Tenerife: viaggio su Marte

Tenerife è la più grande delle isole Canarie, con 350 km di costa e un entroterra dominato dal Vulcano Teide che, con i suoi 3.718 metri, svetta oltre un’aureola di nuvole regalando panorami extraterrestri

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Il tour che abbiamo fatto con Electric Cycles Tenerife Tours & Rental prevedeva 1.200 m di dislivello in salita, 2.300 m di dislivello in discesa.

Soprannominata Isola dell’eterna primavera, grazie al caldo soffio degli alisei, con una media annuale di 23 °C Tenerife (un triangolo con base 46 km e altezza 80 km) è un paradiso per i ciclisti. Un’isola da percorrere in lungo e in largo, tra strade perfette come piste, grovigli di curve e tratti sterrati, passando dalle spiagge dorate ai paesaggi marziani modellati dalla lava, o serpeggiando nelle vallate coperte di foreste millenarie nei Parchi Rurali di Teno e di Anaga. Il vulcano e le montagne centrali frenano le perturbazioni provenienti dall’Oceano, dividendo l’isola in un nord umido e verdeggiante e un sud sempre caldo e arido. Le due ruote sono il mezzo perfetto per esplorarla, respirando i profumi della vegetazione, sostando nei mirador (piazzole panoramiche lungo la strada), giocando con le curve che si inerpicano sulle montagne dei massicci e cimentandosi in qualche sterrato dell’entroterra. La popolazione locale è di origine spagnola ed è molto tranquilla, sia come modi, sia alla guida. Ci sono tante strade strette piene di curve, divertentissime e con ottimo asfalto ma, per i locali, sono pericolose. Persino l'ente del turismo ce le ha sconsigliate, ma sono come mille delle nostre strade alpine.

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Le strade qui sono strette, vorticose e con un ottimo asfalto, anche se la salsedine può renderlo scivoloso.

Tropico Nordico

Per riuscire a toccare la maggior parte dei punti più belli dell’isola percorrendo le strade più divertenti e panoramiche abbiamo fatto un giro a doppio anello, facendo base a Puerto de la Cruz, una vispa località costiera al centro della costa settentrionale, che ha il giusto mix di mondanità, servizi e cultura. Qui si può godere ogni tramonto passeggiando lungo l’Oceano tra localini e giardini fioriti, mentre onde enormi si infrangono senza tregua contro gli scogli intorno al molo dei pescatori. Per godersi il mare durante il giorno, invece, ci si può adagiare su una delle due spiagge di sabbia nera, oppure passare una giornata nel parco acquatico Lago Martiánez, complesso di piscine progettato negli anni ’70 dall’artista canario César Manrique; i sette laghi artificiali, che simboleggiano le sette Isole Canarie, sono collegati da ponti e sentieri e circondati da un giardino paradisiaco di piante tropicali. Qualcosa di ancora più alternativo si trova nel quartiere di pescatori di La Ranilla, diventato da qualche anno un museo all’aperto, con varie facciate decorate da opere di street art di artisti locali. Da Santa Cruz ci dirigiamo verso la punta est evitando l’autostrada per attraversare tutti i paesini costieri, cercando di ingranare il ritmo lento della vita isolana. Dopo circa 20 km si iniziano a intravvedere varie coltivazioni e sempre più vigneti: siamo a El Sauzal, una sosta d’obbligo per visitare il Museo del Vino e il Museo del Miele, degustando anche qualche prodotto tipico abbinato a un assaggio di qualche etichetta locale in un edificio tradizionale del XVII secolo. Le varietà di vini esistenti è impressionante, come anche la storia della viticoltura, che ha radici antichissime (www. casadelvinotenerife.com). I più appassionati possono anche visitare la vicina cantina Bodegas Mojne, una delle più note dell’isola, sempre aperta ai visitatori.

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Un tramonto sulla sabbia nera di Plaja Jardin a Puerto de la Cruz

C’era una volta una foresta... che c'è!

