26 luglio 2011

Tra Cielo e Kolobnev, un abisso

Un nuotatore e un ciclista, positivi per doping alla stessa sostanza: il primo osannato, si commuove. Il secondo, cacciato dal Tour, avrà uno stop di 4 anni

Tra cielo e kolobnev, un abisso

Il brasiliano Cesar Cielo vince la medaglia d'oro nei 50 metri farfalla ai Campionati mondiali di Shanghai con il tempo di 23''10. Cielo, però, era stato trovato positivo a un diuretico, sostanza che gli sportivi in genere assumono come coprente o come diluente di sostanza dopanti a tutti gli effetti: la sua federazione l’aveva semplicemente rimproverato, il Tas l’aveva ammonito, la Federazione internazionale di nuoto aveva chiesto tre mesi di stop.

E se fosse stato un ciclista? Proprio in questi giorni, il russo Alexandre Kolobnev è risultato positivo alla stessa sostanza, mentre era in gara al Tour de France: è stato immediatamente escluso dalla gara, sospeso dalla sua squadra e ora rischia quattro anni di squalifica.

Tra Cielo e Kolobnev, la differenza non sta in quattro anni, ma in un abisso: il primo si commuove e viene osannato, il secondo invece viene spedito immediatamente nel “girone” dei farabutti. Perché il ciclismo è lo sport che non capisce che bisogna cambiare, si dice. Nel nuoto, invece, dove da anni si stabiliscono record su record con una frequenza impressionante, va tutto bene. Cio e Coni, a quanto sembra, sono felici così. (L.F.)

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