Kit luci: come sceglierlo?

Di quanti lumen abbiamo bisogno? Conta di più la potenza o la forma del fascio? Meglio luce continua o lampeggiante? Sono alcuni dei quesiti che tutti noi ci poniamo nel momento in cui dobbiamo acquistare un kit che ci renda visibili sulla strada. Cerchiamo di rispondere e darvi qualche consiglio. Nel prossimo articolo faremo una carrellata sui prodotti presenti sul mercato

l Codice della strada prevede l'obbligo di installare i faretti su ogni bicicletta. Le regole preesistenti prevedevano luci accese mezz'ora dopo il tramonto e mezz'ora prima dell'alba e anche di giorno in galleria, in caso di nebbia, di caduta neve, di pioggia forte e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Oggi le luci devono essere montate sulle biciclette sempre, così come per altro dovrebbe già accadere per il campanello.

I temi sono molteplici. A cominciare dal fatto che in Italia, la cultura del tenere le luci accese sulle biciclette (anche in piena notte) non è mai stata un must. Anzi, se si incrocia un ciclista che pedala al buio (soprattutto in ambiente urbano) nemmeno ci si accorge del fatto che sta violando precise norme. E anche le forze dell'ordine ci sono sempre andate con i guanti di velluto, multando solamente in casi eccezionali. Ciò ha reso l'uso dei faretti una sorta di optional non sempre ben accetto, soprattutto sulle biciclette più leggere e performanti. Altro elemento che ha sempre influito sullo scarso uso di sistemi di illuminazione e visibilità è il fatto che montare luci di qualità sulle biciclette significa esporsi a un rischio elevatissimo di furto. È sufficiente lasciare parcheggiata e incustodita la bici per pochi minuti per veder sparire un accessorio importate e costoso come questo.

Tuttavia, soprattutto tra i ciclisti da strada che pedalano per molti chilometri c'è una spiccata tendenza a farsi vedere il più possibile (anche in pieno giorno) per implementare la loro sicurezza. In questo ci viene in aiuto la tecnologia che negli ultimi anni, con l'ausilio dei Led e delle tecnologie wireless, ha fatto passi da gigante.

Come sempre accade quando un oggetto diventa di tendenza, si moltiplica il numero di prodotti e la scelta di funzioni e opzioni. Da Varia di Garmin, che unisce alla visibilità anche la tecnologia dei sensori radar, a Vodafone che ha creato un faretto posteriore da bici ultra connesso. Il balzo tecnologico è stato enorme e ciò rende molto complicato capire quali siano le migliori luci per bici per le tue esigenze. Innanzitutto, va detto che le “luci da bicicletta” si dividono in due maxi categorie: quelle che forniscono un fascio di luce sufficiente per consentire di vedere chiaramente ciò che è davanti a noi, e quelle progettate per garantire semplicemente di essere visti da altri utenti della strada, in questa categoria troviamo le luci posteriori di colore rosso e spesso lampeggianti.

Parlando delle prime, la tecnologia Led oggi, come abbiamo detto, ha fatto passi da gigante. Se un tempo avevano il solo merito di consumare poco e di essere facilmente installabili, oggi possono offrire un fascio di luce che è indubbiamente concorrenziale con quello delle auto, sebbene in dimensioni decisamente più ridotte.

Per quanto concerne le luci posteriori, è particolarmente utile girare sempre con i piccoli indicatori rossi, anche di giorno. Secondo alcune ricerche il ciclista è poco visibile anche di giorno; dunque, una luce rossa che lampeggia aiuta a catturare l'attenzione di chi arriva alle nostre spalle.

Non è sbagliato usare più luci, sul manubrio, sul casco, dietro la sella o sulle forcelle o sull'eventuale portapacchi. Aggiungere un po' di visibilità laterale non è una forzatura.

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Kit Garmin Varia comprensivo di faretto, radar (RTL510) e display RDU.

Di quanti lumen hai bisogno?

