Le imprese di Jonny, il pistard che sta cambiando volto (e corpo) al nostro ciclismo

Jonathan Milan, il ciclista su strada che più degli altri ha catalizzato le attenzioni del pubblico nell'ultima Corsa Rosa ma anche plurimedagliato pistard, col suo fisico "fuori scala" rispetto a quello che siamo soliti associare ai "girini", sta cambiando (volente o nolente) l'identità del nostro sport

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Il ciclismo italiano sta sicuramente vivendo negli ultimi anni una fase calante e nell'edizione 2024 del Giro sono stati solo 43 gli azzurri presenti in gruppo su un totale di 176 partenti, un numero che batte in negativo l’edizione del 2022, in cui furono 45 gli iscritti, al pari del 2017 e 2018. Pesa soprattutto l’assenza di uomini immagine, come ad esempio lo sono stati nel recente passato Marco Pantani, Vincenzo Nibali e Fabio Aru che con le loro imprese hanno portato il ciclismo al centro dell’interesse sportivo popolare e spronato, a livello dilettantistico, i ragazzini ad approcciarsi a questo sport.

D’altro canto però è da sottolineare come di questi 43 ciclisti, non se ne parli mai a sufficienza, specialmente quando le vittorie ottenute iniziano ad essere di una certa caratura. Abbiamo per questo voluto soffermarci su di un personaggio in particolare: Jonathan Milan, il “ragazzone” friulano della LIDL-Trek, Mr. Ciclamino della Corsa Rosa di quest'anno. Sì perché dentro all’aderente completo da gara con cui lo abbiamo tagliare in volata i traguardi del Giro, oltre ai suoi evidenti 194 cm di altezza per 84 kg di peso, da cui il soprannome “Toro di Buja” (città dove Jonathan risiede, ndr), ci sono i suoi 23 anni. Un’età che per il ciclismo WorldTour attuale è da ritenersi nel pieno della fioritura della carriera, ma per i comuni coetanei, coincide con il momento di divertimento e svago con gli amici.

Dopo il classico iter fra le categorie giovanili, debutta nel 2019 nella categoria Under-23 con il Cycling Team Friuli, squadra Continental di Udine, dove affina le doti di sprinter che ben si addicono alla sua corporatura, tanto da ottenere una vittoria al Giro d’Italia Under 23. Il potenziale c’è ed infatti nel 2021, arriva l’ambito passaggio al professionismo con la Bahrain Victorius. Qui inizialmente corre in supporto dei veterani, come ad esempio Sonny Colbrelli, fino a che nel 2022, con carta bianca, fa sue due tappe e si aggiudica la classifica a punti al Tour of Croatia. Il 2023 lo porta a primeggiare anche in casa conquistando la Maglia Ciclamino al Giro d’Italia, avendo la meglio nei traguardi veloci sui ben più navigati di specialità Mark Cavendish, Fernando Gaviria, Michael Matthews e Mads Pedersen. Di quest'ultimo ora è il compagno di squadra (LIDL-Trek) e alla Corsa Rosa ne ha fatto splendidamente le veci. Tre volate firmate a proprio nome (Tappa 4 - Acqui Terme-Andora, Tappa 11 - Foiano di Val Fortore-Francavilla al Mare, Tappa 13 – Riccione-Cento) e i quattro secondi posti (Tappa 3 – Novara-Fossano, Tappa 9 – Avezzano-Napoli, Tappa 18 Fiera di Primiero-Padova, Tappa 21 Roma-Roma) si è aggiudicato la seconda assegnazione della maglia di miglior velocista.

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Insieme alla medesima vittoria di specifica classifica ottenuta nella Volta a la Comunitat Valenciana e Tirreno-Adriatico, entrambe sempre nel 2024, questi sono i principali successi su strada finora ottenuti ai quali però non possono essere dimenticate le vittorie ottenute anche su pista. L’anatomia gioca a suo favore e lo rende capace di prestazioni mostruose soprattutto sul liscio parquet dei velodromi. Si è laureato campione Olimpico ai giochi di Tokyo 2020, Mondiale a Roubaix nel 2021 ed Europeo a Grenchen sia nel 2021 che 2023. Piazzamenti ottenutti tutti nella specialità definita “inseguimento” sia per merito personale (inseguimento individuale), sia collettivo (inseguimento a squadre). "Jonny", insieme a Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), Simone Consonni (LIDL-Trek) e Francesco Lamon (atleta delle Fiamme Azzurre), forma il quartetto della Nazionale Azzurra.

Il movimento ciclistico italiano quindi vanta giovani talenti, non saranno di certo gli scalatori che tanto infiammano i tifosi con gli attacchi sferrati sui tornanti alpini, ma la figura del velocista per certi versi si può considerare più completa. Il peso “aggiuntivo” dei muscoli si fa sentire in un ciclismo da sempre improntato sulla salita, il terreno nella quale i veri fenomeni fanno la differenza, ma per assicurarsi la maglia di miglior velocista, lo sprinter deve tener duro fino alla fine.

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