di Giuseppina Serafino - 06 August 2015

Amici di pedalate

Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano e Treviso sono solo alcuni dei luoghi pedalati da Monaco a Venezia lungo la Ciclovia dell’amicizia. Ricordi e immagini da condividere, con scorci panoramici e senso di avventura

Amici di pedalate

Continua il viaggio lungo la Ciclovia dell’amicizia: si prosegue verso Longarone. Qui, una fiera ospita una mostra storica del gelato, la cui produzione è molto rinomata in zona. Visitiamo i luoghi dell’alluvione del Vajont e sostiamo di fronte a un albero secolare, sopravvissuto a quella tragedia.

Uno scenario completamente diverso, da mondo della fiabe, è quello che conduce al lago della Tosa (in veneto “ragazza”), secondo un vero e proprio percorso della leggende rammentato da alcuni cartelli appesi in mezzo al bosco. Ognuno di noi conduce la bici a mano fra specchi lacustri, connotati da ponticelli, tronchi d’albero a guisa di comode panche, rigagnoli che sembrava volessero restituire il piacere di immergersi più che in “chiare e fresche dolci acque” in una dimensione onirica in cui a farla da padroni sono i racconti di streghe e folletti.

Piacevole il senso di frescura che ci ritempra prima di rimetterci in sella e farci condurre in località Anconetta, al ristorante “Al borgo”, presso l’antica villa veneta Dogliani, immersa nel verde e con annessa fattoria e coltivazione per la produzione di prodotti a chilometro zero (e che abbiamo molto gradito). Poco distante abbiamo intravisto l’antica residenza dello scrittore bellunese citato nella puntata precedente, che alcuni di noi rammentano per “Il deserto dei Tartari”.

Lo sguardo spazia sulle colline circostanti, accarezzando la fitta vegetazione rigogliosa e i dolci colori di un paesaggio agreste di bucolica memoria. Ma sono attimi fugaci poiché dopo il lauto pranzo a base di gustose specialità regionali, si prosegue per Belluno e l’hotel Astor. Qui i nomi della camere corrispondono a quelli dei massicci dolomitici. C’ è una bellissima terrazza panoramica che spazia sul fiume e su un panorama lussureggiante, sulla quale è terminata la nostra conviviale serata con una cena essenziale ma raffinata.

 

Percorrendo la via regia

Domenica mattina, 5° giorno del tour, ci dirigiamo verso Vittorio Veneto, percorrendo la Via Regia, attraverso le località di Ponte nelle Alpi, Polpet e Fadalto, su strade sterrate, con un tratto che ci ha visti emulare Indiana Jones, imbattendoci in un gregge di pecore con agnelli refrattari alle regole, siamo poi passati su strade a bassa percorrenza e asfaltate. Merita una sosta la Chiesa di San Liberale, cosiddetta degli “Innamorati”, proposta dal Fai, e alcune celebri ville come la Fucis Montalban e Gregorian del Papa Greporio XVI a Paiana di Cadore.

Arriviamo a Farra d’Alpaga e al Lago di S.Croce, ci sono villeggianti con sdraio e borse frigo, alla ricerca di un’oasi di frescura. Bello lo specchio lacustre dai colori intensi come frammenti di diamante in prossimità della Baia delle Sirene, con decine e decine di barchette minuscole che sembravano abbandonate o in attesa di un magico evento. Dopo una serie di lunghissime discese, a “rotta di collo”, arriviamo all’Hostaria via Caprera”, con un solleone che pareva volerci togliere il respiro, nel paesino di Vittorio Veneto, adornato con bandierine multicolori e con sedie disposte sugli stretti marciapiedi per ospitare il passaggio di una competizione sportiva, non la nostra ovviamente. Di quel pranzo oltre alle celebri specialità venete come nervetti e sarde in saoul bisogna citare “il piatto della Grande guerra”, uno spezzatino contenuto in un vasetto con chiusura ermetica in stile elegante gavetta rivisitata.

Avvalendoci del provvidenziale pullmino che ci segue come un nume protettore, ci dirigiamo a Conegliano per visitare le Cantine Bellenda del Prosecco, divenuto per noi, come già detto, un must onnipresente, al pari del menzionato mezzo a quattro ruote. Dolci pendii sui quali spicca l’ordinata geometria dei filari di vite che accarezzano il nostro sguardo con colori tenui, come il profumo di vino frizzante che solletica le nostre papille gustative e “il piacer mio s’inebria”, direbbe il poeta. Pare siano circa 500 le aziende vinicole presenti in questa zona, alcune delle quali, come questa, trasformate in eleganti resort che ammaliano i turisti più esigenti. La giornata si conclude con una cenetta presso il locale “Al vecio Portego” di Treviso e, infine, con il desiderato riposo nella splendida locatio dell’Hotel La Pasina a Casier, struttura raccomandata della Marca Trevigiana, un’oasi di pace e di confort nelle belle camere arredate con mobili d’epoca.

Alcuni siti da consultare: www.visittreviso.it, www.marcatreviso.it,  www.veneto.to. Su www.muenchen-venezia.eu si trova una cartina interattiva per scaricare i dati Gps.

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