Bottecchia: cent’anni fa, il primo successo italiano al Tour

Bottecchia Cicli celebra con un logo apposito il centenario della prima vittoria italiana al Tour de France per opera di Ottavio. Il “Muratore” a cui il suo paese natale dedica un nuovo museo

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È il 1924, cent’anni fa. In Francia si corre la 18sima edizione del Tour de France ed è un Tour vero, che si snoda lungo tutto il confine dell’intera Francia con solo quindici tappe e tutte “monstre” (la più breve è la Nizza - Briançon di 275 km).

Si distingue un italiano - Ottavio Bottecchia - che già nell’edizione precedente, quella del 1923, aveva fatto molto bene, tenendo la Maglia Gialla (primo italiano di sempre a indossarla da quando venne introdotta nel 1919) per sei tappe e conquistando il secondo posto finale, primo italiano di sempre a salire sul podio della corsa francese.

“Botescià”, come lo chiamavano a Parigi, ultimo di otto fratelli (Ottavio, appunto), era un semplice muratore e carrettiere di legnami che mai avrebbe pensato di diventare ciclista. E probabilmente avrebbe passato l’intera esistenza nel più totale anonimato se non si fosse trovato arruolato come “Esploratore d’assalto” nel VI battaglione Bersaglieri durante la prima Guerra mondiale. Mezzo in dotazione per l’assalto: una bicicletta.

In realtà, un “cancello” da quasi venti chili, ma sufficiente per appassionare il giovane Ottavio al mondo del pedale. Al punto che nel 1920 iniziò a gareggiare tra le categorie minori, dopo che Teodoro Carnielli, proprietario di una piccola officina di biciclette e presidente dell’Associazione Sportiva di Vittorio Veneto, gli regalò una bici da corsa. Fu l’inizio della svolta che lo porterà, nell’arco di tre stagioni, al debutto in Francia.

Ed eccoci di nuovo al 1924, cent’anni fa. Al Tour. “Botescià” vince la prima tappa, da Parigi a Le Havre per 381 chilometri di polvere e sudore e indossa la Maglia Gialla. Non la toglierà più, portandola fino al traguardo finale di Parigi, primo italiano a vincere il Tour e primo ciclista a vestire quel simbolo del primato dalla prima all’ultima frazione. Un florilegio di record impreziosito da quattro vittorie di tappa.

Vincerà il Tour anche nel 1925, primo italiano a centrare la doppietta. È un momento d’oro per “il Muratore del Friuli”, che Carnielli sfrutta mettendo in produzione - d’accordo con Ottavio - biciclette a marchio Bottecchia.

Un logo dedicato

Oggi, cento anni dopo quella cavalcata trionfale, Bottecchia Cicli continua a celebrare e tenere vivo il ricordo di questo campione con una produzione che spazia dai modelli per l’agonismo più esasperato alle varie tipologie per il tempo libero.

Nella ricorrenza del centenario, l’Azienda di Piove di Sacco (PD), che oggi vive sotto l’ombrello del Gruppo Fantic Motor Spa, celebra questo traguardo con un logo dedicato, con la scritta “100 Years” al centro, a sottolineare la longevità di una storia che continua a vivere nel tempo.

Attorno, una corona d’alloro - tradizionale simbolo che cinge la fronte del vincitore, per l'occasione in colore giallo, chiaro riferimento al Tour de France - abbraccia la grande aquila, noto emblema della Maison padovana. A racchiudere il tutto, la frase “First italian victory at Tour de France. 1924-2024 Anniversary”, per ricordare quell’impresa di “Botescià”.

Inaugurato il Museo Ottavio Bottecchia

Sempre in relazione al centenario, è stato approntato e aperto al pubblico il Museo Ottavio Bottecchia, allestito grazie all’impegno e alla disponibilità dei volontari della Pro Loco di Colle Umberto che hanno coinvolto i discendenti del campione veneto. Il Museo è allocato all’interno di un’antica mola (piccolo mulino con maglio e fucina) della frazione di San Martino, in via Fratelli Tandura, a poca distanza dalla casa natale di Bottecchia. Un luogo simbolo: qui vi lavorarono anche il padre e il nonno di Ottavio.

Tra i vari oggetti, tutti originali, sono esposti la Maglia Gialla del 1923; gli occhiali da corsa del 1924 usati durante gli allenamenti e le gare; l’orologio da tasca del 1924 marchiato con la scritta “Automoto”; la bicicletta originale “Automoto”, modello special, con cui Bottecchia corse il Tour del 1925. A corredo, materiale fotografico, stampe e una sezione multimediale che raccontano la storia di questo campione, tra diversi oggetti unici a lui appartenuti e generosamente messi a disposizione dai suoi pronipoti o da altri concittadini.

Il Museo vive sull’impegno dei volontari della Pro Loco che, al momento, garantiscono l’apertura al pubblico la prima domenica di ogni mese, dalle 9.30 alle 16.30, oltre alle aperture su appuntamento o in occasione di eventi.

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All’interno del Museo Ottavio Bottecchia, a San Martino di Colle Umberto (TV).

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