Tour de France: quel dito alzato di Van der Poel e i due omaggi opposti ai nonni, tra commozione e indignazione

Primi due giorni del Tour de France e primi due fotogrammi che suscitano grande trasporto: la ragazza, ancora sconosciuta e ricercata dalle autorità, che ha causato la rovinosa caduta durante la prima tappa. L'omaggio di Methieu Van der Poel al nonno Raymond Poulidor, grande cliclista francese scomparso due anni fa.

Il traguardo e quel dito alzato al cielo. Un gesto di omaggio e ricordo per il nonno, ma non a un nonno qualsiasi. All'arrivo della seconda tappa del Tour de France a Mûr-de-Bretagne, Mathieu Van der Poel ha commosso il mondo del ciclismo con il suo gesto, dedicando la vittoria e la maglia gialla a suo nonno, Raymond Poulidor, l'"Eterno perdente" del ciclismo francese, che pur nella sua carriera incredibile a cavallo degli anni '60 e '70, non solo non riuscì mai a vincere il Tour, ma neanche a vestire la maglia rosa, neppure per un giorno. Ecco allora che questo omaggio del nipote assume un valore ancora più grande. "Ho partecipato a svariate edizioni del Tour de France - aveva detto Poulidor qualche mese prima di morire, nel 2019 a 83 anni, ricordando il suo percorso professionistico - per otto volte sono arrivato sul podio di Parigi, ho vinto tappe ma mai ho provato la sensazione unica di indossare la maglia gialla. Mai, nemmeno per un giorno. Me ne rammarico, certo, ma so che ciò che non sono riuscito a fare io, un giorno riuscirà a mio nipote Mathieu". Quel giorno è stato ieri. "Naturalmente ho pensato a mio nonno quando ho tagliato il traguardo - ha detto Van der Poel, con il viso tra le mani, gli occhi bagnati dalle lacrime - immagino come si sentirebbe, ma purtroppo non è qui".

Poupou l'eterno perdente diventato il più popolare

Il giovane e polivalente atleta olandese è nipote di Poulidor per parte di mamma Corinne, francese. Ma Van der Poel non ha preso il talento solo dal nonno materno. Anche il padre, olandese, è stato un ciclista professionista, e oltre ad aver vinto un Giro di Fiandre e un Liegi, era riuscito a vincere anche due tappe al Tour negli anni '80, riuscendo a vestire la maglia gialla. Ma Poulidor è un corridore che ha fatto la storia del ciclismo francese, che è entrato nei cuori delle persone soprattutto per quelle sconfitte, anche rocambolesche, che hanno caratterizzato la sua carriera: "E' stato proprio perdendo spesso in quella maniera, da eroe coraggioso e sfortunato che è diventato il più popolare di tutti" scrive il grande giornalista Beppe Conti nel suo libro Ciclismo storie segrete, che in un capitolo affronta proprio l'epica rivalità tra il nonno di Van der Poel e Jacques Anquetil.

L'altro omaggio che ha provocato la caduta di gruppo

L'omaggio di Van der Poel a suo nonno si oppone idealmente a un altro omaggio ai nonni, un omaggio maldestro e stupido. Quello della ragazza che, durante la prima tappa del Tour, con il suo striscione di cartone rivolto a favore di telecamera ha causato la caduta di 21 corridori, una caduta di gruppo tremenda che ha portato al ritito di un atleta e avrebbe anche potuto avere conseguenze ben più gravi. Sul cartello che mostrava sorridendo, c'era scritto "Allez Opi-Omi", dove la prima parola è l'incitamento francese come un "Dai, Forza", mentre le altre due sono vezzeggiativi in tedesco, per nonno e nonna. La ragazza, che probabilmente era mossa anche dalle migliori intenzioni affettive di nipote verso i suoi nonni, ma voltando le spalle al senso di marcia e focalizzandosi sulla telecamera ha commesso una gravissima leggerezza e ora è stata denunciata ed è ricercata dalle autorità. Non è stato certo l'episodio giusto per tornare allo spettacolo dal vivo nel grande evento ciclistico francese, tanto che gli organizzatori del Tour hanno dovuto invitare alla prudenza e all'assennatezza. Per fortuna c'è quel dito alzato di ieri che ci ha riportato a guardare in alto.

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