di Gian Paolo Grossi - 28 marzo 2015

Katapodis e Loda, al Giro di Cipro ruggiscono i vecchietti

Non è mai troppo tardi per raccogliere gloria dopo aver seminato per decenni di duro lavoro sui pedali. Lo dice la prima tappa del Giro amatoriale di Cipro e lo insegna soprattutto il 45enne greco Loucas Katapodis

Katapodis e loda, al giro di cipro ruggiscono i vecchietti

Non è mai troppo tardi per raccogliere gloria dopo aver seminato per decenni di duro lavoro sui pedali. Lo dice la prima tappa del Giro amatoriale di Cipro e lo insegna soprattutto il 45enne greco Loucas Katapodis, vincitore di una prova di soli 73 chilometri ma con oltre 600 metri di dislivello.

Si è imposto allo sprint, il personal trainer di Patrasso, sull’impegnativo strappo finale (un solo chilometro ma con pendenze severe) nei confronti di un gruppetto di una quindicina di reduci - tra i 211 partenti - comprendente anche Nicola Loda (terzo, con un passato da professionista) e il suo compagno di squadra Andrea Bonardi (quinto), entrambi rappresentanti del Team Loda Millennium di Brescia.

Curiosa e affascinante la storia di Katapodis, uno che da giovane rivaleggiava con un certo Pavel Tonkov, prima di restare insabbiato al di fuori del ciclismo che conta. “Credo che un buon corridore non possa definirsi tale se non è completo – riferisce il greco dalla sala premiazioni dell’accogliente Annabelle di Pafos -. Nel mio Paese ho vinto parecchi titoli anche a cronometro, nel 2010 ho fatto centro nel Mondiale Masters a Sankt Johann in Tirol e vinco ancora piuttosto spesso tra gli amatori. Ma soprattutto mi sono rimasti lo spirito di competizione e la voglia di tenermi in forma. Ripenso a quando da Under 23 correvo in tutta Europa e qualche gara la portavo a casa. Come la maglia di miglior giovane conquistata al Giro delle Regioni. Non mi ricordo neppure che anno fosse, so solo che da allora è passato un sacco di tempo… La passione per le due ruote comunque non mi ha mai abbandonato ed il Giro di Cipro è una buona base di partenza per la stagione 2015 e per il Mondiale Masters in programma a fine estate in Danimarca”.

 

La candidatura al successo di Katapodis

La corsa sull’isola più orientale del Mediterraneo porta bene ai vicini greci: un anno fa il trionfo in tutte le tappe del più giovane Giorgos Bouglas, ora c’è la candidatura al successo di Katapodis, di ben 21 anni più anziano. E il livello non ne ha certo risentito: la prima tappa del 2015, grazie anche alla temperatura fresca e ad un po’ di vento a favore, è stata di un paio di minuti più rapida di quella dello scorso anno.

Domani, però, potrebbe essere tutta un’altra storia. Se la Limassol-Pafos era percorso per atleti scattanti ma potenti, con continui rilanci nell’andatura e bravi salite intervallate da vertiginose discese, nella seconda tappa si sale e non poco, con il tratto che da Pafos porta a Kouklia e alla sommità di Agios Nikolaos: 100 durissimi chilometri con circa 1600 metri di dislivello e prevedibilmente distacchi rilevanti. Ci proverà senza dubbio Nicola Loda, nella tappa che lo scorso anno lo tagliò fuori dal successo assoluto. Ma a parte il bresciano ex professionista sono parecchi coloro che ancora sperano nell’affermazione, a partire dal giovanissimi portacolori della principale società sportiva cipriota, la gloriosa Apoel. Di rilievo la prestazione degli israeliani del Team Bottecchia, tanto organizzati quanto realmente competitivi.
La strada costiera da Limassol a Pafos, in una giornata dal cielo insolitamente grigio, non ha celato le bellezze del mar Mediterraneo, che ha affiancato la corsa nella sua parte terminale, affascinando in particolare nella zona di Petra to Romiou, laddove la leggenda narra sia nato il mito di Afrodite. La cui bellezza non deve certo essere stata inferiore al serpentone dei ciclisti pronto ad invadere le strade dell’isola cipriota. 

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