Da Brighton a Rapallo: un'avventura formato famiglia

Il 2023 doveva essere per Gianluca e famiglia l’anno dell’Islanda in bici, le premesse c’erano tutte, ma qualcosa è andato storto e la vacanza nell'isola dei vulcani si è trasformata una traversata dell'Europa, durante la quale è stata scattata la foto che ha partecipato al nostro contest fotografico

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A novembre del 2022, festa a sorpresa per i 50 del nostro amico Jonathan: io e Katya andiamo in Islanda per 4 giorni. Ne approfitto per chiedere informazioni e guardarmi in giro, compro le mappe (perché anche se uso Komoot ho bisogno della cartina sempre con me) e inizio a sognare quelle strade percorse pedalando. Torniamo a casa e facciamo vedere ai nostri figli, Loris, Davide e Francesco le foto del viaggio (aurora boreale compresa). Decidono che in Islanda in bici verranno anche loro.

A questo punto inizia la ricerca del volo: siamo a fine novembre ma non troviamo offerte convenienti. Controllo tutte le settimane ma, arrivati ad aprile, con i prezzi troppo alti per la nostra idea, iniziamo a pensare ad un’altra meta. Quindi passo le serate davanti al PC con Koomot e inizio a creare itinerari in Svezia, Germania, Danimarca, Norvegia, praticamente in tutta Europa.

Nessuna destinazione ci trova tutti d'accordo, all’improvviso la decisione: Gran Bretagna. Trovato il volo, scopro un altro problema: Katya ha la bici elettrica ma in aereo la batteria non si può trasportare, quindi rispolvero una Giant da strada anni 90, copertoni da ciclocross e portapacchi anteriore. Ora pensiamo all’itinerario, ci viene in mente un'idea stramba: dall’Inghilterra torniamo in bici! Decidiamo che il viaggio deve crescere da solo, fissiamo la data del traghetto per andare in Francia da New Haven e gli alberghi per le prime due notti.

Il 26 luglio si parte: 5 ciclisti e 6 scatole (le bici + una scatola di borse). Finalmente atterriamo a Gatwick e troviamo uno spazio all’interno dell’aeroporto per rimontare i mezzi e allestire i bagagli, dovendo dormire in campeggio abbiamo due tende fornelli e tutto il resto suddiviso su tre biciclette, Francesco ha 9 anni non possiamo caricarlo, Katya ha solo un portapacchi anteriore. Quindi io e Loris avremo due bici da oltre i 30 kg. Raggiungiamo finalmente Brighton con il treno e iniziamo subito a pedalare per pochi km per raggiungere Hove dove passeremo la prima notte.

Da Dieppe a Cergy

Il giorno seguente il viaggio inizia: pioggia e vento contro, vabbé passerà…purtroppo il brutto tempo ci accompagnerà fino a Parigi. Arrivati davanti al famoso molo di Brighton decidiamo di andare a visitare l’acquario, sperando che il tempo migliori, ma non saremo accontentati. Percorriamo la ciclabile lungo la costa e la bellezza dei luoghi ci fa dimenticare che stiamo pedalando sotto l’acqua; proseguiamo con il sorriso fino alla nave che ci porterà a Dieppe, in Normandia, in tarda serata.

Raggiunta la Francia decidiamo di seguire l’Avenue Verte (la ciclovia segnalata fino a Parigi) il primo giorno lo passiamo quasi all’asciutto senza vedere il sole.

Il percorso è tutto pianeggiante in mezzo alla campagna; una parte della ciclabile è stata ricavata da una ferrovia dismessa, troviamo una stazione trasformata in ristorante dove mangiamo gallette e beviamo sidro. Arrivati a Forges Les Eaux montiamo le tende e ci prepariamo per la prima notte in campeggio.

