Presentata agli EMCC Days la "Grand Depart" del Tour de France

Durante l'Italian Bike Festival di Misano si sono tenuti gli EMCC (European Media Cycling Contest) Days, in occasione dei i quali i più importanti giornalisti europei sono stati accompagnati alla scoperta dell'Emilia Romagna e della Grande Partenza del Tour de France. Testimonial d'eccezione una leggenda del ciclismo, Bernard Hinault

Il gruppo di operatori della comunicazione in posa in Piazza della Libertà a San Marino.

Metti insieme l'organizzazione di un grande evento planetario in fase d'atterraggio per la prima volta nel nostro Paese e un'autentica leggenda del ciclismo internazionale. E ancora un autorevole personaggio nostrano delle due ruote apprezzato per la sua intelligenza anche da corridore, una location suggestiva quale il Misano World Circuit e una terra accogliente e bike friendly come l'Emilia-Romagna. Ne uscirà un mix esplosivo e ricco di fascino, capace di allietare gli EMCC (European Media Cycling Contest) days dedicati agli operatori della comunicazione: giornalisti, fotografi, blogger, influencer, youtuber ecc. Il programma delle giornate, a cui Ciclismo.it è stato invitato, prevedeva la presentazione della Grand Depart dall'Italia del Tour de France 2024.

La Grand Depart

A fare da testimoniala della Grande Partenza del Tour de France c'era Bernard Hinault in carne ed ossa, nel suo ruolo di globale rappresentante della corsa francese. Una cerimonia informale ma calorosa e soprattutto sanguigna quanto lo è la gente di queste zone, ha introdotto dalla press room del circuito intitolato a Marco Simoncelli, sede dell'edizione 2023 dell'Italian Bike Festival, le prime tre tappe della prossima Grande Boucle. Il via da Firenze il 29 giugno con una frazione da quattromila metri di dislivello che si concluderà a Rimini, ripartenza il giorno seguente per Bologna con doppia scalata a San Luca dopo le emozioni del circuito iridato di Imola 2020 e una tappa lunga ma più morbida, con probabilissimo finale in volata per la Piacenza-Torino del 1° luglio. A far da cerimoniere con Hinault, l'ex professionista, ex commentatore Rai ed ct azzurro Davide Cassani, nonché attuale presidente di Apt Emilia Romagna. «Inutile ricordare quante corse ha vinto quest'uomo - ha detto Cassani indicando Hinault -, faremmo prima ad elencare quali non ha vinto, probabilmente solo la Milano-Sanremo». E mentre qualcuno sussurra che era una corsa troppo facile, il Tasso bretone replica: «Avrei voluto vincerla ma sono caduto ancor prima di arrivare alla costa ligure». Ad ogni modo la cerimonia scorre veloce, tra suggestivi video di presentazione del percorso, la passione sportiva della conduttrice Simona Ventura, i ringraziamenti reciproci tra le autorità e le garanzie di uno spettacolo assicurato, le pungenti battute del comico Paolo Cevoli. E così da Misano l'IBF può tagliare il nastro con gli stand dei grandi marchi tutt'intorno e la Regione farsi forza con un dato certo che fa impallidire chi non ha avuto la lungimiranza di credere nel ciclismo d'élite quale investimento promozionale. Dall'operazione Tour de France all'Emilia-Romagna tornerà indietro una cifra tredici volte superiore a quella investita. Mica male, eh?

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Sulle rampe di San Leo insieme alla leggenda Bernard Hinault.

