di Gian Paolo Grossi - 30 marzo 2015

Russi padroni del Giro di Cipro

Il Giro di Cipro per amatori ha chiuso i battenti con una tappa vinta ancora dal trionfatore assoluto Roman Paramonov, in volata sul greco Loukas Katapodis. Ma la sorpresa è il bresciano Bonardi...

Russi padroni del giro di cipro

Dimenticata rapidamente la burrasca del giorno prima il Giro di Cipro per amatori ha chiuso i battenti con una tappa non meno impegnativa di quella del sabato, vinta ancora dal trionfatore assoluto Roman Paramonov, in volata sul greco Loukas Katapodis, che a sua volta si è aggiudicato la categoria degli ultraquarantenni. Una frazione, quella di 74 chilometri tra Pafos e Tsada, con l’ascesa al villaggio di Kathikas e i dolorosi mangia-e-bevi del finale a disegnare un dislivello complessivo di oltre 1100 metri, che ha sorpreso e non poco i partecipanti, attesi dopo il briefing della sera precedente da ben altre distanze e un’altimetria dimezzata.

Ma si sa, può accadere che in corse a tappe un po’ naif (pardon, esotiche) come questa ci sia qualcosa da perfezionare, pur riconoscendo che il Giro di Cipro è molto ben organizzato, con gran dispiego di segnaletica, di steward e un’assistenza di primissimo livello. Sarà stata la stanchezza del giorno prima oppure le oltre tre durissime ore sui pedali: fatto sta che parecchi hanno faticato a digerire le quattro lunghe rampe finali al 15% di pendenza o giù di lì, e creato un epilogo ben più selettivo di quello del 2014.

Detto dei primi due classificati, dominatori delle rispettive categorie e della graduatoria assoluta, è il giorno di celebrare il bresciano Andrea Bonardi, terzo assoluto nella tappa odierna e nella generale dopo aver inseguito a lungo il duo di testa, una volta fuggito di forza dal gruppetto inseguitore, nel quale non ce l’ha fatta ad inserirsi Nicola Loda, giunto decimo a cinque minuti dai primi e comunque secondo tra gli M2. A proposito di Bonardi, alfiere di un Team Loda Millennium che a Pafos ha fatto incetta di medaglie: 27 anni, dotato di un motore tanto propulsivo quanto resistente, ha scoperto la bici solo da tre stagioni.

Non ho un passato – ammetteva sorridendo con l’umiltà che lo contraddistingue qualche minuto prima di salire sul podio -, ma di questo passo potrò magari ritagliarmi un futuro. Tra gli amatori, s’intende…”.
Il Giro di Cipro propone altre storie, tutte a loro modo meritevoli di una menzione. Come quella di Guzel Akhmadullina, promessa della mountain bike: viene dalla Baschiria, regione degli Urali meridionali nel distretto federale del Volga, a nord del Kazakistan.

Ha imposto la freschezza dei suoi 21 anni e le sue qualità, risultando in ogni tappa la migliore tra le donne. Il suo obiettivo principale del 2015 sono i Giochi Olimpici europei a Baku, nel prossimo giugno e mentre gentilmente ce lo confessava il leader Paramonov raccoglieva i trofei del week-end e scappava all’aeroporto, con destinazione Mosca. Solo per qualche ora di riposo, visto che tra meno di una settimana sarà di scena in Malesia, per un Ironman di triathlon. Sempre in tema di russi l’ex sovietico Vladimir Kuznetsov non ha lasciato scampo ai rivali della M3, proprio come fece un anno fa: niente male per un 53enne che partecipò alle Olimpiadi di Mosca nel 1980 e che fisicamente è ancora inappuntabile.

E c’è persino chi dalla Grande Madre moscovita ha noleggiato un ex professionista (Sergey Osipov, corse persino nella Mercatone Uno e nella Saunier Duval) per farsi tirare, proteggere o semplicemente per pedalare con un riferimento di prestigio nell’avventura cipriota. Bontà loro, tutti vorremmo avere un ciclista di comprovata esperienza al nostro fianco.
Mi sia concessa una brevissima appendice personale. Ho avuto l’onore in quest’ultima tappa, chiusa come le altre a metà strada tra più veloci e i “senza fretta”, di riprendere il gruppo da dentro la tappa, grazie ad una piccola telecamera montata sul manubrio della mia bici, che meriterebbe un premio di categoria, se non altro perché altri telai di alluminio in corsa non ce n’erano. E’ stato per me un motivo di grande soddisfazione produrre alcune delle immagini che serviranno a promuovere in futuro un evento che ha parecchie carte da giocare per diventare sempre più popolare. L’unica raccomandazione mi è giunta poco prima del via, dagli steward che installavano il dispositivo. “Accendi e spegni pure la registrazione – dicevano – ma non perderti ad osservare il video. Guarda sempre avanti”. Hanno proprio ragione, Mike e i suoi colleghi ciprioti. Bisogna sempre guardare avanti.          

 METTI "MI PIACE" SU FACEBOOK  SEGUICI ANCHE SU: NEWSLETTER TWITTER     

© RIPRODUZIONE RISERVATA