Proseguendo verso est prima sulla TF-16, poi sulla TF-13 si rimane sempre sulla costa, con viste mozzafiato sull’Oceano. Prima di arrivare al punto panoramico del faro di Punta Del Hidalgo, fate una sosta a Bajamar, un piccolo paesino che sembra essersi fermato nel tempo. Se avete un costume a portata di mano siete nel posto giusto, perché potete fare un tuffo in una delle piscine naturali alimentate dall’Oceano o farvi stregare dalla potenza delle onde che si scatenano contro il molo quando c’è il mare mosso. Poco più a est, vedrete una grande torre bianca, verticale dal lato del mare e irregolare verso l’entroterra: si tratta di un faro costruito negli anni 90, dall’architettura audace, che non passa inosservata. Dopo essere ritornati indietro di un breve tratto, da Jardina si prende la TF-12 in direzione Santa Cruz, una delle strade più tortuose e panoramiche del nostro viaggio. Un gomitolo di 40 km che attraversa il Parco Rurale di Anaga, una delle aree naturali più importanti dell’isola: un ginepraio di vette, un continuo saliscendi tra crinali da cui si scorge il mare e vallate immerse in una giungla di alberi e arbusti di ogni tonalità di verde. Qui la geologia e la vegetazione hanno preso forme uniche: questo tipo di foresta di enormi alberi sempreverdi coperti di muschio è chiamata laurisilva, un tipo di bosco che nel resto del Mondo è scomparso con le glaciazioni millenni fa. Basta un colpo d’occhio per capire che anche le rocce hanno un qualcosa di strano, infatti si tratta di roques e diques, cioè antichi camini vulcanici e muri di magma solidificato. La zona di Anaga è solo un primo tuffo nella preistoria, da prendere come un leggero antipasto in attesa di avvicinarci a sua maestà Il Teide. Passiamo ai margini Santa Cruz solo per una sosta all’Auditorium progettato dal grande architetto Santiago Calatrava: un edificio contemporaneo che non passa inosservato, rivestito di piastrelle bianche di ceramica e basalto che scintillano al sole. La sua forma è ispirata al contesto, sembrando un’enorme creatura marina arrivata dal futuro.

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L’Auditorium di Santa Cruz (sopra), di Santiago Calatrava: un’ala, un nocciolo e una vela stilizzati, che rappresentano l’anima marinara della capitale.

Di mare in mare

A Tenerife il percorso dall’Oceano al mare di nuvole che solitamente avvolge la cima del Teide può essere breve e intenso, o lunghissimo e impervio. A voi la scelta, l’importante è non perdersi nessuna delle strade che attraversano il Parco Nazionale del Teide, facendo magari anche il bis nei tratti più belli per rimanere sbalorditi da quanto cambiano i colori tra l’alba e il tramonto. Lasciandoci alle spalle il mare ci dirigiamo verso l’entroterra, fino a La Laguna, dove mettiamo le ruote sulla mitica TF-24, chiamata Ruta La Esperanza, una delle quattro vie di accesso al Parco Nazionale del Teide. Una strada a dir poco panoramica che segue il crinale della Cordillera Dorsal, 50 km immersi in un paesaggio che sembrerebbe poter essere solo frutto della fantasia di Walt Disney. Un panorama in continuo mutamento, un susseguirsi di scorci sempre diversi, le più variegate piante, rocce di tutti i colori e una striscia sinuosa di asfalto in fondo alla quale si inizia a scorgere il Pico, cioè la vetta del vulcano. Arrivando a Izaña, dove si sfiorano i 2.400 metri, in cima a una montagna appaiono dei grandi edifici bianchi, alcuni tondeggianti, altri simili a grandi grattacieli senza finestre, una specie di città fantastica che sembra una periferia del pianeta Coruscant di Guerre Stellari: è l'Osservatorio astrofisico del Teide, è il più grande solare del mondo. Qui vige la cosiddetta “Legge del Cielo”, che garantisce il rispetto dei requisiti di trasparenza e purezza dell’atmosfera: oltrepassato il mare di nuvole che solitamente avvolge la cima del vulcano, a quota 2.390 m, sembra di poter sfiorare le stelle e si possono scoprire tutti i segreti dell’universo partecipando a una delle varie visite guidate o attività scientifiche proposte (si svolgono diversi giorni a settimana, in spagnolo, inglese, tedesco e francese. www.volcanoteide.com). Proprio quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna e buona parte di questo itinerario, da noi fatto non solo in moto, assomiglia non poco alla missione Apollo 11. ll 20 luglio 1969 gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin arrivarono sulla Luna, per poi ammarrare nell'Oceano Pacifico, dopo più di otto giorni in giro per lo spazio. Dalla terra allo spazio, dallo spazio al mare in una manciata di minuti, è anche questa la grande sorpresa di Tenerife.

