morti; Veneto e toscana con 2; Marche e Friuli Venezia Giulia con 1.

"Cosa accadrà nei mesi estivi quando saremo liberi di spostarci?"

“Un ciclista morto ogni due giorni, con le restrizioni alla mobilità è un dato molto preoccupante. - afferma Giordano Biserni Presidente ASAPS - Un aumento del 19% rispetto al 2019, ultimo anno di vera libertà di movimento, deve far scattare un campanello d’allarme a livello generale. Il nuovo Osservatorio Ciclisti, fortemente voluto ASAPS per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sulla sicurezza di una categoria inserita tra gli utenti più deboli della strada, è una cartina di tornasole”.

“Cosa accadrà nei mesi estivi, - continua Biserni - quando (si spera) saremo più liberi di circolare, quando torneremo a vivere momenti di spensieratezza, se oggi nei mesi più freddi piangiamo già 44 morti tra i ciclisti? Le norme che dovrebbero tutelare maggiormente i ciclisti ci sono, ma, forse, è proprio la cultura di ogni utente della strada (automobilista e ciclista) che deve cambiare prima che si sia troppo tardi. Quanti incidenti ed investimenti di ciclisti sono causa ad esempio della distrazione da cellulare alla guida? Come sempre serve anche una maggiore presenza di divise sulla strada, ogni giorno”.

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