Fa il record del mondo al suo primo Ironman: la gara incredibile di Kristian Blummenfelt

All'Ironman Mexico il triatleta norvegese Kristian Blummenfelt, alla sua prima esperienza sulla distanza più lunga, ha ottenuto un tempo straordinario che segna il tempo più veloce mai registrato durante una gara di Ironman.

Foto Ironman Mexico

Più che la fortuna dei principianti, sembra avere tra le mani una pietra filosofale al contrario. Kristian Blummenfelt ha trasformato l'oro in acciaio. Dopo aver vinto quest'estate la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo nella distanza olimpica, e aver ottenuto l'oro ai mondiali a Edmonton, in Canada, il 27enne norvegese si è voluto mettere alla prova per la prima volta con la distanza più estrema, quella dell'Ironman, e ha subito abbattuto il "record del mondo" o, per essere più precisi, il tempo migliore mai realizato su quella distanza. Un'impresa eccezionale, compiuta nel caldo umido di Cozumel, un'isola del Messico orientale non lontana dalla turistica Cancun. Il nome dell'isola in linga maya significa "isola delle rondini", e si può dire che anche questo uomo d'acciaio abbia letteralmente "volato". La prima frazione, quella di 3.8 km a nuoto, l'ha percorsa in 39:41 minuti; la seconda di 180 km in bici in 4:02:40 ore; infine, la maratona conclusiva di 42 km è stata corsa in 2:35:24 ore. Per un tempo totale di 7 ore, 21 minuti e 12 secondi. Blummenfelt ha così abbattuto il record precedente di 7:27:53 fatto registrare dal tedesco Jan Frodeno. Nota negativa della giornata messicana, è stata il ritiro dalla gara dell'italiano Giulio Molinari, che purtroppo ha accusato problemi intestinali durante la frazione di corsa, un imprevisto che l'ha costretto al ritiro.

Una prestazione incredibile, ma il record non è certo

Foto Ironman Mexico

Tornando alla gara di Blummenfelt, si tratta di una prestazione eccezionale anche se, a quanto riportato da alcuni giornali come l'inglese 220 Triathlon, il record rischia di non essere convalidato a causa di una corrente in mare troppo favorevole. Inoltre è difficile paragonare tra loro gli Ironman, gare che si svolgono su tracciati anche molto diversi, senza una certificazione univoca: si può dire in ogni caso che è stato corso un Ironman nel tempo più veloce mai registrato. Rimane ovviamente un'impresa degna degli annali: al momento dell'uscita dall'acqua il norvegese era secondo, ma una volta saltato in sella alla sua Giant Trinity ha dato un'accelerazione tale da guadagnare la testa della corsa. Per le oltre 4 ore di pedalata, questo atleta soprannominato il "bufalo", ha viaggiato ad una media di 44,5 km orari. Lasciata giù la bici, si è messo a correre la sua maratona ad un passo medio di 3:42 min/km, trovando anche il tempo di fare una sosta alla toilette durante la corsa. "Ho sempre pensato di essere in grado di fare qualsiasi cosa" aveva detto qualche tempo fa in un'intervista a Redbull, e sembra proprio che questo atleta non voglia porsi limiti. Nei suoi programmi per il 2022 infatti c'è già quello di tentare il record - che sembra incredibile - di scendere sotto le 7 ore nell'Ironman. Un'impresa che appare ancora molto lontana, ma bisogna dire che che Blummenfelt è soltanto alla sua prima prova su questa distanza.

Resilienza estrema e allenamenti atipici

Foto Ironman Mexico

Blummenfelt è un atleta che odia perdere e ha dichiarato di temere molto di più la sofferenza dei mesi successivi a una sconfitta, piuttosto che la fatica e il dolore estremi vissuti nelle fasi finali di una gara così dura. La prova della sua grande resilienza l'aveva data in mondovisione al traguardo dei giochi olimpici quando, dopo aver varcato la linea di arrivo, stremato, si accascia per terra, poi carponi è preda di conati di vomito e viene portato via in sedia a rotelle. Un'immagine emblematica di quanto abbia spinto il suo corpo allo stremo e di quanto abbia saputo sopportare. Con questa vittoria, il triatleta norvegese inanella una serie di risultati eccezionali, frutto sicuramente di un allenamento meticoloso che non lascia nulla al caso. Non solo infatti era arrivato in Messico dieci giorni prima per acclimatarsi al caldo, ma circa un mese prima della gara ha svolto un periodo di allenamento di 5 settimane in altura, sulle montagne della Sierra Nevada, in Spagna. I suoi metodi erano stati anche al centro di un enorme dibattito proprio recentemente quando, a meno di dieci giorni dalla fatidica data dell'Ironman, ha corso 40 km a 3.56 min/km, dopo 114 km di bicicletta. Un allenamento che molti avevano giudicato eccessivo e controproducente. Nel dibattito era intervenuto anche Kilian Jornet, fuoriclasse della corsa in montagna e grande studioso di allenamento e performance sportiva, che aveva spezzato una lancia in favore nel norvegese, dicendo che, a volte, durante la fase di progressione della preparazione di una gara, e se si è in grado di recuperare bene, può essere utile a livello muscolare fare anche allenamenti così lunghi e impegnativi. Un dibattito interessante e sicuramente da approfondire per tutti gli atleti di alto livello e tutti gli appassionati di sport di resistenza.

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