Vacanze a pedali: chi sono i cicloturisti italiani? Che bici scelgono e quanto sono disposti a spendere?

Cinquantasette milioni di presenze per oltre cinque miliardi di euro: il turismo in bicicletta è un importante generatore economico. Come conferma il quarto Rapporto sul Cicloturismo, presentato da ISNART a Bologna in apertura della Fiera dedicata all’escursionismo in sella

Una bicicletta a due velocità: se da una parte la produzione italiana è nel bel mezzo di una salita impegnativa (-24% di pezzi venduti nel 2023), dall’altra il turismo in bicicletta nel nostro Paese viaggia con il vento a favore. Non è una novità: già da qualche anno, il fenomeno del cicloturismo dà evidenti segni di vitalità, al punto che invece di “exploit” sarebbe ormai più corretto parlare di fattore consolidato.

La conferma più recente arriva da “Viaggiare con la bici 2024. Quarto Rapporto sul Cicloturismo”, realizzato da ISNART, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, in collaborazione con Legambiente e con contributi di Bikenomist e di ActiveItaly.

Lo studio fotografa ogni anno in maniera completa e dettagliata il turismo a pedali nel nostro Paese e l’edizione 2024 - presentata in apertura della Fiera del Cicloturismo, durante il Forum riservato agli operatori di settore che ha aperto la manifestazione di Bologna - evidenzia il cicloturismo come uno dei segmenti a forte trend di crescita nell’ambito del contesto più ampio del turismo attivo e in plein air.

Un campione calibrato

Il nostro Sistema Camerale ha un Osservatorio nazionale sull’Economia del Turismo che ogni anno ne monitora i flussi attraverso trentamila questionari a viaggiatori italiani e stranieri. Tra questi, il campione di studio del Quarto Rapporto è dato dai quasi duemila turisti che hanno indicato “Andare in bicicletta” come prima motivazione per aver scelto l’Italia come meta turistica.

Un campione, quindi, molto verticale, che permette di delineare in modo approfondito i numeri legati alle vacanze a pedali e le potenzialità di un mezzo semplice e pulito che ti porta ovunque e ti regala il lusso dello slow travel in un’epoca dove tutti vanno di corsa.

I numeri del successo

Nel 2023, i cicloturisti (italiani e stranieri) hanno generato 56,8 milioni di presenze, pari al 6,7% delle presenze complessive registrate in Italia. Un incremento quasi doppio rispetto ai 33 milioni dell’estate 2022, anche se quella stagione è poco indicativa perché ancora sotto le conseguenze economiche della coda della pandemia.

Più interessante notare il +4% rispetto ai 54 milioni di presenze registrati nel 2019, anno che ha rappresentato il picco del turismo italiano nell’ultimo decennio.

Questo dato ha un’immediata ricaduta economica. «Parliamo di 5,5 miliardi di euro di spese turistiche dirette da parte dei cicloturisti», ha precisato Paolo Bulleri, dirigente dell’area Ricerca di ISNART. «Significa una crescita del 35% rispetto al 2022, ma soprattutto di un bel 19% sul 2019. Pur essendo trend simili a quelli del turismo generalista, hanno comunque picchi più forti. Il cicloturismo non è più un fenomeno che possiamo definire “novità”: è un elemento che si è consolidato nell’impatto sul territorio».

Territorio che deve essere in grado di proporre un’offerta quali-quantitativa di livello: tolte le spese di trasferimento e alloggio, il cicloturista è disposto a una spesa media giornaliera per l’acquisto di beni e servizi di 95,00 euro, una cifra molto maggiore rispetto ai 59,60 euro del turista generico. I cicloturisti stranieri, poi, in media spendono ancora di più, 104,60 euro/die.

Millennial alla riscossa

Cifre e budget a parte, chi è il cicloturista in giro per le nostre strade? Il Rapporto ISNART restituisce un profilo ben definito: il turista a pedali in Italia, nell’estate 2023 è, in prevalenza, un Millennial (46,8%) o una persona della Generazione X (34,3%), con un livello medio/alto di istruzione, occupato (86%; +7,5% sul totale dei turisti), con un reddito medio (52%) o addirittura medio-alto (24%).

E nella maggioranza dei casi viaggia in compagnia. Solo il 12,4% dei cicloturisti si sposta in solitaria, a fronte dei tanti che "pedalano in gruppo”: insieme al partner (41%), in compagnia della famiglia (26,7%) o in una comitiva di amici (17%).

Tutti insieme, con ogni tipo di bicicletta. Cosa che dimostra come il cicloturista veda nel mezzo non tanto una macchina per fare sport quanto un modo congeniale per spostarsi sul territorio in autonomia, libero di scegliere dove andare e cosa fare. Mountain bike e gravel rappresentano la scelta ampiamente preferita (49%), seguita dalla bici da corsa (24%), trekking e city bike (15%) ed e-bike (12%), un mezzo “giovane”, destinato nel tempo a erodere le altre soluzioni, perché avvicina al ciclismo una fascia di utenza non necessariamente attiva a livello sportivo.

(Foto: Edoardo Frezet)

L'identificazione nella Community

«Il cicloturista ha una tendenza molto forte alla condivisione - in comunità, in blog, in gruppi di amici - di quella che è l’esperienza vissuta», ha spiegato Bulleri. «Quindi è importante che si trovi bene, perché tendenzialmente diventa il miglior promoter del territorio in cui ha pedalato». Sei cicloturisti su dieci, infatti, pubblicano recensioni online e condividono la loro esperienza, soprattutto utilizzando TripAdvisor (42%), Facebook (33,2%) e Instagram (22%).

E sempre sei su dieci utilizzano internet per raccogliere informazioni e pianificare la propria vacanza su due ruote; ne deriva il profilo di un turista attivo e consapevole, che predilige organizzare il tutto nei minimi dettagli prima ancora di partire, consapevole della maggiore complessità tecnico-logistica della vacanza (attrezzature, trasporti, alloggi).

Una vision condivisa

«Il cicloturismo italiano è molto cresciuto in questi ultimi anni», ha concluso Bulleri, «anche grazie agli sforzi di tanti imprenditori che hanno saputo investire per offrire esperienze e servizi di qualità, contribuendo a “vivificare”, anche economicamente, molte aree interne del Paese, lontane dai tradizionali flussi turistici. Credo, tuttavia, che ci siano ancora ampi spazi di mercato da cogliere e che per farlo serva una vision coerente e integrata che sappia ancor meglio posizionare l’offerta cicloturistica del Paese, in particolare sui mercati internazionali».

Un momento dei lavori nella giornata d'apertura della Fiera del Cicloturismo, a Bologna. (Foto: M. Martinelli)

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