Scandiberica, la lunga ciclabile che unisce la Norvegia alla Spagna sulle orme dei pellegrini

Un itinerario in bicicletta dalle terre selvagge della Norvegia fino al santuario di Santiago de Compostela, attraversando l'Europa alla scoperta di meraviglie naturali e culturali

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Foto: dal sito Eurovelo.org - Copyright Marc Gasch

Viene chiamata “la ciclabile dei pellegrini” e potrebbe essere la scelta ideale per una vacanza cicloturistica post pandemia. Non solo per una rinascita spirituale dopo un periodo difficile, ma anche per fare un bagno di cultura, natura selvaggia e anche, appena si potrà, una riscoperta della dimensione più festosa e sociale delle grandi città lungo il percorso. Il tutto, ovviamente, mentre si pedala. Insomma è il modo perfetto per recuperare il tempo perduto facendo un po' di tutto.

Il nome deriva dal fatto che il percorso segue alcuni dei cammini religiosi più importanti del nord Europa e si conclude in una delle mete storiche dei pellegrinaggi, Santiago de Compostela. Si identifica anche, più prosaicamente, come Eurovelo 3, e fa parte della rete di 17 percorsi ciclabili europei, un progetto della European Cyclist's Federation (EFC). Viene chiamata anche Scandiberica, e questo è un modo suggestivo per tracciarne la geografia: se la conclusione è nella Spagna occidentale, il suo punto di partenza è nel nord della Norvegia, a 5,300 chilometri di distanza. Attraversa 7 paesi e tocca 20 siti riconosciuti dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Si visitano molte chiese spettacolari ma anche luoghi della storia vichinga e carolingia. Ma ci sarà modo anche per rilassarsi e fare festa, non appena riapriranno i cafè parigini e i locali notturni di Amburgo.

Il percorso è ovviamente spezzettabile in base al tempo a disposizione e agli interessi. Molti tratti sono completi e segnalati, altri sono ancora in fase di realizzazione, quindi è importante documentarsi prima di partire, sia sul sito en.eurovelo.com, sia sui vari siti nazionali per approfondimenti specifici.

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Norvegia e Svezia: lungo le orme di San Olaf (circa 1000 km)

Il punto di partenza dell'Eurovelo 3 è a Trondheim, nel nord della Norvegia. La città sorge sulla riva del Trondheimsfjord, il fiordo più lungo del paese, e nel medioevo la sua cattedrale gotica era meta di uno dei maggiori pellegrinaggi del nord Europa per la devozione a San Olaf, il re tornato dalla Russia per convertire la Norvegia al cristianesimo. Si segue proprio il percorso di ritorno di questo guerriero leggendario divenuto santo, anche se in senso inverso, per pedalare verso sud, passando per Oslo, costeggiando fiordi spettacolari e piccoli villaggi incantati fino ad arrivare a Goteborg, in Svezia. Oltre a importanti siti nazionali di valore storico, l'itinerario attraversa valli, foreste, laghi e tutta la costa dall'atmosfera magica. In questa prima parte, che ha protagonista la natura incontaminata, la ciclabile non è interamente realizzata e richiede una maggiore pianificazione.

Foto dal sito Eurovelo.org - Copyright Cykelfrämjandet, l'associazione nazionale svedese a sostegno del ciclismo

Danimarca: la via dei buoi (circa 450 km)

