di Gian Paolo Grossi - 26 marzo 2015

Giro di Cipro: c’è l’ex professionista Loda

Vi parliamo di un giro (inizia domani e propone tre tappe) aperto ad amatori, cicloturisti e persino ai pro (c’è l’ex Nicola Loda). È patrocinato dall’Uci e riserva tante sorprese. Ve le raccontiamo partendo dall’Italia di Bearzot

Giro di cipro: c’è l’ex professionista loda

È accaduto di nuovo. Appena il tempo di confidare a qualche coetaneo che sarei tornato a pedalare sull’isola di Cipro ed ecco - conoscendo la mia passione pallonara non certo inferiore a quella per il ciclismo -, tutti a chiedermi incuriositi di quel tombino. Già, un anonimo tombino. Piazzato in mezzo al campo di gioco dello stadio di Limassol, dove l’Italia di Bearzot rimediò una magra figura, pareggiando (e solo su autorete) il confronto con i semiprofessionisti padroni di casa.

Anonimo, quel tombino. La cui leggenda è sopravvissuta nell’album dei ricordi e dei dettagli del calcio. Divenuto a suo modo celebre come la metafora che identifica il basso livello in cui erano scaduti gli azzurri campioni del mondo in carica, inebriati dal trionfo del Mundial ’82 ma ormai incapaci di ripetersi su quei toni.

Vorrei loro rispondere, agli amici incuriositi dall’impresa cipriota del febbraio di 32 anni fa, che la terza isola più estesa del Mediterraneo da allora di strada ne ha percorsa e parecchia. Come le centinaia di biciclette che ormai solcano la costa davanti alla quale sarebbe spuntata dalla spuma del mare la dea Afrodite. Da quel terreno di gioco in “erba battuta” di un colore analogo a certi nostri campi del Sud, Cipro è arrivata alla valorizzazione del suo patrimonio naturale, attraverso il turismo e lo sport.

 

Cipro nuova meta per allenarsi in bici

E oggi, grazie al clima favorevole e a un’ottima rete stradale, è tra le mete di spicco per chi vuole allenarsi sui pedali per tutto l’inverno. Ciclisti professionisti compresi.

Aperto ad amatori, cicloturisti e - ce ne fossero - persino ai pro, sponsorizzato Volkswagen e patrocinato dall’Uci, del Giro di Cipro in Italia praticamente non se ne parla. Il Paese diviso in due dalla cosiddetta Linea Verde, quella zona demilitarizzata che separa l’area occidentale greco-cipriota da quella orientale turco-cipriota, non è fra le destinazioni abituali dei nostri connazionali, quando si tratta di imbastire vacanze al mare. Non la pensano così da sempre gli anglosassoni, figli di una potenza coloniale che per ottant’anni ha governato l’isola.

 

Nel cuore della corsa

Hanno trovato un’ambivalenza - sfida su due ruote e relax a due passi dal Mediterraneo - nel Giro di Cipro che scatta domani e che fino a domenica propone tre tappe di una bellezza da mozzare il fiato, come quelle dure salite incastonate nella roccia dei tanti siti archeologici che giacciono tra il coloratissimo centro portuale di Limassol – seconda città più grande della nazione dopo la capitale Nicosia – ed il parco archeologico di Kato Pafos, il vero cuore della corsa. Che non vive tuttavia di soli sudditi della terra d’Albione: lo scorso anno i  partecipanti furono 202, provenienti da una quindicina di Paesi, con rappresentanze libanesi, maltesi, israeliane, russe, ucraine, scandinave, oltre ai tanti ciclisti locali e agli atleti dell’esercito britannico, ancora presenti nelle basi che l’Onu (attraverso il Regno Unito), tuttora mantiene per monitorare il cessate il fuoco seguito al colpo di Stato del 1974.

 

Vinse giorgos bouglas

Gli italiani quest’anno saranno una dozzina, tra i quali l’ex professionista Nicola Loda, che qui trionfò tra i Masters cat.2 lo scorso anno e che guida il generoso esodo dei bresciani del Team Loda Millennium. Dominate le tre tappe di dodici mesi fa il successo assoluto è andato però a un greco, quel Giorgos Bouglas che corre in patria per una squadra Continental e che qualche affezionato ricorderà in fuga nella Mondiale degli Elite a Ponferrada, lo scorso settembre. Bouglas prese il Giro di Cipro come un buon allenamento per la stagione pronta ad entrare nel vivo, dopo aver condiviso la preparazione invernale in Grecia con atleti del calibro di Thomas Dekker e Johan Vansummeren. Alle sue spalle il russo Roman Paramonov, un triatleta dal buon curriculum protagonista da anni del gran finale di Kona, isola Hawaii. Il percorso ricalca quasi interamente quello apprezzato nel 2014.

 

Primo scoglio? Il vallonato!

Prima tappa vallonata, di 73 chilometri: da Limassol a Pafos, la seconda di 100 nell’entroterra di Pafos, dopo un solo Gpm ma ben 35 chilometri complessivi di erta (da Agios Nikolaos si sale ai 900 metri di Kouklia), tra vigneti e radici di storia mescolata all’epica. La terza e ultima, 65 soli chilometri dal castello di Pafos ai confini della riserva naturale di Akamas, una decina dei quali in salita sino all’abitato di Kathikas, prima della picchiata per il ritorno in città. Il resto lo scriveranno i protagonisti di una prova severa ma democratica: ognuno potrà godersi infatti il proprio ritaglio di gloria, dai “senza fretta” a coloro che puntano in alto.  Per saperne di più clicca qui.

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