di Filippo Cauz - 07 marzo 2015

Strade Bianche: ecco le pagelle

Strade Bianche è uno di quei piccoli miracoli che ci è spuntato sotto casa senza che talvolta ci accorgessimo della velocità con cui cresceva. Le nostre pagelle, alla corsa e ai protagonisti (imperdibile!)

Strade bianche: ecco le pagelle

Strade Bianche 9

Il primo nome da fare non è quello di un ciclista, ma quello della corsa stessa: la Strade Bianche è uno di quei piccoli miracoli che ci è spuntato sotto casa senza che talvolta ci accorgessimo della velocità con cui cresceva. Chiunque abbia pedalato all’Eroica (e parliamo di decine di migliaia di cicloamatori nel mondo) sa quanto valgono queste strade, quanto magica sia l’atmosfera, con o senza la corsa attorno. Ultimamente se ne stanno accorgendo anche i corridori, ma prestissimo se ne sono accorti gli appassionati. La Strade Bianche non diventerà una classica, lo è già. Se i siti web di tutto il mondo drizzano le antenne su questa gara, se l’hashtag diventa addirittura un trend su vasta scala, evidentemente il fatto è già compiuto. Il pubblico sulle strade (in forte aumento) e i protagonisti in corsa sono qui a dimostrarlo. Il prossimo passo per questa corsa deve chiamarsi World Tour.

 

Zden?k Štybar 8

Non si fosse infortunato in pieno inverno, Štybar oggi avrebbe tutt’altra condizione, avrebbe provato a difendere la sua maglia iridata nel ciclocross sulle strade di casa… e difficilmente ci sarebbe riuscito. Quella caduta invernale invece lo ha costretto a ripartire da zero, e a Siena si mette in tasca la sua piccola grande classica con una corsa tatticamente impeccabile: presente in ogni tentativo importante negli ultimi 70km, concretizza gestendo perfettamente le energie nel finale, e quando gli avversari sparano le loro ultime cartucce, Štybar è pronto per rilanciare fin sul traguardo. Dopo il disastro dell’Het Nieuwsblad, la Etixx rimedia con una doppietta tra Siena e la Kuurne - Bruxelles - Kuurne vinta da Cavendish.


Greg Van Avermaet 7

Corridore dalla continuità incredibile, che quando non è costante è perchè migliora. La progressione di piazzamenti in questa corsa parla per lui: 13° all’esordio, poi 9°, 5°, 6° e stavolta 2°. Eppure gli manca puntualmente qualcosa per vincere: e anche questa volta gli manca nel finale, quando lancia l’attacco prestissimo su quel “muro” che porta alla Piazza del Xampo, e si ritrova incapace di ricucire sull’indiavolato Štybar.

Alejandro Valverde 7.5

Una strepitosa gara da protagonista come troppo raramente ci ha abituato il murciano. Un corridore che risente più di ogni alto della contrazione del calendario internazionale, perché non c’è nessuno in gruppo in grado di essere presente per l’intera stagione come lui. Tra le colline senesi Valverde ha regalato agli appassionati di ciclismo una corsa gigantesca, accendendola a più riprese negli ultimi 70 km e continuando ad assaltare un’impresa trionfale, mai domo fino alla fine, a costo di sprecare le ultime e decisive energie. Avrebbe probabilmente meritato la vittoria in questa Strade Bianche, purtroppo si è trovato a fare i conti con un lampadina della riserva accesasi nel momento meno opportuno, in quella rampa finale che negli anni ha fatto vittime più che eccellenti. Sconfitto negli ultimi metri, ma in ottima compagnia.

Sep Vanmarcke 7

In una gara dall’altimetria fin troppo impegnativa per le sue caratteristiche, Vanmarcke dimostra che la gamba è già lucida al punto giusto per la stagione delle classiche. Avrebbe potuto accontentarsi di coltivarla questa gamba, in attesa di impegni a lui più consoni che arriveranno tra un mese, ma decide di giocarsi il tutto per tutto anche oggi. e non ci va poi così lontano...

 

Diego Rosa, Daniel Oss 7

Partiti gregari, ritrovatisi strada facendo capitani o quasi. Rosa mette alla frusta tutto il gruppo per diversi km nelle fasi di gara più dure, sembra stia lavorando per Nibali e invece finisce per essere l’uomo di punta in casa Astana: il suo quinto posto finale, alla gara d’esordio nel 2015, ha del miracoloso.

Oss si fa rivedere finalmente in testa al gruppo: prova un attacco solitario dopo aver ricucito sui fuggitivo con un gran numero solitario. Il tentativo non va a buon fine e il trentino si mette a disposizione del più quotato capitano Van Avermaet, ma fa vedere di nuovo che queste corse potrebbero essere il suo pane.

 

Oscar Gatto, Fabio Felline 6.5

Finale in sontuosa crescita per questi due talenti del ciclismo italiano che non sembrano mai riuscire a spiccare il volo. Gatto non è mai tra i primi, eppure chiude con un’incredibile rimonta fino al 6° posto di giornata, dimostrando una freschezza che andava sfruttata meglio nell’arco della gara. Due posizioni più indietro (alle spalle di un brillante Rigoberto Urán) arriva Fabio Felline, che dà seguito ad un avvio di primavera dagli ottimi piazzamenti: il piemontese ha solo 25 anni e se va avanti così di occasioni per farsi applaudire può trovarne parecchie.

 

Fabian Cancellara 6

Due forature in 100 metri lo obbligano a una prima parte di gara assai dispendiosa, tanto che la quando la corsa si accende è in fondo al gruppo ad inseguire. Riesce comunque a farsi notare in testa in diverse fasi calde, per poi spegnersi col passare dei km. Corridore da rivedere in ottica Sanremo e classiche del nord.


Peter Sagan 5.5

Sulle Sante Marie, settore più duro dell’intera gara, fa fuoco e fiamme portando via un drappello di attaccanti con tutti i migliori e disgregando definitivamente il gruppo. Negli ultimi 20 km però va completamente in black-out. Non è tanto la mancanza di vittorie che preoccupa (benchè l’ultima sia il campionato nazionale dello scorso giugno), quanto la distanza che lo separa dalla vittoria.

 

Magnus Cort Nielsen 6.5

Per quanto si sia disperso col passare dei km, il talentino danese vince indubbiamente il premio come miglior neoprofessionista di giornata. Vederlo districarsi tra i campioni affermati di queste corse nel momento del forcing decisivo è sembrato un segno premonitore del futuro. Un futuro che per lui sembra davvero roseo.
 

Davide Cassani 7

Il meglio piazzato della sua nazionale è Marco Aurelio Fontana, 48° a oltre 7’ da Štybar, ma è evidente che l’esperimento di portare a correre a questi livelli una selezione di giovani e crossisti non fosse finalizzato al risultato. Questa nazionale “sperimentale” di Cassani è una boccata d’aria fresca nel ciclismo italiano, e non dovremo aspettare troppo a lungo per coglierne i benefici.

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