Alla prova il tratto finale della Firenze-Rimini

Il secondo giorno degli EMCC ci ha offerto la possibilità di conoscere caratteristiche e difficoltà degli ultimi 40 km della frazione inaugurale del Tour del prossimo anno pedalando con gli stessi Hinault e Cassani e andando alla scoperta dei piaceri della Romagna, sotto forma di panorami e degustazioni. Sui pedali Hinault è protetto dai partecipanti come fossero tutti suoi gregari e coccolato dalla curiosità degli stessi. Tra i tanti aneddoti raccontati dal campione ne riportiamo uno in particolare, che conferma quanto tutti noi pensiamo, ovvero che il ciclismo rispetto ai suoi tempi sia cambiato e non poco: «Nel Tour del 1979, che ho vinto (con quasi un quarto d'ora sul secondo, ndr), nelle prime otto giornate c'erano quattro prove a cronometro. Quasi 180 km con la squadra e 30 individuali. Capisci che era completamente un altro sport». Sulle salite di San Leo, di Montemaggio e di San Marino, già ribattezzate côte sul programma ufficiale in ossequio ai cugini d'Oltralpe, Hinault impressiona per la frequenza delle pedalate, benché il suo ritmo sia alla portata dei più. Non molla di un centimetro e quando la strada scende disegna le traiettorie pennellando le curve con immutata maestria. In pianura resta sempre nelle primissime posizioni, assorbendo sapientemente ogni aumento di ritmo. Cassani scatta ogniqualvolta la strada s'impenna ma lui - lo sappiamo - sgobba come un matto tutti i giorni per conservare quel fisico invidiabile. «Il Tour non sarà soltanto quei tre giorni di corsa ma tutta l'attesa che li precede e noi vogliamo essere all'altezza di un evento di straordinaria importanza, secondo solo ai Giochi olimpici e ai Mondiali di calcio - ha sottolineato Cassani -. La prima bellissima frazione vivrà nel ricordo di Bartali e Nencini, mentre la seconda avrà un forte richiamo a Marco Pantani. Pedalare con Hinault? Bellissimo. Ed è anche la prima volta che riesco a stargli davanti». A San Marino una sosta enogastronomica in cima, Osteria del Titano, a due passi da piazza della Libertà, luogo iconico della piccola Repubblica. Una fermata doverosa, rigenerante, per gli occhi e per il palato. Prima di rimettersi in sella e fare ritorno alla base a Cesenatico. Con un brevissimo stop anche a Santarcangelo di Romagna, per incontrare Stefano Serra, che fu meccanico del Panta. E che così apostrofa Hinault: «Qua anche le mogli tifavano per te, perché dicevano assomigliassi a Julio Iglesias». E giù una grassa risata anche da parte di Bernard.

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Visita allo  Spazio Pantani, museo mutimediale dedicato al campione, voluto dalla famiglia, dal Comune di Cesenatico e dalla fondazione Marco Pantani (pantani.it)

Una cronometro nel nuovo ciclodromo di Cesenatico

Ode al territorio romagnolo, alla capacità dell'Azienda del turismo locale di trasformare un'idea che mai nessuno aveva avuto in passato (è incredibile che, messa da parte l'atavica rivalità, al Tour de France non sia mai venuto in mente di partire dal Belpaese) in una straordinaria opportunità di esportazione di bellezze e valori. E così nell'ultimo dei tre giorni a ridosso del mare, ma tremendamente vicini alle salite che faranno da teatro alla Nove Colli nel weekend a venire, l'EMCC ha vissuto il suo puro momento agonistico con una cronometro individuale vissuta dai suoi protagonisti nel nuovissimo ciclodromo allestito a Cesenatico e intitolato a Fausto Coppi. A onor del vero, ancora ufficialmente da inaugurare, passaggio che avverrà anch'esso nel prossimo fine settimana. A seguire una fugace visita allo Spazio Pantani, accolti dai genitori di Marco e in particolare dall'entusiasmo torrenziale di mamma Tonina, laddove sono raccolti trofei e cimeli del campione scomparso tragicamente. Infine premiazioni della prova in scena nel Museo della Marineria di Cesenatico, un piccolo capolavoro di ingegneria navale tramandatoci dal passato. Una conferenza stampa appositamente organizzata nel paddock di Misano dall'Ente regionale di promozione turistica e da Visit Romagna ci snocciola alcune delle Granfondo più apprezzate del territorio: oltre alla Nove Colli, ecco la Via del Sale e la sfiziosa Le Cime di Romagna, con partenza e arrivo a Faenza. Fondamentale è l'impegno dei bike hotel, strutture attrezzate per soddisfare ogni esigenza del cicloamatore che ama misurarsi sulle strade del mito. A Cesenatico, l'Emcc ha fatto base al Lungomare Bike Hotel, dotato di ogni genere di comfort per ciclisti e accompagnatori. Parola di Bernard Hinault, cinque volte re del Tour de France e molto di più.

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