Foto: dal sito Eurovelo.org - Copyright Tinnetkrat

Questo tratto segue una secolare strada commerciale, la Haervejen, letteralmente via dei buoi, perché il bestiame era la merce principale che, oltre all'ambra, al miele e alle pelli, percorreva questi sentieri che poi vennero sfruttati dai pellegrini diretti verso Roma o Santiago. Dalla Svezia bisogna ovviamente caricare la bici sul traghetto e sbarcare a Frederikshavn. Da qui si scende verso la città medievale di Viborg, con i suoi edifici sopravvissuti alla prova del tempo. Poi si prosegue tra vestigia di castelli, laghi dal panorama mozzafiato, brughiere, villaggi dell'età del ferro e misteriose pietre runiche, sulle quali sono conservati le iscrizioni delle antiche popolazioni germaniche. Nella Danimarca del sud, a Frøslev, si può visitare anche uno dei campi di concentramento meglio conservati, memoria dell'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale. Alla fine di questa tappa si giunge ad Amburgo, seconda città più popolosa della Germania, che sorge sul fiume Elba ed è uno dei principali snodi del commercio Europeo. Un sito dedicato interamente alla via dei buoi è haervej.com.

Foto: dal sito Eurovelo.org - Copyright Cykelfrämjandet

Germania: lungo la via di San Giacomo (circa 1100 km)

Dalla “Venezia del Nord”, piena di gallerie d'arte e musei, si prosegue in direzione sud-ovest facendo tappa a Brema, con il suo meraviglioso municipio gotico e l'imponente statua del paladino Orlando. Si attraversa poi l'idillica campagna attorno a Osnabruck popolata di racconti senza tempo delle tribù germaniche e di legioni romane. Si tocca la cattedrale di Munster e il suo castello barocco; Duisburg, Dusseldorf e quindi Colonia, che con la sua cattedrale gotica è tra le destinazioni più popolari di tutta la Germania. Dopo una deviazione ancora verso sud, si ritorna in su per concludere nell'atmosfera medievale di Aquisgrana, centro dell'impero di Carlomagno, e anche qui merita una visita il duomo all'interno del quale si cela la cappella palatina con i suoi preziosi mosaici. Questo percorso segue le tracce della Jakobsweg, la via giacobea, ed è la continuazione del percorso baltico che arriva dalla Polonia. La parte tedesca dell'Eurovelo è ben strutturata e curata e sfrutta alcune delle più importanti piste ciclabili del paese. Essendo molto frequentate, non mancano nemmeno i servizi e le strutture ricettive a misura di ciclista.

Belgio: costeggiando il fiume Mosa (circa 200 km)

Foto: dal sito Eurovelo.org - Copyright Pro velo

Si pedala seguendo piatte piste ciclabili che seguono il corso del fiume Mosa, attraversando tranquilli scenari di campagna. Si può visitare la miniera di Blegny, con le sue gallerie ancora accessibili, e la “Cité ardente” Liegi, che ama fare festa ed è ricca di storia e architettura. E perché non concedersi qualche waffle per ricaricare le energie? Si ritorna concentrati alla fortezza di Huy, prigione di partigiani e ostaggi tra il 1940 e il 1944, con il suo museo dedicato alla resistenza. Questo percorso, che dalla cultura tedesca porta a quella francese, si conclude a Namur, con la sua maestosa cittadella teatro di innumerevoli assedi e il campanile medievale dedicato a San Giacomo. Altri campanili imperdibili sono quello di Charleroi, risalente agli anni Trenta ed esempio di art deco, e quello di Thuin, che si può visitare per scoprirne i meccanismi. In questo ultimo tratto prima di entrare in Francia, è doverosa una tappa al Bois du Cazier Mine, la miniera di carbone oggi dismessa che nel 1956 fu teatro dell'incendio di Marcinelle, dove morirono 262 persone, e tra queste molti immigrati italiani. Come in Germania, anche in Belgio la rete ciclabile è ben strutturata e facilmente riconoscibile, fatta di piste nazionali e di nodi di interscambio dove due o più si incontrano.

