Dischi freno Quidrez Q-bled, il nostro test

Durante una gara di ultracycling abbiamo provato i freni flottanti Quidrez Q-bled con spider interno in Ergal. Leggeri e potenti, sono in grado di cambiare davvero il feeling e la frenata della vostra bicicletta.

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dettaglio del disco flottante Q-bled oro

 

Quidrez brakes è un marchio italiano, di Reggio Emilia per la precisione, che recentemente si é lanciato nella produzione di dischi freno che promettono prestazioni superiori alla media con un design unico, estremamente funzionale, leggero e anche stiloso. Da tempo forniscono i dischi alla famosa squadra di Hubbers Polimedical MTB Racing Team, che sta vincendo molto nell'ambito delle mtb marathon.

Il prodotto che ha battezzato l’arrivo del giovane brand sul mercato MTB sono i dischi freno flottanti Q-Bled. Rotori nati da un lungo processo di sviluppo con un continuo affinamento dei dettagli per massimizzare le prestazioni tenendo contenuto il peso, protagonisti di questo test.

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dettaglio del fissaggio pista frenate - spider interno

I dischi freno flottanti Q-Bled sono realizzati in due pezzi, uno in acciaio e uno in alluminio. Un sistema di costruzione che consente di ridurre il peso rispetto ai monoblocco in acciaio e di dissipare meglio il calore grazie all’elevata conducibilità termica dell’alluminio. Il peso della versione con diametro da 180 mm che ho testato è di soli 147 grammi. Non un peso record ma, se teniamo in considerazione la potenza e l’aumento della sicurezza in frenata, i grammi possono passare in secondo piano.

Lo spider interno del disco, eccetto la pista, è ricavata dal pieno da una lastra di Ergal 7075, che garantisce la massima rigidità e la migliore dissipazione del calore. La costruzione ad esagono, con all’interno 6 razze che formano una stella con altrettante punte, è studiata per offrire rigidezza strutturale al disco senza dover sovradimensionare lo spider, a vantaggio del risparmio di peso. I dischi Q-Bled al momento sono disponibili solamente con l’attacco a 6 fori, ma la versione Centerlock entrerà in produzione a settembre.

La pista frenante è condotta dallo spider tramite 6 asole che la rendono flottante, ma sempre in asse ed è questo il cuore del sistema Q-Bled. Inoltre è decisamente particolare e ricercata, sia dal punto di vista tecnico sia da quello estetico. Innanzitutto lo spessore medio è di 2.3 mm a differenza dei tradizionali 1.9 mm della maggior parte dei dischi in commercio. Ciò può rendere le operazioni di centratura della pinza un po’ difficoltose, ma basterà un po’ di malizia e tutto andrà a posto.

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dettaglio del fissaggio pista frenate - spider interno

La superficie frenante effettiva è realizzata in sei segmenti ondulati e discontinui, intervallati da scanalature a spessore ridotto e sormontati da alette, anch’esse a spessore ridotto. Le scanalature nere sulla pista non sono a contatto con le pastiglie, ma agevolano il raffreddamento del disco. L'alternanza di pieni e vuoti crea una turbolenza che massimizza lo scambio termico. Le fresature al centro della pista sono studiate per prolungare la vita delle pastiglie, tenendole pulite, consumandole in maniera regolare e scongiurandone la vetrificazione. Lo spessore maggiorato della pista frenante di 2,3 mm, trattato termicamente, unito al design Flatwave®, dovrebbe evitare surriscaldamenti anche nelle discese più toste.

Ho messo alla prova il disco flottante Q-Bled da 180 mm montandolo all’anteriore, in coppia con il “fratello minore” Flatwave® non flottante da 160 mm e da 2 mm di spessore al posteriore sulla mia bici gravel, che non sarebbe il campo di utilizzo specifico per cui sono stati progettati. L'occasione per testarli è stata la gara di ultracycling 20k UltraTrail, 1.000 km e 25.000 m di dislivello positivo, tenutasi su un mix di terreni alpini, strade militari, lunghe discese sterrate e tratti di asfalto in cui le velocità raggiunte sono state ben sopra i 70 km/h.

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la differenza tra il disco originale sram e il disco Quidrez Q-bled

I dischi sono stati montati su un impianto frenante Sram Rival Axs idraulico da gravel con le pastiglie Versah da XC ceramiche/semi metalliche. È stato subito percepibile quanta potenza e quanta modularità in più possano offrire: una sensazione più netta del contatto delle pastiglie sul disco e una frenata più decisa e incisiva. Non si avverte alcun stress termico e le stesse prestazioni sono state mantenute anche durante le discese più lunghe, ripide e impegnative, dove la risposta è sempre costante e affidabile.

Il disco non soffre lo stress termico ed è capace di garantire le stesse prestazioni dal primo all’ultimo tratto di discesa. I dischi restano dritti e non occorre intervenire per raddrizzarli a causa del surriscaldamento. Notevole anche la silenziosità: mai avuto alcun cenno di fischi, risonanza, stridii o altri rumori fastidiosi provenienti dal contatto con le pastiglie, a parte i primissimi chilometri di rodaggio, ma è anche dovuto al fatto che li ho montati su un impianto gravel con gli appositi adattatori e non mtb.

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il disco Quidrez da 180mm montato all'anteriore sulla forcella Lauf

In merito all’usura posso dire che le piste frenanti sono ancora in condizioni ottime, come se fossero solo poco più che rodate, nonostante abbiano lavorato per svariate decine di migliaia di metri di dislivello negativo. Anche le pastiglie sono messe bene: consumate al 50%; va detto che io sono leggero (60 kg e la bici pesava circa 14 kg carica), non c’è comunque paragone con l’usura delle pastiglie originali Sram che, dopo una gara di 500 km e 10.000 m di dislivello, ho dovuto cambiare a causa dell'usura completa.

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dettaglio delle pastiglie anteriori dopo 1000km e 25000m di dislivello positivo

Questi dischi non sono economici, con un prezzo al pubblico di 149,45 €, mentre i fratelli minori Quidrez Flatwave® costano 85,40 €. Ma l’upgrade dei soli dischi, evitandoci il costo di un impianto completo (pinze e leve comprese), può essere considerato conveniente vista anche la potenza frenante aggiunta.

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