di DaBike
16 February 2024

Il presente e il futuro della trasmissione secondo Sram

La “recente” istituzione del gruppo trasmissione Sram e la veloce ascesa che l’ha portata a raggiungere ed eguagliare gli storici competitor quali Shimano e Campagnolo, non sono ancora un punto di arrivo per l’azienda americana. In cantiere ci sono studi e brevetti con cui il brand vuole rivoluzionare la cambiata fino a eliminare l'input fisico del ciclista

Fin dal 1987, l’incessante ricerca a sviluppo di prodotti sempre più performanti, l’ha portata addirittura a scalzare Campagnolo dal massimo scenario ciclistico incarnato dal World Tour, in cui l’attenzione riservata all’efficienza ed al contempo alla leggerezza di una componente essenziale come la trasmissione, è portata all’estremo. Questo è il motivo per cui alcune delle migliori formazioni sia maschili sia femminili, scelgono Sram come fornitore tecnico ufficiale per affrontare le sfide proposte dal calendario professionistico UCI. Fra tutte non può che esserci il dominatore assoluto del 2023, il team Visma | Lease a Bike, affiancato da Movistar e Lidl-Trek per quanto riguarda il gruppo Elite uomini, e per le donne da Canyon//SRAM Racing, Human Powered Health, Liv Racing TeqFind ed infine il Team SD Worx.

Al gruppo di alta gamma denominato Red, sviluppato tenendo a mente le esigenze di queste squadre professionistiche, derivano in successione Force, Rival e, per ultimo, Apex, destinato maggiormente all’utilizzo gravel. Con tecnologie indirizzate ad una clientela più ampia offrono prezzi ben più alla portata di tutti i ciclisti, sia agonistico-amatoriali che ricreativi.

Questa è la famiglia Sram dedicata alla pratica su strada che, negli anni, ha introdotto alcune innovazioni tecniche ormai divenute di comune utilizzo. Primo fra tutti l’impianto frenante a disco, inizialmente riservato solo al mondo dell’off-road in quanto i terreni affrontati sono notoriamente più impegnativi, prevedendo condizioni di terreno bagnato e fangoso. I benefici anche su strada di una migliore e sempre presente azione frenante, ben sostituiscono i tradizionali freni a pattino, più deboli e meno efficaci in situazioni impegnative. Rimane invece al momento la doppia scelta per quanto riguarda il funzionamento della trasmissione. Infatti a fianco della consolidata opzione meccanica ora è offerta quella elettronica e wireless. I cavi metallici che mettono in comunicazione le leve posizionate sul manubrio e permettono l’attivazione dei deragliatori con il relativo spostamento della catena su corone e pignoni, sono ora stati sostituiti da un segnale elettromagnetico. Ciò permette una cambiata più rapida, fluida e senza intoppi. Sempre restando sulla trasmissione, sono state ampliate le velocità, cioè il numero di pignoni presenti nel pacco posteriore, dando la possibilità di trovare sempre la giusta pedalata, in pianura ma soprattutto in salita. Dalle iniziali 3, oggi si è arrivati fino alle 12 velocità, con scalature da 10 a 36 denti.

In un futuro non troppo lontano, nuove soluzioni potrebbero vedere la luce. Finora solo sotto forma di brevetto, Sram ha in cantiere interessanti progetti. Continuando a sfruttare la tecnologia wireless, la cambiata potrebbe in futuro eliminare del tutto l’input fisico del ciclista ad oggi ancora necessario. Attraverso un microfono presente nel casco, si potrebbe avere la possibilità di impartire un comando vocale con la richiesta di salire o scalare la marcia. Sempre invece volendo restare legati ad un minimo utilizzo delle mani, indossando speciali guanti con sensori posti sulle punte delle dita, il tocco fra di esse darebbe il segnale di cambio rapporto. Oppure ancora la sola pressione esercitata sul manubrio, potrebbe indicare la necessità di un cambio differente, raggiunta una certa soglia di forza impressa. L’aspetto positivo è dal punto di vista della sicurezza. Così facendo le mani rimarrebbero sempre ben salde sul manubrio a vantaggio di un costante controllo della bicicletta.

Per ultimo, il più realizzabile, ed allo stesso tempo utile, è l’impiego di piccoli pannelli fotovoltaici posti sui portaborraccia o sui parafanghi nel caso delle MTB, per fornire energia alle batterie dei deragliatori (sia anteriore che posteriore) wireless. Ricordiamo che ora si ricaricano tramite alimentatore collegato ad una normale presa di corrente, proprio come uno smartphone. Benchè la durata delle loro batterie è già molto lunga, in questo modo l’energia solare immagazzinata durante le ore trascorse a pedalare, eviterebbe del tutto il rischio di non poter cambiare marcia in caso di una nostra dimenticanza di alimentazione preventiva.

Nonostante siano solo brevetti, sarà interessante vedere l’effettivo sviluppo di queste tecnologie e fino a che punto il ciclismo verrà rivoluzionato nei prossimi anni.

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