Il viaggio continua in parte su ciclabile e in parte su strade poco trafficate con qualche saliscendi. Raggiungiamo Gournay en Bray, dove un temporale improvviso decide per noi che ci fermeremo a dormire in albergo. Appena sistemati in hotel, cambia il tempo ed esce il sole. Domenica mattina ripartiamo verso Dangu, passando prima da Saint Germer de Fly, dove l’imponente abbazia merita una visita, per pranzo facciamo una sosta dal Castello di Gisors, percorriamo strade immerse nella natura. Francesco il nostro piccolo eroe di 9 anni, pedala più forte di tutti noi (è l’unico senza bagagli).

Raggiunto Dangu ci fermiamo al campeggio comunale dove abbiamo a disposizione un intero campo da calcio come piazzola per montare le nostre tende. Scopriamo che domenica tutti i negozi sono chiusi, anche l’unico supermercato a pochi chilometri. Per fortuna il gestore del camping decide di andare a casa e regalarci un litro di latte e qualche bustina di tè per la colazione del giorno dopo. Alla sera arriva un simpatico croato con un “barbecue su ruote’’ e cucina hamburger e costine di maiale per tutti. Durante la notte inizia a piovere e inizialmente il ticchettio della pioggia sembra piacevole, ma la mattina, quando è il momento di smontare le tende e rimontare le borse, l’odio verso la pioggia inizia a salire.

Proviamo a ritardare la partenza ma, visto che il cielo è inclemente decidiamo di partire, non potrà piovere sempre: ci sbagliavamo! Fino all’arrivo a Cergy non smetterà.

Dopo pochi km dalla partenza, Francesco (il piccoletto) dice di aver visto un supermercato: gli diamo fiducia e torniamo indietro, per fortuna lo abbiamo ascoltato: compriamo pane, brioche e riso in busta (ci salverà varie volte durante questo viaggio). Anche oggi percorriamo strade poco trafficate, i paesaggi sono bellissimi, peccato viverli con il brutto tempo. Dopo le prime quattro ore di acqua decidiamo di fermarci a mangiare e, dopo alcuni km senza trovare nessun centro abitato, ci fermiamo sotto una pensilina dell’autobus, montiamo i fornelli e “cuciniamo” il riso in busta. Vi posso assicurare che è il miglior riso che abbiamo mai mangiato e Loris e Davide finiscono tutte le scorte. Dopo il pranzo ripartiamo, sempre accompagnati dalla pioggia, ma Loris per una distrazione cade, rompendo il portapacchi. Grazie alla mia mania dei ricambi, riusciamo comunque a sistemarlo, finché a Cergy, in un Decathlon, ne compriamo uno nuovo. Qui ci sono un buon numero di alberghi di catene economiche e troviamo una lavanderia dove asciugare l’abbigliamento fradicio.

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Arrivo a Parigi

Alla partenza da Cergy il morale è alto: questa sera arriveremo a Parigi! Raggiungiamo abbastanza facilmente la ciclabile e ripartiamo passando da Maison Laffitte rischiando, ad un certo punto, di entrare in autostrada, per fortuna ce ne accorgiamo in tempo e prendiamo la giusta via, anche se percorriamo uno sterrato con rovi che ostacolano un po' il passaggio, per poi entrare in un magnifico parco. A questo punto modifichiamo il percorso originale che prevedeva di seguire la Senna in tutte le sue anse, perché, tanto per cambiare, ricomincia a piovere. La modifica ci permette di arrivare a Suresnes e godere di una vista fantastica di Parigi dall’alto! Finalmente vediamo la Tour Eiffel.

Entriamo a Parigi passando a fianco della Fondazione Louis Vuitton per poi entrare nel traffico, non ci siamo abituati e facciamo un po' fatica ad adattarci al rumore e a tanta gente, ma l’arrivo sugli Champs-Élysées, sotto l’Arco di Trionfo, non ha prezzo! Il giorno successivo lo passiamo da turisti nella capitale francese. Nei giorni successivi proseguiremo in treno fino a Lione.

