Il nostro viaggio in Giordania: un Paese pronto ad accogliere i ciclisti

Siamo partiti per la capitale Amman con due obiettivi: scoprire, aldilà di Petra, la "città rosa", quali altre meraviglie meno note meritino di essere raccontate; e verificare dal vivo se ci siano le condizioni per viaggiare in tranquillità. Abbiamo quindi accettato di buon grado l'invito del Jordan Tourism Board a intraprendere un'avventura nel cuore del Paese in sella ad una mtb. La bici infatti è un mezzo gentile che permette di avvicinare l'anima più intima dei luoghi e il cui uso si vuole incentivare

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La bici, finalmente una realtà

La Giordania è un Paese sicuramente penalizzato dalla cattiva reputazione del Medio Oriente. In realtà, pur trovandosi tra Paesi al centro di tensioni internazionali – confina con Siria, Iraq, Arabia Saudita e Israele – è un luogo tranquillo, che si oppone a fanatismi ed estremismi, offrendo ai visitatori una cordiale accoglienza e la libertà di muoversi in sicurezza. La vocazione all’ospitalità, dopo tutto, è un tratto della cultura locale e ha radici antiche, per la sua posizione di crocevia di popoli e di commerci, che da qui transitavano lungo la Via della seta e la Via dell’Incenso.

Paesaggi spettacolari (e da film), antiche rotte di carovane, eserciti crociati e pellegrini, racconti biblici, città scomparse, Lawrence d'Arabia, deserti bianchi, e rossi... c'è molto da raccontare. Lo stiamo già facendo pubblicando un diario quotidiano sui nostri canali social (Instagram, Facebook, Threads: Ciclismo.it) realizzato dal nostro fotoreporter Tommaso Pini. Il nostro viaggio è iniziato il 18 febbraio e terminerà il 27 febbraio, dopodiché vi aspetterà un reportage approfondito che diventerà anche uno speciale scaricabile gratuitamente con tutte le info per organizzare un viaggio nel Paese. La bici ce l'ha fornita Cycling Jordan, realtà nata nel 2007 grazie alla passione di Sari Husseini. Quando studiava all'università, aveva difficoltà con i mezzi pubblici. Dopo essersi presentato regolarmente in ritardo alle lezioni, non potendosi permettere di comprare un'auto è nata l'idea di riparare la sua vecchia bici e usare quella.

Ben presto ha iniziato a usare la bici per tutti i suoi spostamenti. Ha iniziato a pedalare ad Amman, poi a Madaba, a Irbid e, via via in tutti gli angoli della Giordania. "Il ciclismo ha cambiato la mia vita e mi ha fatto conoscere nuove persone, culture e nuovi luoghi." Sari ha investito il suo tempo e i suoi sforzi nella diffusione della cultura della bicicletta in Giordania, come mezzo di trasporto e per l'esplorazione. Quindi insieme ai suoi amici, hanno iniziato a offrire tour tagliati su misura. Non è stato facile, perché la natura collinare del paese e il traffico intenso scoraggiano molti. Ciononostante, i risultati stanno arrivando: più persone vanno in bicicletta, più persone accolgono la cultura della bicicletta e vengono istituite più piste ciclabili.

Il percorso

Dicevamo, il Paese è molto ospitale, ma l'accoglienza non si esaurisce nelle tazze di tè in compagnia di cordiali abitanti locali, è uno spirito che aleggia e coglierete, come stiamo facendo noi in questi giorni: è palpabile la voglia di far conoscere al mondo le attrazioni e la cultura del Paese che vi racconteremo nel fotoreportage promesso. Intanto qualche anticipazione: il Day 1 è stata una giornata di trasferimenti e prime visite… in attesa di salire in sella. Da Amman siamo andati a nord fino quasi al confine con Israele e Siria, toccando Um Qais, nota per le rovine dell’antica Gadara, ma anche perché da questa località comincia il Jordan Trail, un sentiero escursionistico lungo 650 km che in alcuni tratti si snoda lungo un’antica rotta commerciale che funzionava anche come residenza. Il Day 2 abbiamo finalmente abbiamo pedalato! Cycling Jordan ci ha fornito delle mountain bike Orbea con cui tra l’altro abbiamo toccato uno dei tre Castelli del Deserto, il, Qasr al-Kharana, a 60 km da Amman, costruito per il controllo del territorio, ma che funziona anche come residenza estiva dei califfi omayyadi. Day 3: abbiamo attraversato il deserto ‘bianco’ del Wadi Dahek, al confine con l’Arabia Saudita, posto incredibile dove perdersi senza una rotta specifica, circondato da scogliere salate alte oltre 30 m. Day 4: da Madaba (che sarà la prima ad avere una pista ciclabile) abbiamo raggiunto il Mar Morto. Ogni tappa è documentata da un nostro reel, per conoscere il resto seguiteci (Instagram, Facebook, Threads: Ciclismo.it). In programma comunque non possono mancare Petra, l'antica città dei Nabatei, e il deserto del Wadi Rum che ha incantato Lawrence d'Arabia e ha spinto più di un viaggiatore a indossare la keffiyeh e a guardare nel vuoto con uno sguardo di sfida.

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I nostri partner

La nostra avventura giordana è stata supportata da alcuni importanti partner tecnici: Santini Cycling, Poc Sports, Northwave, GIVI BIKE,

L'abbigliamento

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Le borse

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