La bici è un mezzo di trasporto, parola di Unione Europea

Il Parlamento Europeo ha approvato la “EU Cycling strategy” (Strategia Europea della Ciclabilità). La strategia dovrebbe puntare a 100 milioni di europei in più che percorrono in bicicletta distanze medie più lunghe e a più che raddoppiare il numero totale di chilometri percorsi in bicicletta entro il 2030. Fra i punti del piano, più sicurezza sulle strade, pari dignità della bici come mezzo di trasporto e taglio dell'Iva come bene di prima necessità.

Arrivato finalmente il via libera dal Parlamento Europeo per la “EU Cycling strategy” (Strategia Europea della Ciclabilità)cioè una raccomandazione formale nei confronti degli stati membri per aumentare gli investimenti a favore della realizzazione di ciclabili e in generale a incentivare l’utilizzo della bicicletta, alla voce “mobilità sostenibile” .

Il Piano europeo è composto da significative novità attraverso un vero e proprio manifesto in cui, tra le raccomandazioni, spiccano le “cycle highways” cioè l’interconnessione strutturale tramite infrastrutture tra percorsi ciclabili urbani e periferici (es. disponibilità di più spazi per le biciclette sui treni e l’incremento di aree di parcheggio presso stazioni e centri di mobilità), il “reshoring” della produzione di bici cioè il rientro di molte attività produttive che erano state delocalizzate nel pre-pandemia e che hanno causato notevoli problemi logistici proprio quando l’industria bike stava ripartendo in maniera significativa.

Ma un punto particolare è stato quello che ha avuto come precursore il Portogallo che a novembre 2022 ha tagliato l’Iva su acquisto delle bici al 6% motivandolo, finalmente, come bene di prima necessità. Ed è proprio su questa direttiva che il Parlamento Europeo con la sua Cycling strategy vorrebbe per una riduzione dell'imposta (in Italia del 23%) in tutti gli stati membri a favore non solo della vendita di bici, ma anche al noleggio e alla riparazione delle stesse.

Sarebbe, se adottato in maniera massiva da tutti gli stati membri per evitare disparità fiscali, un modo significativo e veramente concreto per avviarci a una mobilità più sostenibile e soprattutto incentivare l’utilizzo delle due ruote green a favore del benessere individuale.

Foto Courtesy European Cyclist's Federation

Gli obiettivi principali

Questi gli obiettivi principali della Cycling strategy già delineati dal documento iniziale del 2017:

  1. La bicicletta dovrebbe essere un soggetto paritario (rispetto agli altri mezzi) nel sistema di mobilità.
  2. Aumentare l'utilizzo della bici nell'UE del 50% in media nel periodo 2019-2020-2030.
  3. Dimezzare il tasso di ciclisti uccisi e feriti gravemente (in km percorsi in bicicletta) nel periodo 2019/2020-2030.
  4. Aumentare gli investimenti dell'UE nella mobilità ciclistica a 3 miliardi di euro nel periodo 2021-27; e 6 miliardi di euro dal 2028 al 2034.

Infine, tra le proposte del parlamento europeo rivolte agli stati membri c'è anche quella di valutare la possibilità di designare il 2024 Anno europeo del ciclismo.

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