Un itinerario in bicicletta per scoprire i meravigliosi portici di Bologna

E' nato un nuovo percorso da fare in bici (più altri sei a piedi) per andare alla scoperta dei famosi portici bolognesi, da poco riconosciuti patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

I giochi di luce dei portici di Bologna (foto Pixabay)

Offrono riparo quando piove e protezione dal sole nel periodo canicolare. Luogo di passaggio o di sosta tra le bancarelle, i portici si attraversano quasi senza farci caso. Ma quando ci si trova in una città come Bologna, soprannominata proprio “la città dei portici”, bisognerebbe fermarsi a osservare loro bellezza e ricchezza storica. Da qualche mese (luglio 2021), infatti, sono stati anche riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e ora un nuovo itinerario in bicicletta è stato studiato per visitarli anche su due ruote.

In bicicletta alla scoperta dei portici Unesco

Si tratta di un’iniziativa sviluppata da un gruppo di lavoro dell’Università di Bologna, sotto la guida del prof. Claudio Galli, docente del dipartimento di architettura, per consentire a tutti di scoprire questo affascinante aspetto della città delle due torri. L’itinerario consente di esplorare i portici del centro storico più interessanti dal punto di vista estetico e storico grazie a un giro di circa 20 km. I portici cittadini sono in realtà molti di più e coprono una lunghezza totale di 62 km. Sul sito Tourer.it dedicato alla promozione del turismo in Emilia-Romagna, è possibile scaricare la traccia gps e una guida in pdf con brevi descrizioni per avere un quadro artistico dei vari siti. Si può stampare il materiale per prepararsi prima di partire oppure consulare le pagine tramite smartphone direttamente sul posto. Si può anche divagare concedendosi altre visite a monumenti e beni culturali posti nelle vicinanze dei porticati. E' anche possibile, per chi vuole, contribuire alla valorizzazione del patrimonio cittadino caricando le proprie foto direttamente sul portale Tourer.it. Questo sito internet di promozione del territorio è stato sviluppato dal Segretariato regionale del Ministero della Cultura.

Oltre a quello in bici, sei percorsi a piedi

L’itinerario in bicicletta fa parte di una rete più ampia, costituita da altri sei percorsi tematici da fare a piedi, sempre per scoprire il patrimonio architettonico di Bologna relativo ai portici. C'è ad esempio una sezione chiamata "Gli imperdibili": si tratta di un itinerario pedonale di circa 10 km che consente di scoprire i portici più famosi o curiosi, quelli insomma che devono necessariamente essere visti, come quello dei Servi in Strada Maggiore, il più ampio, oppure quello di San Luca, che con i suoi 3796 metri è il più lungo (chi ha fatto la Via degli Dei da Bologna a Firenze, non può non ricordarselo quando ancora fresco si è trovato a macinare i primi chilometri in salita. Il tratto è compreso anche nel percorso in bicicletta). Un altro percorso, di 4.6 km, passa in rassegna i vari stili storici - e quindi anche i materiali - che caratterizzano i portici eretti in epoche differenti, dal medioevo ai giorni nostri. O ancora, c'è un percorso dedicato alle decorazioni in cotto, visibili sulle arcate o nelle cornici delle finestre, realizzate con maestria dagli artigiani "tagliapietracotta". Si potranno scoprire così alcuni itinerari come fregi, festoni, formelle o volti in rilievo che normalmente non si notano. Ovviamente i percorsi pedonali potrebbero fornire uno spunto per integrare con piccole deviazioni l'itinerario principale ciclistico. Qui i link generico di tutti gli itinerari della Bologna Porticata.

Un luogo emblematico della socialità bolognese

I portici sono stati realizzati in epoche molto diverse, dal XII secolo ai giorni nostri e questa differenza si nota nei materiali con i quali sono realizzati che vanno dal legno alla pietra ai mattoni o al cemento. Ad accomunarli è il ruolo fondamentale ricoperto a livello sociale, in ogni epoca, come punto di ritrovo e socialità. Costituiscono anche un segno emblematico dell’ospitalità della regione, dato che sono di proprietà privata ma ad uso pubblico. Sono, per dirla con l’attore bolognese Stefano Accorsi, “un caso unico di spazio intermedio tra dentro e fuori: sotto i portici sei in strada, ma anche in casa; sei fuori, ma sei dentro; all’aperto, ma col tetto sopra”.

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