Jersey De Marchi Leggera Eco: la tradizione incontra l'innovazione "green"

Tessuti riciclati e pigmenti naturali, ma senza rinunciare a comfort e performance. Con la maglia estiva Leggera Eco, la storica azienda italiana De Marchi sintonizza la sua tradizione alla moderna sensibilità per l'ambiente.

Leggera Eco è una maglia estiva versatile, adatta sia ai ciclisti su strada che gravel (foto press office De Marchi).

Guardare al futuro senza perdere i valori del passato. Belle parole, che si dicono spesso, ma poi concretamente cosa vogliono dire? E cosa può voler dire per l’azienda di un settore in continua evoluzione come l’abbigliamento ciclistico, anzi per quella che si vanta di essere la più antica marca di abbigliamento ciclistico al mondo? Fondata nel 1946 a Conegliano pochi mesi dopo la fine della Seconda Guerra mondiale come Maglificio Sportivo De Marchi, la De Marchi è oggi un’azienda moderna che, però, non dimentica la tradizione e ne fa un punto di forza assoluto, basti pensare alla sua collezione “heritage”: magliette di lana che replicano in modo meticoloso quelle indossate dai più grandi campioni come Coppi, Bartali, Merckx, Gimondi o Moser.

Sul petto si leggono scritte come Bottecchia, Salvarani, Selle Royal, Cinelli: sono maglie molto apprezzate dagli amanti dello stile vintage e dai cultori delle ciclostoriche, a cominciare dalla partecipatissima Eroica, sulle colline senesi. L’epoca del ciclismo eroico, del resto, il fondatore Emilio De Marchi l’ha vissuta fin dall’inizio: nato nel 1906, aveva iniziato a lavorare come meccanico di bici e motociclette. Ma fu nel dopoguerra, dopo aver adattato una macchina da tessitura, che iniziò a vestire le squadre più importanti dell’epoca. Ma, mentre agli albori si chiedeva soprattutto un capo resistente - e fu proprio questa la caratteristica che fece conoscere il patron all’interno della comunità ciclistica locale - oggi contano soprattutto la tecnicità dei materiali e la performance, con una nuova attenzione alla natura e al rispetto per l’ambiente. Come conciliare allora questi due mondi, tradizione e innovazione ecologica?

Tre le tinte disponibili: verde, sabbia e blu (foto press office De Marchi).

LEGGERA ECO: LA MAGLIA GREEN PER L’ESTATE

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La lunga cerniera nera spezza visivamente la tinta unita della maglia (foto press office De Marchi).

Un perfetto esempio di connubio tra passato e presente è rappresentato dalla maglia Leggera Eco. Realizzata con microfibre provenienti da materiali riciclati e colori ricavati da tinte rigorosamente naturali, non rinuncia alla qualità tecnica. L’obiettivo del brand De Marchi è stato infatti quello di realizzare un capo perfettamente green garantendo allo stesso tempo leggerezza, comfort e performance. Realizzata con un volume ridotto delle fibre che rende il capo molto leggero e quasi impalpabile al tocco, è perfetta per le calde giornate estive. Nonostante la leggerezza, la tecnologia “sun block” protegge la pelle dal sole. Inoltre è stata studiata per migliorare lo scambio di calore, grazie anche all’aggiunta di piccole prese d’aria poste dietro alle spalle. Sul davanti ha una lunga cerniera, mentre sul retro tre ampie tasche portaoggetti e una piccola laterale con cerniera. Ha una vestibilità slim ed esteticamente si presenta molto semplice e pulita, e si presta a un uso versatile adatto sia per l’ambito stradale “sobrio” sia per il gravel in mezzo alla natura. È disponibile in tre colori a tinta unita per la versione da uomo: verde “forest”, blu “ink” e bianco “sand”; e due per la versione da donna: "sand" e "teal", ovvero un verde-blu foglia di tè. Il prezzo di listino è 120 euro, ma sul sito ufficiale è in questi giorni scontato a 90.

L'attenzione all'ambiente è la peculiarità di questo jersey realizzato con microfibre riciclate e pigmenti naturali (foto press office De Marchi).

LA GAMMA DE MARCHI

De Marchi punta molto sulla leggerezza, avendo inserito questa caratteristica fin dal nome della maglia, Leggera Eco, appunto. Ma questa non è la più leggera. Nella sua collezione il brand veneto propone anche una maglia chiamata Superleggera, realizzata con un tessuto di sintesi tra seta naturale e nylon riciclato che consente un risparmio di peso notevole (pesa infatti meno di 100 grammi in taglia M) e una sensazione di freschezza sulla pelle. Per chi invece predilige le pedalate in alta montagna o vuole prepare il guardaroba per l’autunno, c’è Cortina, la “magliavento” creata da De Marchi nel 1993 e migliorata di anno in anno: il suo tessuto antivento idrorepellente incorpora un tessuto interno di lana merinos super fine.

La lana merinos, o merino, che deve il nome dalla razza di pecore dal vello super fine e pregiato da cui deriva, è un materiale naturale unico, molto usato dalla De Marchi, che la associa anche al poliestere e al nylon per creare modelli più confortevoli, più resistenti e ridurre il peso complessivo del capo, conferendogli un aspetto più attuale. Come nella maglia Classica, dove la lana è accompagnata da fibre riciclate, o nella maglia Fuoristrada, pensata per il gravel, con inserti in nylon cordura per essere più resistente agli strappi. Ad accomunare tutti questi capi è l’innovazione nella tradizione; e uno stile, sobrio ed elegante, per chi ama pedalare in modo discreto.

LA MITICA MAGLIA IRIDATA DE MARCHI

C’è un aneddoto che rende bene l’idea del legame dell'azienda con il suo glorioso passato. Quando nel 1953 Fausto Coppi vinse il titolo di campione del mondo a Lugano, l’allora ventiduenne Elda De Marchi, figlia di Emilio, fondatore del maglificio, dopo aver sognato la vittoria di Coppi confezionò a mano la classica maglia iridata che il campione poi vestì, come da tradizione, per tutto l’anno successivo. Non si trattava ovviamente della versione ufficiale UCI, ma di una copia realizzata di notte da Elda e, a differenza dell’originale, aveva due bottoni sul petto. Di quella maglia “clandestina” si persero le tracce per oltre 60 anni, finché non rispuntò fuori tramite un amico di Coppi, al quale il grande ciclista l’aveva regalata, per finire nel 2015 esposta al celebre Museo del Ghisallo in provincia di Como, diventandone uno dei cimeli da ammirare. Quattro anni dopo, nel 2019, Elda De Marchi, a 88 anni, pur non lavorando più a maglia da 25 anni, volle realizzare con la stessa lana e la stessa macchina da cucire semi automatica una replica esatta, unica e certificata di quella maglia. La replica, autenticata tramite la moderna tecnologia digitale blockchain, fu poi venduta all’asta per beneficenza a oltre 10mila dollari e la sua realizzazione è un perfetto esempio del legame indissolubile della De Marchi con il ciclismo delle origini.

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