di DaBike
18 March 2024

Milano-Sanremo: numeri e curiosità

Il velocista della Alpecin-Deceuninck, Jasper Philipsen, si è imposto su Michael Matthews (Team Jayco AlUla) e Tadej Pogacar (UAE Team Emirates). Alberto Bettiol quinto. Ma, oltre ai tempi di gara, ci sono altri numeri significativi, che vi raccontiamo


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Eravamo pronti a goderci il duello fra i due fuoriclasse più carismatici del WorldTour, Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar, invece la Milano-Sanremo 2024 ha scompigliato le carte facendoci assistere ad uno sprint fra i due velocisti Jasper Philipsen e Michael Matthews. "È una sensazione incredibile vincere la Milano-Sanremo - dichiara il belga alla sua prima vittoria in una Classica Monumento - Mi rende davvero orgoglioso e felice, soprattutto dopo il lavoro fatto da Mathieu van der Poel. Siamo andati forte tutto il giorno, ma mi sentivo molto bene. Credevo in me stesso, e affinché vincessi, tutto doveva andare alla perfezione. Non ero abituato a sprintare dopo quasi 300 km e ho sentito la differenza. Non mi aspettavo che Michael Matthews stesse così bene, ma sono contento di essere riuscito a batterlo...Nella discesa del Poggio, ho chiesto a Mathieu di non attaccare. Ha fatto un ottimo lavoro e gli sono riconoscente. Dopo il traguardo, ci siamo abbracciati come l'anno scorso. Sono orgoglioso che siamo riusciti a ottenere due vittorie di fila. Nell'ultimo chilometro ho avuto anche paura di sbagliare. Se non avessi colto questa vittoria, sarebbe stata un'occasione persa e non sarei riuscito a dormire per tutta la prossima settimana. Michael Matthews è stato molto corretto allo sprint, non ha tentato di ostacolarmi. Mi ci è voluto un minuto dopo il traguardo per capire che avevo vinto. Non ne ero sicuro". Con 46,112 km/h, è stata la Milano-Sanremo più veloce di sempre. Battendo il record di Gianni Bugno: 45,806 km/h nel 1990.

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La classifica

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Il ciclismo moderno viene accusato di essere sempre più determinato da condizioni di gara basate sull'analisi di freddi dati, andando a togliere imprevedibilità ad uno sport che fino ad una manciata di anni fa, sapeva infiammare gli animi dei tifosi grazie alle azioni non programmate dei ciclisti. Grazie alla raccolta di questi numeri, vi possiamo però portare una particolare visione della Milano-Sanremo appena conclusa.

  • La Milano Sanremo è la 1° nella serie delle Classiche Monumento, una ristretta cerchia composta da 5 gare disputate nell’arco di 1 giorno che rappresentano la massima espressione del ciclismo.

  • A lei spetta il primato di gara più lunga in assoluto nel calendario WorldTour: 288 km previsti nell'edizione numero 115, ma il record spetta a quella del 2020 con i suoi 316 pedalati. Il chilometraggio previsto per il 2024 non è stato stabilito a caso, infatti omaggia quello della prima edizione, avvenuta nel 1907.

  • Una storia ultra centenaria, ma dal percorso quasi immutato. Mentre Sanremo si conferma come città di arrivo per eccellenza, in 3 occasioni a Milano non è stato affidato l’incarico di dare il via alla Classicissima. Dopo la partenza da Abbiategrasso nel 2023, il 2024 ha rispolverato Pavia come sede di partenza, bissando la scelta del 1965. Al contrario di quanto si possa pensare, quelli che si sono rivelati essere i due punti chiave delle ultime edizioni, in successione l’ascesa della Cipressa e del Poggio di Sanremo, sono stati aggiunti a posteriori (rispettivamente nel 1982 e 1961) al percorso inizialmente previsto, poiché ritenuto non eccessivamente esigente dal punto di vista altimetrico. Uniche asperità erano il Passo del Turchino ed i 3 Capi che precedono Imperia (Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta).

  • 175 sono i corridori partiti alle 10.17 di sabato 16 marzo, mentre nell’edizione numero uno, tenutasi il 14 aprile 1907, i ciclisti furono solo 33 e si misero in sella alle 5.17. Anche i tempi di percorrenza non possono certamente essere paragonati: 11 ore 4 minuti e 15 secondi, alla ragguardevole media di 26,014 km/h contro le attuali 6 ore 14 minuti e 44 secondi, coperte con una media oraria di 46,113. Questa sensazionale velocità ha permesso a Jasper Philipsen di far segnare un nuovo record di percorrenza.

  • A Jasper Philipsen spettano 2 altri meriti: uno personale, in quanto ha ottenuto la sua prima vittoria in una Classica, mentre il secondo va al Belgio in generale, sua nazione madre, che ora si porta a quota 23 vittorie nel medagliere della Classicissima. Trattasi della terza vittoria in questo quinquennio dopo quelle di Wout Van Aert nel 2020 e di Jasper Stuyven nel 2021.

  • Restando sempre sul podio, ma spostandoci sul gradino numero 2, a Michael Matthews spetta il record di essere, dopo Domenico Piemontesi ed Eric Vanderaerden, il 3° corridore della storia con 3 podi e nessuna vittoria. A suo favore, possiamo però senza dubbio osservare la “scalata” verso il gradino più alto; dopo i 2 terzi posti ottenuti nel 2015 e nel 2020, il 2024 lo ha premiato con un secondo posto.

  • Terza posizione per Tadej Pogacar. Difficile crederci, ma questa è per lo sloveno solo la prima volta sul podio in 4 apparizioni. Nonostante il suo palmares lo inquadri come il perfetto ciclista a tutto tondo, capace di imporsi su lunghe gare di un giorno tanto quanto in corse a tappe, la Classicissima sembra non essere per il momento nelle sue corde.

  • Si è tradotta in un 10° posto invece l’attesissima prima apparizione su strada del 2024 di Mathieu van der Poel, schieratosi in partenza con il dorsale numero 1, ottenuto dalla vittoria della passata edizione. Il talento dell’olandese è innegabile, ma neppure lui (come nessun altro ciclista nella storia) è mai riuscito ad imporsi nella Milano-Sanremo al proprio debutto stagionale. Solamente Francesco Moser ci andò vicino nel 1984, che la vinse con soli due giorni di gara sulle gambe.

  • Sono state solo 4 le Maglie Iridate in grado di vincere la Classica di Primavera: Alfredo Binda nel 1931, Eddy Merckx nel 1972 e 1975, Felice Gimondi nel 1974 e, per finire, Giuseppe Saronni 1983.

Altri numeri ancora avremmo potuto elencare riguardanti ad esempio lunghezza e pendenza della Cipressa o del Poggio, i tempi impiegati ed i watt espressi dai ciclisti nell’affrontarli, le calorie bruciate, la frequenza cardiaca media e massima ed altro ancora. Tutti dati interessanti a supporto del fatto che, se contestualizzati, possono aiutare a leggere più in profondità le prestazioni dei singoli.

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