Una notte alle Cascate dell'Acquafraggia

Un itinerario rilassante in Val Chiavenna, con visita alle spettacolari cascate e pernottamento in tenda. Una piccola avventura non lontano da Milano. Ecco il reportage di Lorenzo Scarpellini.

La vista suggestiva delle cascate dell'Acquafraggia (tutte le foto della pagina sono di Lorenzo Scarpellini)

Incastonate tra gli stretti versanti delle montagne della Val Chiavenna - a pochi chilometri dal confine Svizzero - sgorgano le splendide Cascate dell’Acquafraggia, facilmente raggiungibili in bici dalle sponde del Lago di Como.

Le cascate dell´Acquafraggia si trovano a Borgonuovo (Chiavenna, Provincia di Sondrio) e sono ben visibili anche dalla strada provinciale che percorre la valle. Si possono raggiungere quindi sia in bici da strada che in gravel/mtb, e perché no, si può passare una notte in tenda ai piedi delle cascate.

La chiesa di Borgonovo, comune nel quale si trovano le cascate dell'Acquafraggia

Lungo lago di Colico 

Il nostro itinerario gravel/mtb per le Cascate dell’Acquafraggia parte da Colico, crocivia importante per cicloturisti e cicloviaggiatori che si muovono da o verso la Valtellina e la Svizzera. Da qui parte il lungo Sentiero Valtellina, un percorso ciclopedonale di 166 km (quasi interamente asfaltato) che collega Colico e Bormio, risalendo lo scorrere del fiume Adda. Sempre da Colico parte la Ciclabile della Valchiavenna verso il Passo dello Spluga e il Passo del Maloja.

Colico è facilmente raggiungibile sia in automobile che in treno, il secondo è decisamente comodo se si vuole trascorrere la notte alle cascate senza preoccuparsi del parcheggio.

I Piani di Spagna

Animali al pascolo lungo il percorso

Dalla stazione si raggiunge il lungo lago dove parte il Sentiero Valtellina. Dopo i primi 5 chilometri su una larga sterrata, svoltiamo a sinistra e attraversiamo l’Adda seguendo le indicazioni per Chiavenna. Da qui attraversiamo i Pian di Spagna, una vasta area pianeggiante adibita al pascolo, il tratto più bello da pedalare per gli amanti dello sterrato.

Costeggiando il lago di Mezzola

Dopo circa altri 7 km di strade bianche si ritorna su asfalto, si attraversa una vecchia galleria (attenzione che passano anche le macchine anche se può sembrare il contrario) e si scorge il Lago di Mezzola. Da qui si continua restando sempre sulla pista ciclabile, interamente asfaltata, fino a raggiungere Chiavenna. Proseguendo, il percorso ciclopedonale si snoda sinuoso e a tratti ripido tra vecchie mura e giganteschi massi, uno scenario molto affascinante. Dopo circa 4 km di salita da Chiavenna arriviamo ai piedi delle cascate, riusciamo ad arrivare in sella fino a bagnarci completamente borse e vestiti prima di dover mettere i piedi a terra e spingere la bici per gli ultimi metri per le foto di rito.

Sotto alle cascate per una foto ricordo

Scopriamo quindi che è proibito piantare la tenda sotto le cascate ma dato che lo sospettavamo, già sapevamo che a poche decine di metri dalle cascata c’è un campeggio in cui avremmo anche rimediato una doccia. Campeggio semplice ma impeccabile, proprietario molto disponibile e prezzo onestissimo. Il tipico camping di montagna che ti aspetti (e speri) di trovare. Dopo aver montato la nostra piccola tenda, aver fatto una doccia e aver scambiato due parole con il “vicino di tenda” - anche lui in bicicletta ma proveniente dal Svizzera, che ormai dista solo pochi chilometri - usciamo per andare a mangiare in uno dei tipici crotti della Valchiavenna, ovvero dei ristoranti letteralmente costruiti nei giganteschi massi che popolano questa valle.

Il giorno seguente il rientro avviene dallo stesso itinerario dell’andata.

Accamparsi sotto alle cascate non è possibile, ma per fortuna lì vicino c'è un ottimo campeggio

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