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Prepararsi alla stagione agonistica

10 giugno 2015
di Alfredo Colella
Prepararsi alla stagione agonistica
Questo articolo segna l'inizio di una collaborazione con i biomeccanici di Velosapiens. Per saperne di più sulla corretta posizione in bici, le geometrie applicate ai telai e la prevenzione di possibili patologie attraverso una corretta pedalata

Prepararsi alla stagione agonistica

Questo articolo segna l'inizio di una collaborazione con i biomeccanici di Velosapiens. Per saperne di più sulla corretta posizione in bici, le geometrie applicate ai telai e la prevenzione di possibili patologie attraverso una corretta pedalata.

Consigliamo sempre di effettuare specifici controlli prima di iniziare la stagione agonistica, in modo da affrontarla senza dubbi sulla posizione in sella. I consigli degli esperti possono fornire risposte ai problemi biomeccanici con assoluta certezza scientifica. Gli esperti sono in grado di interpretare i segnali del nostro corpo e realizzare modelli ergonomici personalizzati, grazie all'aiuto di strumenti elettronici. L’opinione di tanti pseudo-specialisti, incontrati per strada o nei negozi, è spesso pericolosa e fondata sul sentito dire, basata su esperienze personali che raramente si possono generalizzare. Ognuno di noi ha le proprie differenti esigenze: per questo ribadiamo più volte il concetto di affidarsi ad esperti che abbiano competenze reali in materia. Sia che facciate una bici su misura o ne vogliate comprare una già esistente, è necessario sapere la geometria adatta a voi e le misure dei componenti (o le opportune modifiche da effettuarsi sulla bici che già possedete).

 

1- anamnesi

Il primo passo per uno studio corretto è l'anamnesi, cioè la raccolta di informazioni utili a conoscere la vostra situazione. Il rendimento dell’atleta spesso può essere condizionato da tecno-patologie che determinano dei cali di prestazione (un semplice lieve mal di schiena è più che sufficiente per condizionare un’intera stagione agonistica): l’anamnesi generale focalizza il problema, partendo dal presupposto che le sue cause possono essere molteplici. Per esempio, una accentuata bascula del bacino può provocare una sindrome dolorosa che spesso viene scambiata dai tecnici come un disturbo di pertinenza del medico, mentre basterebbe un buon biomeccanico. I moderni medici sportivi del ciclismo interagiscono coi biomeccanici e consigliano ai loro atleti i test di valutazioni ergonomiche. Una corretta anamnesi, associata ad un controllo posturale, può dare parecchie risposte e permettere di indirizzare l’atleta dal medico specialista adatto in funzione della problematica rilevata.

 

2- Postura

Il posturologo utilizza dei test molto semplici per capire lo stato della mobilità articolare, individuando eventuali blocchi che limitano il movimento ed agendo, con specifiche manovre, per riportare al giusto assetto l’articolazione compromessa. La mobilità del rachide cervicale è spesso messa a dura prova da cadute, posture errate e tensioni accumulate durante la giornata.

Il passo successivo è posizionare l'atleta su una pedana stabilometrica che ne studia il baricentro, l’assetto e le eventuali anomalie dei carichi. Si consideri che spesso bastano opportuni esercizi sulla palla di gomma (o semplicemente di stretching) per ottimizzare la mobilità articolare. Infine è opportuno considerare la funzionalità degli arti inferiori e superiori.

 

3- studio della volta plantare

Lo studio della volta plantare può essere effettuato manualmente o digitalmente (utilizzando podoscopio e solette sensorizzate) ed è finalizzato all’eventuale realizzazione di protesi plantari: tale accorgimento è d’obbligo per chi spesso manifesta sindromi dolorose dovute al ginocchio e a compressione dell’appoggio podalico.

 

4- test medici

Il test del consumo di ossigeno scopre il reale motore biologico di ogni atleta ed è di competenza del medico sportivo e del preparatore atletico. Può però venire utile, se effettuato sulla propria bicicletta, per confrontare i risultati ottenuti da variazioni di misure apportate. Da prove effettuate in laboratorio si è scoperto che la validità del test è legata a esami sufficientemente prolungati, mentre su tempi ridotti non si vedono in realtà variazioni auspicabili a differenti modalità di pedalata.

La plicometria per lo studio della massa grassa è pertinenza del medico, ma il biomeccanico deve considerare che la mobilità (muscolare e articolare) molto spesso è determinata dal peso dell’atleta. Una variazione di peso può cambiare la posizione e lo stile di pedalata, anche fino ad alterare il risultato di parecchi centimetri (addirittura talvolta da richiedere la sostituzione del telaio).

 

In collaborazione con velosapiens (contatti tel. 0131/947481, email: info@velosapiens.it)

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