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L’UCI crede nel binomio bici-neve: in Alta Savoia arrivano gli Snow Bike World Championships

Quella di Tabor, con protagonisti gli assi del ciclocross, non sarà l’unica manifestazione iridata su due ruote del mese di febbraio. Il 10 e 11 del mese infatti, una settimana dopo l'assegnazione a Mathieu van der Poel dell'ennesimo titolo mondiale nel fango della Repubblica Ceca, andrà in scena la prima edizione degli UCI Snow Bike World Championships, evento che verrà disputato sulle nevi della rinomata località montana di Châtel, in Francia

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La competizione, accolta con grande entusiasmo dalle istituzioni locali e dal sindaco della cittadina dell’Haute-Savoie Nicolas Rubin che non ha esitato a definirla “un milestone per il futuro”, si articolerà su due giornate e metterà complessivamente in palio quattro maglie arcobaleno, due (una per gli uomini e una per le donne) nel Super-G e altrettante nel Dual Slalom. La prima specialità vedrà ogni contendente misurarsi singolarmente con le porte (disposte a un minimo di 25 m l’una dall’altra) collocate lungo le piste di Aity e Stade Linga, obbligando ogni atleta a percorrere in discesa, nel minor tempo possibile, un totale di 1957 metri e 600 metri di dislivello. La seconda invece, in maniera non dissimile da quanto accade negli slalom paralleli di snowboard e sci alpino, vedrà i pretendenti all'iride sfidarsi testa a testa lungo i percorsi approntati sulla Linga (nella circostanza lunga 510 metri con 155 metri di dislivello) in serie composte da due batterie ciascuna dove, facendo registrare ogni volta il miglior tempo combinato, ci si potrà qualificare per le manches successive fino ad arrivare così al round finale. Da regolamento, in entrambe le discipline, i rider iscritti dovranno utilizzare la stessa bici (consigliato ma non obbligatorio l’impiego di un modello da downhill) e dovranno attendere le valutazioni fatte di volta in volta dai commissari di gara sulle condizioni del tracciato per avere il permesso di montare sui propri mezzi pneumatici chiodati.

I pretendenti all’iride dovranno far ricorso a tutte le proprie abilità e a tutta la loro sensibilità per destreggiarsi sulle nevi francesi in quella che Cédric Gracia (più volte medagliato ai Mondiali di downhill e four-cross negli anni ’90 e ‘00) ha etichettato come iniziativa “incredibile, qualcosa di totalmente nuovo nel mondo del ciclismo, un mondo che negli ultimi anni ha cercato sempre più di allargare i propri orizzonti ed esplorare prospettive differenti finendo, in questo modo, per individuare nella neve un terreno fertile in cui sviluppare nuove idee e nuovi intriganti format competitivi. Lo dimostrano le tre edizioni della Coppa del Mondo di ciclocross svoltesi sul circuito imbiancato di Vermiglio e lo certifica ancora di più la prima edizione degli Snow Bike World Championships i cui risvolti sono chiari a tutti, atleti in primis. “Questo evento, assegnando maglie di campione del Mondo, eleverà il profilo e la reputazione della snowbike” ha dichiarato a metà gennaio l’enfant du pays Pierre Thévenard (per le sue origini uno degli atleti più attesi i prossimi 10 e 11 febbraio) facendo sostanzialmente eco al pensiero del Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient che, senza esitazioni, ha confermato come la rassegna in programma oltralpe rappresenti “un momento chiave per strutturare la disciplina a livello mondiale” e per fare luce su come questa, grazie ai suoi tratti altamente spettacolari, adrenalinici e coinvolgenti, rappresenti concretamente “una nuova opportunità, per i complessi sciistici invernali, di diversificare la loro offerta di attività”.

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La due giorni mondiale di Châtel quindi, nelle intenzioni dell’UCI, vuole fornire un assist commerciale a tutto il comparto degli sport invernarli mettendo ancor più in evidenza come la snowbike possa essere un nuovo e alternativo business da sviluppare tanto nell’immediato quanto in futuro. In quest’ottica poi, parlando di prospettive, non può e non deve passare sottotraccia anche come la creazione di un evento simile e la sua riproposizione continuativa nel tempo (imprescindibile perché lo stesso acquisisca e cementifichi considerazione e credibilità presso il pubblico e gli addetti ai lavori) possano spingere il ciclismo verso l’introduzione nel parco discipline dei Giochi Olimpici invernali, una questione questa già sollevata in passato che, con la presenza fissa in calendario dei Mondiali sul bianco, potrebbe ritornare ad essere fortemente dibattuta e attuale.

Prima però di riaprire discussioni su questo delicato argomento, bisogna verificare effettivamente quale sarà la risposta di tifosi e atleti a questa prima edizione degli Snow Bike World Championships e che tipo di ritorno, televisivo e d’immagine, avrà una rassegna dove ogni nazione potrà schierare un massimo di 15 corridori per sesso. La Francia e la Svizzera, stando all’entry list pubblicata sul sito dell’UCI il 5 febbraio, la faranno da padrone schierando rispettivamente 18 e 14 atleti al via mentre l’Italia sarà della partita unicamente con la bolzanina classe 1993 Veronika Widmann, unica esponente del movimento azzurro del fuoristrada a raccogliere (dall’alto dei suoi 5 titoli nazionali e del bronzo europeo 2022 nel downhill) la sfida delle nevi transalpine e a lanciarsi alla conquista di una medaglia al sapore di storia e ghiaccio

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