Norme UCI, dal 2024 pene più severe

Con il nuovo anno, l’Unione Ciclistica internazionale inasprisce le sanzioni per molte regole di gara e le estende dal corridore a tutto il team di appartenenza. L’uso di abbigliamento non conforme ora viene punito con una multa fino a 2000 franchi

(Foto: A.S.O. - Charly Lopez)

In vista della prossima stagione, l’Unione Ciclistica Internazionale - che è il massimo organo di governo mondiale del ciclismo, cioè chi decide le regole del gioco - ha emanato una serie di inasprimenti delle sanzioni per alcune norme, con decorso dall’1 gennaio 2024.

Non è una novità: l’UCI spesso mette mano ai regolamenti, raccogliendo, altrettanto spesso, perplessità e critiche. Si ricordi, ad esempio, l’introduzione del divieto delle posizioni aero nelle discese o la famigerata regola del calzino, che non può superare la metà dello stinco dell’atleta. Una regola, quest’ultima, che al Campionato del Mondo 2022 è costata una multa di 200 franchi all’olandese Annemiek van Vleuten, in fuga verso la maglia iridata.

Così, mentre ai piani alti dell’UCI World Cycling Centre (WCC) di Aigle (Svizzera), in questi giorni si sta farneticando su un eventuale spostamento di Roubaix e Fiandre a ottobre o sull’opportunità di invertire Liegi e Lombardia, ecco arrivare - senza troppa pubblicità - un aggiornamento delle penalità in relazione ad abbigliamento, rifornimento e comportamenti vari in gara.

Non si tratta, pertanto, di nuove regole, ma di una maggior severità rispetto a quelle che già sono in vigore, con un elenco analiticamente dettagliato qui, che comporta ora sanzioni pecuniarie ora decurtazione di punti UCI (importanti per le squadre per non uscire dal WorldTour) ora penalità in secondi.

Uno tra gli adeguamenti più rilevanti riguarda l’uso di abbigliamento non conforme, che ora viene punito con una multa fino a 2000 franchi. Il divieto riguarda forniture ufficiali non dichiarate, tessuti aero non approvati e, ovviamente, la solita regola del calzino. La sanzione non si applica più al solo corridore: con l’aggiornamento delle penalità, anche il team di appartenenza ora paga fino a 500 franchi per suo ogni ciclista irregolare.

Sempre in tema di abbigliamento, il mancato uso della maglia di leader della corsa (o equivalenti segni distintivi) ora comporta - oltre la già prevista squalifica - anche un’ammenda fino a 1000 franchi.

Presentarsi alle cerimonie di protocollo sul podio (presentazioni delle squadre, foglio firma, premiazioni, interviste eccetera) con divise non conformi, al momento è punito con 500 franchi di multa. Ne sanno qualcosa i corridori della EF Pro Cycling, incappati in un’ammenda di 4500 franchi per essersi presentati al via del Giro 2020 con una nuova maglia, realizzata per evitare conflittualità tra quella ufficiale della squadra, che è rosa, e quella del leader della Corsa. Salvo che la dirigenza del Team americano non aveva fatto in tempo a registrare i nuovi colori negli uffici UCI. Una mancanza che dal 2024 aggiunge alla sanzione pecuniaria una decurtazione di 15 punti nel Ranking UCI a danno del singolo ciclista.

Posizionare male il numero sulla schiena, montarlo sul telaio in modo sbagliato o renderlo poco visibile, dal nuovo anno può costare fino a 1000 franchi, rispetto ai 200 precedenti. Così, almeno, in teoria; poi, magari, si continuerà a chiudere un occhio davanti all’usanza del gruppone di mettere il 13 al contrario.

Pene più severe anche in caso di rifornimenti non autorizzati: nelle corse a tappe, prendere qualcosa negli ultimi 20 km di gara ora procura, oltre alla sanzione esistente di 20” di penalità (che nella quinta tappa del Tour 2020 costò la Maglia Gialla ad Alaphilippe, reo di aver preso una borraccia ai -17), 500 franchi di multa e un taglio del 20% nella classifica a punti o dei GPM.

Tra i comportamenti stigmatizzati, l’aggiornamento delle sanzioni introduce la mancata presentazione al via senza un valido motivo dopo aver confermato la presenza, punibile con una multa da 500 a 1000 franchi.

Sfruttare la scia di un veicolo o accettare spinte dall’ammiraglia o dagli spettatori ora implica anche una perdita di 15 punti UCI e la squalifica in caso di particolare gravità o di recidiva. Oltre alla retrocessione dell’ammiraglia all’ultimo posto del seguito.

I passaggi a livello si intendono “chiusi” anche se non hanno le sbarre totalmente abbassate: è sufficiente che i segnali luminosi inizino a lampeggiare o gli avvisi sonori siano udibili per far perdere 100 punti UCI in caso di transito, che dal nuovo anno si aggiungono ai 1000 franchi di multa con squalifica.

Cento punti UCI non sono pochi: li si conquista con un nono posto in una Classica Monumento o una decima posizione al Mondiale o una dodicesima piazza al Giro o alla Vuelta. Insomma, i punti UCI si raggranellano poco per volta durante la stagione. Ma è facile perderne molti per volta per una furberia. Ne vale la pena? Alla professionalità dei ciclisti l’ardua sentenza...

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