Alla stazione ci accorgiamo che sul binario le biciclette sono in numero superiore a quelle che possono essere trasportate su un treno. Appena arriva partiamo con i gomiti alti per conquistarci un posto, ma in effetti siamo troppi! Ce la facciamo comunque a incastrare tutte le bici e ci stupiamo del fatto che nessun passeggero si lamenti delle biciclette nelle zone di passaggio.

Purtroppo il treno accumula quasi tre ore di ritardo e ad ogni stazione giochiamo a tetris con le bici. Da Lione proseguiremo in treno per Marsiglia, avremo tutta la giornata a disposizione per visitare la città in bicicletta, quindi dedichiamo il dopocena a programmare un itinerario completo. La mattina successiva tutti pronti, si parte: inizia a piovere! Decidiamo che non possiamo passare tutta la giornata sotto la l’acqua, quindi ci dedichiamo a visitare una mostra in attesa che il tempo migliori un po'. Fortunatamente accade davvero, così ne approfittiamo per visitare il Parc de la Tête d'Or, scoprendo che all’interno c’è uno zoo con le giraffe.

Dalla Costa Azzurra a casa

Arrivati a Marsiglia troviamo una stazione invasa dai rifiuti, per fortuna l’albergo è a pochi metri, giusto il tempo di riposarci per riprendere il treno alle 6 del giorno successivo per raggiungere la Costa Azzurra. Trasferimento in treno fino a St. Raphael e, dopo una bella colazione con croissant e pain au raisin, iniziamo a pedalare, l’obiettivo di oggi è un campeggio sul mare per passare una giornata di relax in spiaggia. Troviamo quello che cerchiamo a Anthéor, dove montiamo le tende.

Nella notte avremo un incontro con un'allegra famiglia di cinghiali che soggiorna nel campeggio.

Ripartiamo verso Villeneuve Loubet, passando per Cannes e Antibes. Il primo tratto di strada pur trafficato è bellissimo: da un lato il mare, dall’altro il massiccio dell’Esterel, dopo ogni curva offre un panorama stupendo, anche se con 40 kg di bici le salitine sembrano il Mortirolo… Dopo Antibes lasciamo la strada per la fantastica ciclabile lungo il mare fino al campeggio. Per la cena decidiamo di andare al supermercato a fare la spesa e, oltre al solito riso in busta, ci concediamo il lusso di un piatto di ostriche. Decidiamo che il giorno successivo dobbiamo arrivare a casa, quindi dobbiamo evitare Montecarlo (improponibile attraversarla, ma pensare di fare il Col d’Eze non è una buona idea), quindi il piano B prevede di prendere il treno da Cagnes Sur Mer fino a Mentone.

Riusciamo a prenderlo, anche se un guasto sulla linea ci ha fatto stare in apprensione. Raggiunta Mentone riprendiamo a pedalare e passare la frontiera per entrare in Italia in bici è una bella emozione. Entrati in Italia fino a Ospedaletti dobbiamo pedalare sull'Aurelia, ma traffico e bici cariche non vanno molto d'accordo. Il caldo si fa sentire, finalmente raggiungiamo la ciclabile che percorreremo fino a Imperia.La parte prima di Sanremo è bellissima. La sera prima ci eravamo promessi che giunti in Italia avremmo dovuto festeggiare il nostro viaggio con un pranzo in spiaggia, ci siamo riusciti a Camporosso al Mare. Dopo pranzo ripartiamo sulla ciclabile, peccato che finisca a pochi km da Imperia, dove dobbiamo buttarci nel traffico per raggiungere la stazione. Qui scopriamo che per raggiungere i binari non possiamo usare l'ascensore, vietato alle biciclette! Pazienza. Ormai il viaggio è finito ci aspettano poche ore di treno per arrivare a Rapallo.

Il viaggio in bici ci ha permesso di passare due settimane insieme ai nostri tre figli di 20, 17 e 9 anni come non immaginavamo, pioggia, vento, campeggi, tanta fatica e tanto divertimento hanno trasformato una vacanza in un’avventura in famiglia bellissima.

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