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Dino Zandegù si racconta

Quattro serate insieme al campione Dino Zandegù per ricordare (o conoscere) l’epopea degli anni Sessanta e Settanta. Racconti, aneddoti e curiosità per un appuntamento all’insegna dello sport e dell’allegria, durante il quale verrà presentato il libro in "Se cadono tutti vinco io", scritto dal giornalista Marco Pastonesi. Il primo incontro oggi alla biblioteca civica di Verano Brianza

«Ero un ragazzo di campagna. Imparavo le regole non scritte del ciclismo: per esempio, andare in fuga senza permesso significava essere immediatamente inseguito, acciuffato e preso a parolacce»: è disarmante quanto genuina la semplicità di Dino Zandegù, professionista tra il 1963 e il 1972, con quaranta vittorie in carriera, tra cui sei tappe al Giro d’Italia, il Giro delle Fiandre e un titolo mondiale a cronosquadre da dilettante.

Era un ciclismo molto diverso da quello di oggi. Niente carbonio, watt, barrette e tappette, ma galoppate di oltre 230 chilometri dense di fatica e sudore, fughe disperate, colpi di mano, duelli alla morte, alleanze improbabili che reggevano il tempo di una gara o tradimenti clamorosi che demolivano le amicizie.

Un ciclismo molto più ruspante, senza tabelle di allenamento né diete al microgrammo, ma autentico, vicino alla gente e dannatamente coinvolgente. Gli appassionati under 50 dovrebbero conoscere la storia di quel ciclismo, soprattutto italo/franco/belga, scritta da Gimondi, Motta, Adorni, ma anche da Anquetil e Poulidor e, soprattutto, dal “Cannibale”, Eddy Merckx, che voleva vincere tutto, comprese le corse dell’oratorio.

Zandegù era della partita. Un guitto del pedale celebre per il suo carattere estroverso e schietto - pane al pane e vino (molto) al vino - più che per le vittorie, che pur ci sono. Espansivo e disinvolto sia durante la carriera sia negli incarichi successivi (dapprima direttore sportivo e dopo direttore della Carovana pubblicitaria del Giro), è ancora oggi, a 83 anni, una miniera inesauribile di racconti, aneddoti, curiosità, indiscrezioni, mezzi segreti, episodi, sotterfugi, espedienti e peripezie di un ciclismo che era semplice e spietato.

Vicende che Marco Pastonesi - penna sopraffina del ciclismo e del rugby - ha pazientemente raccolto in “Se cadono tutti vinco io: Dino Zandegù cento storie vere al 90%”, un agile volumetto pubblicato da Ediciclo Editore (160 pagine, 16,00 euro), con cui tocca con arguzia e mestiere le corde della nostalgia agli over 50 e regala a tutti gli altri la possibilità di immergersi in quel ciclismo che fu.

Zandegù che vinse una cronosquadre mondiale, ma ne fece vincere un’altra a un team rivale; Zandegù che una volta si accordò con Merckx, salvo poi rimangiarsi la parola; Zandegù che in salita ricattò un prete (si legga, a tal proposito, “Spingi me sennò bestemmio”, sempre di Marco Pastonesi, per Ediciclo Editore); Zandegù che al Giro di Sardegna sul palco baciò sulle labbra la Miss, che era la figlia del Prefetto, rischiando di far annullare la corsa; Zandegù che “si dopava” con il brodo di gallina e non disdegnava fermarsi in osteria; Zandegù che ricorda candido: «Nel frigorifero dell’ammiraglia, fra le borracce per i corridori, tenevo una bottiglia di bianco in fresco per me. Era un segreto. Era. Perché il segreto durò poco. E durava poco anche la bottiglia».

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Per rievocare dal vivo questi momenti, Marco Pastonesi e Dino Zandegù sono presenti in un ciclo di quattro incontri aperti a tutti gli appassionati che desiderino passare una serata di sport e di allegria sul filo dei loro racconti, ora consolidati ora estemporanei, rievocati con la misura narrativa di Pastonesi e la vivacità trascinante di Zandegù.

Si incomincia questa sera, 23 gennaio, alla Biblioteca Civica di Verano Brianza, in Via Nazario Sauro 36. L’incontro inizia alle 21.00, con ingresso libero, ma dietro prenotazione obbligatoria scrivendo una mail a veranobrianza@brianzabiblioteche.it, indicando nome, cognome e numero di telefono.

Domani, mercoledì 24 gennaio, si replica a Milano, alle 19,30, da Rossignoli, la storica bottega di Corso Garibaldi 71, da sempre punto di riferimento dei ciclisti milanesi.

Le serate proseguono poi a Mortegliano (UD), paese che il prossimo 24 maggio ospiterà la partenza della 19sima tappa del Giro d’Italia, la Mortegliano - Sappada di 154 km. Ci si ritrova giovedì 25 gennaio, alle 20.00 alla trattoria Da Nando.

L’ultimo incontro è fissato per venerdì 26, al Borgo della Birra a Levada di Ponte di Piave (TV): cena alle 19.30 (25,00 euro) e chiacchierata a partire dalle 21.00 (per prenotazioni: gabriele@sangabriel.it, cell. 349.0749608).

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