Si pensi che, in linea generale può bastare un fascio di luce minimo di 200 lumen per consentire di illuminare meglio la strada urbana, dove sono presenti i lamponi; di almeno 400 lumen per muoversi su strade non illuminate. Ma se si vuole essere davvero sicuri di avere la cognizione perfetta del terreno sui cui ci si muove, con un fascio di almeno 20 metri davanti a noi, si ha decisamente bisogno di qualcosa di più luminoso, con maggiore potenza e durata della batteria. Si arriva anche a 1000 o 2000 lumen, naturalmente con un sistema che deve necessariamente prevede batterie adeguate o un battery pack aggiuntivo. Quando si usa una luce con 800 e più lumen è opportuno inclinare il faro leggermente verso il basso in modo che non punti direttamente ad altri ciclisti, pedoni o automobilisti. Diverso il discorso per le luci posteriori dove tra i 40 e i 100 lumen si possono trovare prodotti che sono in grado di darci grande visibilità.

Dove montare la luce?

La maggior parte dei fari moderni sono facilmente montabili su manubrio, ma alcuni modelli possono anche essere montati sul casco o sulla forcella anteriore. Il montaggio sul manubrio è una buona opzione: è più sicuro, il fascio di luce segue la direzione della bicicletta. Inoltre, oggi, molti supporti per ciclocomputer, smartphone ecc, consentono di integrare anche il faro in modo semplice con slitte e baionette che permettono un aggancio sicuro e la possibilità di disinstallarla in modo rapido quando serve (in parcheggio per esempio). La cosa importante è che la luce sia fissata in modo saldo e inamovibile. Se posizionata su una borsa, le vibrazioni e le buche potrebbero girarla rendendo vana la sua presenza.

Molti preferiscono collegare la luce al casco. Una azione utile quando si esplorano nuovi sentieri e si ha bisogno di consultare mappe e tracciati. Utile anche in mountain bike per avere una visione più ampia di ciò che ci circonda. Dunque, un supporto per casco può essere una buona posizione secondaria se si usano due fari con fasci e forme diverse tra loro.

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Conta più la potenza o la forma del fascio?

La potenza delle luci è valutata in lumen, come quelle delle lampadine da casa. Serve a definire l'efficienza della luminosità, ma per una faretto o una torcia non è esaustiva. A incidere sono soprattutto fattori quali la forma del fascio (ampio, piuttosto che profondo); tutto ciò è determinato dalla forma del faretto e dalle inclinazioni degli specchi che sono al suo interno. Alcuni produttori illustrano sia sul sito sia sulle confezioni dei prodotti la forma e la profondità del fascio di luce, per aiutarci a scegliere ciò che davvero fa per noi. In alcuni casi il valore di luminosità viene espresso in Lux, che rappresenta un rapporto tra potenza e ampiezza del fascio. Naturalmente a parità di lumen un fascio più stretto darà una illuminazione più intensa ma più focalizzata.

Continuo o lampeggiante?

Nel caso dei faretti posteriori a luce rossa si sono diffusi sempre di più i faretti che sono in grado di fornire una luce da segnalazione molto intensa che può funzionare in modo continuo o intermittente. Avere una luce con un fascio intermittente rende indubbiamente molto più visibili perché attrae l'attenzione di chi sta guidando dietro o di fianco a noi.

I consigli importanti

Al di là della potenza e della forma del fascio, in un faretto è indubbiamente importante la sua praticità. Date un'occhiata agli attacchi e scegliete quelli robusti antiscivolo e facilmente rimovibile per la ricarica e per prevenire i furti. Si possono scegliere faretti con batteria ricaricabile interna (molto efficiente ma soggetta a ricariche dalla rete elettrica), oppure altri con batterie sostituibili (meno attenti all'ambiente, ma utili se ci si trova in zone remote e non si ha la possibilità di eseguire ricariche). Esistono anche le luci collegate a moderne dinamo, che non incidono molto sulla pedalata, ma sono più diffuse tra le bici turistiche del Nord Europa. I più moderni e sofisticati incorporano degli indicatori (piccoli led o suoni) per indicare quando ricaricare la batteria; i faretti dovrebbero essere tutti impermeabili, visto l'uso che se ne fa, ma date un'occhiata affinché lo standard di impermeabilità IPX sia 5 o superiore. Ricordate: le migliori luci non sono sempre le più costose.

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