Isole Pianeta Diary: il Hvalfjördur

Lasciata la Ring Road, Giovanni e Leone sono entrati nel paesaggio islandese, tra distese di lupini artici, pecore e cavalli, e hanno incontrato il primo fiordo, Hvalfjördur, dove hval significa "balena". Un luogo carico di atmosfera che riserva diverse sorprese.

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Pronti a partire.

Come si dorme con il sole di mezzanotte? "Le stelle ci sono anche se non si vedono", ci dice Giovanni. La luce in questa stagione non si spegne mai, ma la stanchezza fa il suo corso e i sacchi a pelo, morbidi e caldi, il loro lavoro.

Si riparte sotto un cielo che cambia in fretta, con le nuvole che corrono veloci, spinte dal vento, e in breve trasformano il paesaggio. "Il vento, imperterrito, continua a soffiare, mentre ci reggiamo in sella pedalando con tutto il corpo leggermente inclinato a destra, come in un circuito dove i veri ciclisti corrono per battere i record. Noi manteniamo a fatica una velocità di 8-9 km/h. La vista di una stazione di servizio come in un miraggio ci ridà forza e allunghiamo in uno sprint".

Il fiordo delle balene, snobbato dal turismo di massa che, in cerca delle solite mete instagrammabili, si incanala nel tunnel Hvalfjarðargöng per "risparmiare" 60 km, racconta invece molto del Paese, al di là delle sue bellezze naturali. C'è il doloroso capitolo della pesca alle balene, che sembra sia sul punto di chiudersi definitivamente proprio quest'anno, con il pontile della stazione di pesca che si allunga, sinistro, nell'acqua, pronto a ghermire i cetacei arpionati, ma ci sono anche i relitti della lotta tra l'industria locale e gli ambientalisti. E più avanti, per la gioia di Leone, appassionato di storia militare, i nostri scoprono anche un museo.

Le due baleniere arenate. Destino beffardo.

Ci racconta Giovanni: "Nel Hvalfjörður stanno, arenate, due baleniere, la Hvalur 6 e Hvalur 7, affondate nel 1986 mentre si trovavano in porto a Reykjavík, nel corso di un raid contro la caccia alle balene da parte degli attivisti della Sea Shepherd Conservation Society. Hvalfjörður significa proprio fiordo delle balene, forse proprio per la presenza di una stazione norvegese per la pesca e lavorazione di questi cetacei".

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Ingresso al Museo della Guerra e della Pace.

In una giornata di vento che non molla mai, Giovanni e Leone scoprono il Museo della Guerra e della Pace (Hernámssetrið), che ripercorre la storia unica e straordinaria dell'occupazione dell'Islanda da parte di Inglesi e Americani, tra il 1940 e il 1945, che trasformò un luogo pacifico, quasi sonnolento, in uno scenario di eventi mondiali, cruciale per la vittoria degli Alleati.

La Gulrótakaka, una delle speciali torte islandesi.

"È un luogo ricco di reperti originali della seconda guerra mondiale e del rapporto tra le truppe inglesi e americane con la popolazione locale, in quanto il fiordo fungeva da base di appoggio. Leone è affascinato e rimane a curiosare nel museo per ben due ore. Io mi scaldo con un caffè e una costosa fetta di torta alla carota".

Graphic Design Sara Ricci

A tutti coloro che hanno creduto nell’avventura delle Isole Pianeta, un grande ringraziamento da parte di Giovanni e Leone.

GIANT ha fornito due bici Revolt Advanced 1,molto versatili, adatte per percorsi gravel veloci, sconnessi, sull’asfalto o sullo sterrato.

Grazie a SRAM le biciclette saranno anche dotate della migliore componentistica meccanica ed elettronica che aiuterà Giovanni e Leone ad affrontare meglio la fatica.

Leggerezza e compattezza sono state le parole d’ordine per individuare invece i marchi che hanno fornito l’attrezzatura da bikepacking.

NORDISK per le tende (modello Lofoten e Telemark), resistenti alle intemperie islandesi e leggerissime (560 e 700 gr)

DECATHLON per i sacchi a pelo (Simond Makalu II Light Down), caldi e confortevoli

Grazie a OUTBACK 97 di Bergamo per il fornello da campo MSR GEAR di CASCADE DESIGNS: pochissimi grammi e con sistema anti-vento, sarà

fondamentale per i pasti caldi in autonomia

ENERVIT ci ha fornito un bel po’ di carica, con barrette energetiche e sali minerali, indispensabili per affrontare i momenti impegnativi

Massimo Rapetti di HEALT CONSULTANT è il nutrizionista che ci ha fornito supporto nella fase preparatoria e che ci darà utili consigli anche nel corso del viaggio.

Anche l’abbigliamento tecnico ha richiesto particolare attenzione, viste le condizioni meteorologiche dell’Islanda, soggetta a un clima sub polare estremamente variabile. Nonostante il viaggio sia nel cuore dell’estate e nel pieno del Sole di mezzanotte, la possibilità di imbattersi in giornate “invernali” non è mai remota.

Guscio esterno DAINESE con una giacca HGC Hybrid con inserto in Polartec Alpha, calda e idrorepellente, e i guanti

I tessuti tecnici innovativi di SITIP per le maglie e le salopette

Calzini TRS Tech Revolution Sport

Per le scarpe Giovanni ha giocato in casa, grazie alla maestria di ALBERTO FASCIANI; i nostri avranno ai piedi dei capolavori dell’arte e dell’artigianato delle terre fermane

Fondamentali le lezioni di meccanica ricevute da Daniele Mezzabotta, di GARAGE 3, che ha anche regalato diversi utili accessori

Le visite biomeccaniche per trovare il migliore assetto in bici sono state effettuate da CHRONOBIKE di Giacomo Cognigni a Porto San Giorgio e VELŌSYSTEM con la competenza specialistica di Massimiliano Beneduce.

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