L'arte di "piegare" la bici

Sempre con te: ci pedali da casa fino alla stazione della metropolitana, poi da questa fino al luogo di lavoro. E poi te la tieni al tuo fianco, ripiegata, senza il timore che te la rubino. C’è anche chi la usa per visitare le città, raggiungendole in treno con la bici “sottobraccio” (si fa per dire: una volta dotate di motore elettrico, aumentano di parecchio il loro peso)

Brompton elettrica nell'originale piega a tre. Ci vogliono circa 20 secondi per compattare la bici (585 mm di altezza x 565 mm di lunghezza x 270 mm di larghezza) che puoi trasportare e riporre ovunque. 

La voglia di rendere portatili le biciclette è talmente radicata nell’uomo che la prima pieghevole è arrivata nel 1874, ovvero 10 anni prima della trasmissione a catena. Non esiste una ricetta sola per “arrotolare su se stessa” una bicicletta. Tutte, però, hanno dei sistemi a sgancio rapido e permettono, dopo avere fatto un po’ di pratica, di richiudersi o riaprirsi in pochi secondi.
La tecnica più utilizzata è quella di “spezzare” in due il telaio con una cerniera, di sdraiare il manubrio e di adottare ruote di diametro ridotto. Gergalmente queste biciclette vengono chiamate “Graziella” dal nome del fortunato modello della Carnielli che prese piede negli anni 60. A seguire sono arrivate le Moulton (ideate dal progettista della sospensione posteriore della Mini Minor), le Brompton (che sfruttano le ruote da 16” per piegarsi in tre e non in due come le altre), le Dahon (disponibili anche in versione da corsa strada) e le Riese & Müller Birdy (con le ruote che si chiudono intorno al telaio). Ognuna di queste ha un suo sistema di piegatura, è ancora in produzione ed è possibile averla in versione con pedalata assistita, talvolta per mano della Casa madre, altre grazie a kit aftermarket. Sono agilissime grazie alle ruote piccole, all’interasse corto e al telaio aperto, che permette di salire e scendere al volo. La facilità di portarle in giro permette un uso combinato: la metti nel bagagliaio dell’auto anche se questa è piccola; la usi per prendere il treno o la metropolitana e te la carichi a bordo; e puoi portartela in casa o sul luogo di lavoro, così non te la rubano. Ma sono talmente immediate e divertenti che molti ne fanno uno stile di vita, se non uno status. Pensate solo alle gare e ai viaggi che vengono organizzati per i proprietari delle inglesissime Brompton. Dotarle di pedalata assistita senza stravolgerle e lasciandole pieghevoli però non è facile. Ad esempio, la ricetta del brand inglese prevede il motore nel mozzo anteriore, il cambio in quello posteriore e la batteria contenuta o in una borsa appesa al manubrio, o nel portaborraccia. Altre, come la Vello da appena 13 kg, usa il motore Zehus nel mozzo posteriore, che contiene anche la batteria.

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Gocycle G4i+ con motore nel mozzo: 6.499 euro

Telaio

Quasi tutte le pieghevoli hanno ruote di piccolo diametro, sono prive di tubo orizzontale e hanno sganci rapidi per ripiegarle rapidamente, in due o in tre, seguendo ricette diverse. Tutte richiedono un minimo di apprendistato.

Freni

Dai caliper s’è passati a quelli a V, che hanno
un eccellente rapporto tra semplicità ed efficacia. Erano infatti i più diffusi, tra le MTB,
prima che arrivassero i dischi.

Ruote

Anche se esistono bici pieghevoli “normali”
con ruote da 26” e persino 28”, la misura
classica orbita tra i 16” e i 20”.
Di norma con le 16” si allunga l’interasse,
per non perdere (troppa) stabilità.

Classica situazione: momento di relax/lavoro/studio con computer e bici al seguito.

Trasmissione

Con le ruote piccole conviene usare i cambi integrati nel mozzo, che però impediscono
di piazzare i motori nella ruota posteriore.
Per questo spesso il motore viene messo
davanti, nel mozzo anteriore.

Peso

In generale,
una e-pieghevole va verso i 20 kg ed è scomoda da portare sui mezzi pubblici. Però il motore
fa venire voglia di stare più in strada
e meno in metropolitana.

Accessori

Esiste un mondo di accessori (cestini, cavalletti, fari efficienti, parafanghi, computer di bordo, borse). Tutta roba che non disturba quando si tratta di chiudere il telaio e che si riesce a montare su questi mezzi così piccoli, senza intaccare l’operazione di ripiegamento. Alcuni portapacchi sono dotati di rotelle per permettere di trascinare la bici come un trolley.

A Londra è abbastanza usuale vedere commuter con bici pieghevoli al seguito, in Italia decisamente meno.

Antifurto

Sono loro stesse, il loro antifurto. Una volta ripiegate, nessuno avrà nulla da obiettare se ve le portate in ascensore, in casa, in albergo, in ufficio, a scuola… Per questo è importante che siano veloci e intuitive da piegare e riaprire.

Motore

C’è una grossa differenza tra le pieghevoli nate già elettriche e quelle in cui bisogna trovare il posto per motore e batteria. C’è chi sfrutta il mozzo anteriore e chi piazza l’alimentazione in borse appese al manubrio, o nel portaborraccia.

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