di DaBike
20 May 2024

Giro d'Italia: cosa è successo nella seconda settimana?

Si entra nella terza e conclusiva settimana del Giro d’Italia, quella decisiva, quella in cui si affrontano le pendenze vere, quelle in doppia cifra, quelle che fanno male, che possono stravolgere le posizioni in classifica generale. Ecco perché oggi i ciclisti sono alle prese con l’ultima giornata di riposo

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Il peloton nella 11^ tappa del Giro.

Prima che lo show dell'ultima settimana cominci, ripercorriamo velocemente lo svolgimento della seconda. Dobbiamo sicuramente porgere le nostre scuse a Julian Alaphilippe, noi della redazione come tutti i tifosi ed anche il presidente stesso della Soudal Quick-step, Patrick Lefevere, che ha poi commentato “Ha tirato fuori uno di quei numeri di cui solo lui conosce il segreto. Questo è Julian!”. Lo avevamo infatti tutti dato come sul calare della propria carriera, poco incisivo qui al Giro come anche nel resto nelle sue apparizioni negli ultimi periodi. Ma il due volte Campione del Mondo dopo una fuga decisiva partita a 126 chilometri dal traguardo, è riuscito a conquistare la tappa 12. Lo stesso vale per l’altro francese, Romain Bardet che scala la classifica entrando nella Top 10 e per Nairo Quintana (Team Movistar) che ieri nella tappa con arrivo a Livigno, ha creduto nella vittoria di tappa fino agli ultimissimi chilometri, fino a che è stato ripreso da un arrembante Tadej Pogacar.

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Julian Alaphilippe torna alla vittoria dopo un anno di digiuno e 1055 giorni dall'ultima vittoria in un Grande Giro.

Ma a lasciare il segno questa settimana sono stati i nostri portacolori: Mirco Maestri per primo, corridore del team Professional Polti Kometa, che ha condiviso la fuga di giornata con un campione come Alaphilippe, poi Jonathan Milan che firma il tris di traguardi veloci consolidando la propria posizione di leader della Maglia Ciclamino e Filippo Ganna, che si è preso di dovere ciò che spetta a lui, ovvero la cronometro. Ritornando alla Maglia Rosa…dove si posiziona? Più che mai in testa alla classifica generale ma già con un occhio puntato al prossimo grande obiettivo: il Tour de France. Lo sloveno infatti questa settimana non ha mai esagerato nelle proprie azioni, anzi supportato magnificamente dal resto della UAE Emirates, ha sempre controllato i propri diretti rivali concedendo loro ben poco spazio per poter recuperare quella manciata di minuti di distacco che li separa. Tanta sicurezza e tranquillità che gli permettono di conservare le energie necessarie per affrontare, il prossimo mese, la corsa a tappe francese. A ricalcare la conduzione di gara pre-riposo della settimana scorsa, si è concesso un fuorigiri dei suoi, sulla salita finale di Livigno, dimostrando che quello che stiamo vedendo al Giro non è tutto ciò di cui è nel suo potenziale.

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Il tandem Alaphilippe-Maestri che ha consentito al francese di vincere la tappa Martinsicuro-Fano.

Il suo talento è irraggiungibile, un fenomeno che solo Jonas Vingegaard è in grado di contrastare, mentre fa sembrare al suo confronto tutti i suoi rivali dei dilettanti. Ci riferiamo a Geraint Thomas, Daniel Felipe Martinez e Ben O’Connor con un gap che si aggira intorno ai 6 minuti dallo sloveno, mentre di pochi secondi fra di loro, segno che comunque c’è in atto una lotta serrata per le posizioni meno nobili del podio.

Tracollo per il nostro Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) sempre quinto in classifica però con oltre 9 minuti di ritardo, ma anche unico ciclista che sta provando ad attaccare apertamente la Maglia Rosa, tanto da riceverne i complimenti “Tiberi è stato l’unico che fino ad ora a mostrare di avere le palle, è molto forte. Ha provato ad attaccare e credo che lo vedremo fare lo stesso nelle prossime tappe in salita” cosa che a Livigno non si è realizzata, anzi…

A Tiberi resta ad ora la Maglia Bianca, quella di miglior giovane, dopo averla indossata a discapito di Cian Uijtdebroeks, ritiratosi per influenza alla partenza della decima tappa. Per confermare o meno questo riconoscimento, l’italiano deve però vedersela con Thymen Arensman (Ineos Grenadiers) che lo insegue a 19 secondi. Le salite ora saranno le protagoniste, e le “cotte” come si dice in gergo, cioè le giornate no, sono imprevedibili. Buon riposo!

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La Maglia Bianca del Giro, il nostro Antonio Tiberi, classe 2001.

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