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Il Parco del Teide offre un ambiente quasi extraterrestre, al punto che qui vengono studiati possibili metodi per la vita sul Pianeta Rosso e si fanno test di nuovi veicoli robotici per le esplorazioni spaziali. 

Viaggio al centro della Terra

Da qui si ricomincia la discesa fino al centro visite del Portillo, dove si trovano informazioni sul Parco e sulle attività disponibili. In questo punto si incrocia la TF-21, che noi prendiamo prima in direzione nord, per rientrare verso il punto di partenza e completare il primo anello del giro. Anche questo tratto è molto panoramico e bello da pedalare perché, con 30 km di curve libidinose, copre un dislivello di 2.300 m, finendo nella verdissima Valle de la Orotava. La cittadina di Orotava merita assolutamente uno stop per una passeggiata tra gli edifici antichi, monumenti e giardini lussureggianti. Curiosate nei cortili e alzate il naso per osservare i balconi in legno che decorano le facciate delle case, una peculiarità del posto che potete approfondire visitando la Casa de los Balcones del XVII secolo. A quel periodo risalgono anche le tradizioni legate alla celebrazione della Settimana Santa, quando le piazze vengono decorate con tappeti di fiori e disegni fatti con le variopinte terre vulcaniche. In una delle piazze ombreggiate da grandi palme vedrete il monumento dell’alfombrista, l’artista che realizza i tappeti di sabbia con le terre colorate del Teide. Si dice che il Comune di Orotava sia il più alto e il più ripido della Spagna, essendo esteso dalla cima del Teide fin quasi al mare. Rientriamo a Puerto de la Cruz, per poi ripartire con il secondo anello, ripercorrendo all’alba in salita il primo tratto settentrionale della TF-21, per poi proseguire fino alla fine della strada. Passato l’incrocio con la TF-24, a quota 2.040 m, inizia uno dei tratti più spettacolari, dove i colori, le formazioni di roccia e le forme del terreno lasciano senza parole. Qui la strada si snoda vicino alle Cañadas del Teide, due grandi depressioni che formano la caldera di 17 km di diametro, dominate dal Pico del Teide e dal Pico Viejo. Il paesaggio è ampio, battuto dai venti, con una visione aperta su tutte le formazioni. La strada ha lunghi tratti rettilinei che ricordano la Route 66 americana quando attraversa il Gran Canyon. Nel punto più vicino alla cima del vulcano c’è la stazione di partenza del Teleferico, la funivia che in 8 minuti porta alla piattaforma panoramica La Rambleta a 3.555 metri di quota. Da qui partono tre sentieri segnati che, in meno di 30 minuti, portano sulla vetta (3.718 m, il più difficile), sul Mirador de la Fortaleza a 3.534 metri o al di poco inferiore Mirador de Pico Viejo. Informatevi sempre sull’apertura della funivia (www.volcanoteide.com, tel +34922010444), perché spesso la chiudono a causa del forte vento o del cattivo meteo. In questo caso, se siete amanti del trekking, potete scegliere di fermarvi un giorno per immergervi nella natura, conquistando la cima a piedi. Sua Maestà il Teide è un capolavoro della natura spuntato dall’Oceano millenni fa ed ha una tale varietà di paesaggi, chicche geologiche e curiosità ambientali da essere un sito UNESCO e uno dei Parchi Nazionali più visitati al mondo. Anche se ci troviamo alla stessa latitudine di Nuova Delhi, la cima del Teide è quasi sempre ricoperta di neve. Il vulcano da sempre ispira racconti e leggende, da cui nascono vari soprannomi. I Guanci, primi abitanti delle Canarie (di razza bianca e civiltà evoluta, biondi e con gli occhi blu: nonostante siamo in Africa, qui non c'è mai stata una popolazione di colore), lo chiamavano Casa del Diavolo; Plinio il Vecchio, che ne aveva sentita la descrizione dal Re Giuba II di Mauritania, l’aveva ribattezzato Nivaria, mentre oggi è chiamato con simpatia Pan di Zucchero. Per la sua stazza in posizione solitaria nel mezzo del mare, veniva utilizzato dai grandi navigatori come riferimento per tenere la rotta verso sud nell’Oceano Atlantico.