Francia: la più lunga pista ciclabile dell'Esagono (circa 1700 km)

La parte francese del percorso, con i suoi 1700 km che la attraversano completamente da nord-est a sud-ovest, è la più lunga pista ciclabile della Francia, quasi completamente strutturata e segnalata. Dalle Ardenne ai Pirenei attraversa una vastità di ambienti diversi, di sapori e culture regionali tutte da scoprire. Il sito scandiberique.fr è molto ricco di informazioni e consente di dividere l'itinerario in piccole tranche da 20-30 km e preparare il viaggio a tutto tondo. Si può anche scaricare la traccia gps. Passandone in rassegna alcune tappe, una delle prime ancora al confine del Belgio, nota ai ciclisti come l'attuale partenza della Parigi-Roubaix, è Campiègne, con il suo castello classicheggiante. Nella Capitale c'è solo l'imbarazzo della scelta su cosa visitare e la città si presta all'esplorazione in bicicletta, con i suoi ampi viali e il percorso pedonale lungo la riva destra della Senna. Dalla Ville Lumière si segue la via di pellegrinaggio Turonense, che tocca Orleans e segue la valle della Loira fino a Tours, per poi scendere verso Poitiers e Bordeaux, con il suo Porto della Luna sulle rive della Garonna. Il punto di arrivo è Saint-Jean-Pied-de-Port, piccolo paese di confine sui Pirenei.

Poitou (Francia) - Foto dalla pagina facebook Scandiberique.fr - Copyright Un monde à Velo

Spagna: il cammino francese di Santiago (circa 800 km)

Foto: dal sito Eurovelo.org - Copyright Marc Gasch

L'ultimo tratto di questo grande percorso transeuropeo è un classico dei cammini religiosi e per questo perfettamente servito di ostelli, alberghi e ristoranti. Si può optare per la strada asfaltata o seguire il sentiero originale battuto dai pellegrini, ma per questo è necessaria una bici adeguata. Con i suoi 800 km circa si può dividere in più o meno 13 tappe da 50-70 km al giorno, oppure a piacimento. Tra i siti di maggiore interesse, ricordiamo la celebre Roncisvalle, teatro della battaglia raccontata da tantissime canzoni di gesta; Pamplona, famosa per l'Encierro dei tori tanto caro a Hemingway; Logroño bagnata dal fiume Ebro e impreziosita dalla chiesa rococò La Redonda; Burgos e Leon con le loro cattedrali gotiche. L'arrivo che conclude il lungo percorso è ovviamente a Santiago de Compostela, con lil santuario, il portico della Gloria, la tomba di San Giacomo e molti altri monumenti degli di nota. Chi avesse ancora energie, però, può continuare fino all'Atlantico, giungendo alla suggestiva Finisterre. Sul Cammino di Santiago internet offre informazioni sconfinate e sono molte anche le pubblicazioni. Ricordiamo solo il sito ilcamminodisantiagodecompostela.it e la Guida al cammino di Santiago de Compostela in Bicicletta di Terre di Mezzo.

Un pellegrinaggio transeuropeo

Mappa tratta dal sito Eurovelo.org

Se si tiene una media di 80 km al giorno, per percorrere tutto l'itinerario ci vogliono più di due mesi. Per questo sono pochi fortunati quelli che avranno il tempo – e le energie – per compiere tutto il percorso d'un fiato, dal selvaggio Nord fino all'Oceano. Ma nulla vieta di dividere a piacimento questo grande viaggio attraverso le radici spirituali e storiche dell'Europa del Nord. Si può scegliere di concentrarsi solo su un paese, esplorandolo a fondo, con calma; decidere di percorrere in senso inverso o magari arrivare in macchina e pedalarne solo alcuni tratti scelti. E' come un filo conduttore al quale ognuno può collegarsi per il tempo e la voglia che ha a disposizione, per fare il pieno di natura e cultura. L'importante è non dimenticare di essere parte di qualcosa di più vasto, una lunga pista ciclabile che unisce popoli e paesi e riconduce tante storie diverse in un unico presente. Un'unica grande via di pellegrinaggio, da percorrere in bici.

La cattedrale di Santiago de Compostela, destinazione finale - Copyright Marc Gasch - Foto dal sito Eurovelo.org

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