Il clima è mite, ma il Teide ha la vetta sempre innevata: del resto il Teide è la massima vetta della Spagna (quasi 4.000 m), il terzo vulcano più grande della Terra e proietta la più grande ombra del Mondo sul mare.

Wild West

La punta ovest dell’isola è una delle aree più belle, da esplorare percorrendo la TF-436, una matassa di asfalto stretta e aggrovigliata: 22 km di zig-zag strettissimo che si snodano (o, meglio, annodano) sul Macizo de Teno fino a Masca, uno dei villaggi più pittoreschi dell’isola. Conviene godersi la pedalata fino al punto panoramico di Cruz de Hilda, dove raccogliere un po’ di energie gustando qualche piatto tipico e poi visitare a piedi il cosiddetto “paese dimenticato”. Se vi piace camminare e avete fiato, il trekking che porta dal villaggio alla Baia di Masca fa per voi: quattro km e mezzo e un dislivello di 714 metri che conducono a una spiaggia nascosta dietro gole e scogliere, un percorso letteralmente mozzafiato. La TF-38 finisce a Vilaflor de Chasna, un curioso villaggio di alta montagna (1.400 m) circondato da pinete, meta di villeggiatura fin dal Cinquecento. Da qui passa lo storico Camino Real de Chasna, usato dai Guanci come collegamento tra il nord e il sud dell’isola. Noi ci facciamo un giro passando per Arona, San Miguel e Granadilla, per poi ributtarci nel Parco del Teide ripercorrendo la TF-21 in direzione nord.

Drago verde

A Tenerife può succedere di tutto, anche di incontrare un drago millenario alto 18 metri. Si tratta in realtà di uno degli esemplari più antichi al mondo della Dracena draco, una pianta che noi solitamente mettiamo sul pianerottolo e che qui, invece, cresce spontanea e in formato XXL: è il simbolo vegetale dell’isola. Quanti millenni abbia non è certo, ma toccare con mano un esemplare del genere è un’esperienza imperdibile; verrebbe voglia di abbracciarlo, invece i suoi 10 metri di circonferenza del tronco rendono impossibile questo tipo di effusioni. Proseguendo verso est sulla TF-42, quando vi ritroverete immersi in ettari di coltivazioni di banani, fermatevi per una passeggiata nella cittadina storica di Garachico, in parte ricostruita come una cartolina dopo essere stata distrutta dall’eruzione del vulcano di Trevejo nel 1706. La rocca, le piscine naturali e la Fortezza di San Miguel sono un buon motivo per una sosta non solo culturale. La litoranea TF-47 percorre un bel tratto della costa ovest, finendo in uno dei posti più scenografici delle Canarie: Los Gigantes. Un nome, un programma, perché si tratta di un bel paesino brulicante di turisti circondato da altissimi picchi rocciosi a strapiombo sul mare, facenti parte delle montagne su cui si trova la già citata Masca. Per ammirare al meglio queste pareti verticali di oltre 800 metri conviene lasciare per qualche ora la bici vicino al porticciolo e partecipare a un’escursione in kayak o in barca, sfruttando finalmente il costume che avrete messo sicuramente nel bagaglio.

Dove Mangiare

La Casa del vino, C.le S. Simón 49, El Sauzal, Santa Cruz d. T. - casadelvinotenerife.com

Nel complesso del Museo del Vino di El Sauzal si può mangiare al ristorante, o stuzzicare qualcosa sulla terrazza. Ottimi vini si possono abbinare a formaggi tipici o alle papas arrugadas con mojo (patate cotte nel sale accompagnate da una salsa piccante), un’istituzione gastronomica dell’isola. Il ristorante reinterpreta la tradizione: da provare il merluzzo con cipolle e il coniglio in salsa salmorejo. Prezzo medio di un calice di vino: 3 euro; ristorante: 25 euro bevande escluse.

Dove Dormire

Hotel Puerto De La Cruz, Avda. Marqués Villanueva del Prado, hotelpuertodelacruz.es

Un grande hotel vicino al lungomare, con piscina, servizio ristorante e parcheggio moto coperto. Intorno trovate negozi, supermarket e locali, mentre per godersi al massimo le serate e i tramonti, con una piacevole passeggiata di 10 minuti si raggiungono il lungomare, la spiaggia di San Telmo e i Lagos Martiánez. Prezzo a notte di una camera doppia con terrazzino vista mare: Prezzo 56 euro colazione inclusa, con mezza pensione 63 euro.

El Nogal Hotel Boutique & Spa, Camino Real, Vilaflor de Chasna, hotelnoga.com

A quota 1.400 m, ottima base per i trekking e per visitare il Parco Nazionale del Teide, questo albergo si trova dentro un edificio tradizionale del XVIII secolo completamente ristrutturato con un giardino meraviglioso, una sala lettura con camino, due piscine e un centro benessere. Per la sera c’è un ristorante tipico dove degustare le specialità della zona in un ambiente familiare. Prezzo a notte di una doppia: 68 euro colazione inclusa.

Noleggio e-bike

EC Rider, con sede a Puerto de la Cruz, offre tour guidati e noleggio di bici elettriche sempre nuove e in perfetto stato. Partecipando a uno dei tour guidati da Markus potrete scoprire segreti e angoli nascosti di Tenerife in modo divertente, sicuro ed ecologico, pedalando su strade secondarie, sentieri forestali e percorsi sterrati. Esistono vari itinerari di difficoltà e durata differenti, da valutare anche in base alle proprie capacità. Le escursioni durano dai 40 ai 100 chilometri con un dislivello positivo compreso tra 800 e 2.000 metri. Noi abbiamo provato con Markus l’Izana Tour, un percorso di circa 5 ore tra i più scenografici e impegnativi, con partenza da Puerto de la Cruz in taxi, per iniziare a pedalare in una pineta incantata a 1.100 metri di altitudine, fino a raggiungere, dopo nemmeno un’ora, il paesaggio vulcanico ai piedi dell’Osservatorio Astronomico del Teide, all’interno del Parco Nazionale. Da qui, dopo una breve sosta gastronomica, si scende di 2.300 metri fino al mare attraverso un percorso misto, calibrato sulle esigenze e capacità di ogni partecipante. Il divertimento è assicurato, sia per i più contemplativi sia per gli amanti dell’adrenalina (costo 85 euro casco e guanti compresi, supplemento di 5 euro a persona per il trasporto taxi, possibilità di utilizzare una full suspended e-bike con un supplemento di 10 euro). Per info e prenotazioni: EC RIDER Electric Cycles Tenerife Tours & Rental Avda. Marqués de Villanueva del Prado 1 Edificio Casa Blanca, Local 6, Puerto de la Cruz - tel: +34 676 51 72 73 www.ecrider.es

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