Sideways 006, il telaio dei miei sogni, completamente fatto a mano

Circa 5 mesi fa, dopo aver visto uno dei telai fatti a mano da Sideways, il nostro ultracycler Alessandro Ioli ha contattato il brand inglese e ha iniziato a fantasticare sul design e sulle geometrie di una gravel bike race che avesse le caratteristiche funzionali alle sfide di endurance che lo aspettavano. Eccola!

1/2

Il primo progetto con i dettagli delle quote della geometria e i vari angoli. 

Sideways è un nuovo brand inglese di telai in fibra di carbonio artigianali. Si trova a North Shields, un sobborgo di Newcastle upon Tyne, sul Mare del Nord. Mare non per caso perché la mente di Sideways, Viola Townsend, prima di passare alle biciclette era specializzata nel realizzare canne da pesca in fibra di carbonio. Per il momento ha realizzato solamente sei telai, totalmente su misura e con geometrie richieste dal cliente. Uno è il mio. Come ci sono arrivato? Dopo vari mesi di messaggi, idee e consigli, abbiamo creato un foglio Excel con le geometrie di 10 tra le gravel bike più belle sul mercato, abbiamo ricavato la media ponderata delle misure e le ho comparate con la mia attuale bici, dopodiché abbiamo preso la forcella che avrei voluto usare, la Lauf True Grit, 900 g per 30 mm di escursione, interamente in fibra di carbonio, la miglior forcella gravel sul mercato.

Quindi Viola si è messa al lavoro, ha cominciato a disegnare il telaio con le mie geometrie, i miei dettagli e le sue idee. Le ho dato carta bianca sul design e, man mano che prendeva forma, mi teneva aggiornato sugli sviluppi. Un giorno mi ha mandato un file contente le geometrie e un progetto 3D della bici, uno spettacolo, ho approvato il progetto e da lì è stato tutto nelle sue mani.

1/4

Il primo progetto con i dettagli delle quote della geometria e i vari angoli. 

Viola ha iniziato dal tubo obliquo. L'orizzontale gliel'ho fatto rifare, perché volevo tenere la trama di carbon/kevlar visibile per dare un tocco di unicità in più. Il tessuto ibrido in twill (intreccio tessile in diagonale) permette di dare forza, longevità e reattività ma, allo stesso tempo, risulta morbido e capace di assorbire le vibrazioni: perché questo telaio era destinato a venir messo parecchio alla prova in condizioni difficili.

Per sviluppare ogni tubo, dotato di forma propria, ha iniziato dai negativi stampati in 3D con un filamento solubile in acqua e poi ci ha costruito sopra il laminato, quindi ha utilizzato l'infusione sotto vuoto. Sembrava tutto a posto invece, una volta sciolto il nucleo, era chiaro che la resina non aveva aderito perfettamente a tutti gli strati di carbonio.

1/4

Il negativo del fodero del carro stampato in 3D usando un filamento idrosolubile.

Procedendo nella direzione di tubi con forme uniche, Viola ha provato a utilizzare la schiuma per creare il tubo sella. La schiuma era meravigliosamente facile da modellare e si dissolveva in modo molto indolore, ma il livello di precisione era limitato. Quindi ha avuto l'idea di utilizzare la cera per dare vita al nucleo. Ha realizzato uno stampo in cui versarla e ha prodotto un nucleo abbastanza lavorabile. La cera si leviga molto bene e le si può aggiungere facilmente materiale, più di quanto si riesca a fare con la schiuma o il materiale stampato in 3D. La sfida successiva è stata il vano portaoggetti del tubo obliquo. Sicuramente l’idea di ricavare una grossa cavità in un tubo non è mai positiva per le sue proprietà meccaniche. Il metodo che ha utilizzato è stato quello di produrre la scatola come un oggetto separato che poi ha incollato al tubo prima di fissarlo allo sterzo, per dargli rigidezza. Infine ha realizzato un coperchio con un sistema di chiusura unico e stampato in 3D.

1/4

Un dettaglio del taglio per il portaoggetti nel tubo obliquo, prima di incollarci la scatola per dare rigidezza.

Al fine invece di poter cambiare le geometrie della bici, per ospitare gomme gravel fino a 42 mm con una lunghezza del carro di 410 mm (uno dei più corti sul mercato), la designer ha creato dei forcellini regolabili usando uno stampo in silicone, in cui ha pressato delle fibre di carbonio e resina, forgiando così un pezzo di carbonio. Il carro corto è stato ottenuto grazie anche allo schiacciamento del tubo sella e dall'abbassamento di qualche mm del movimento centrale.

1/3

Lo stampo per il forcellino posteriore.

Come ho anticipato, ho deciso di lasciare il telaio grezzo, senza verniciatura per poter apprezzare a pieno il fantastico lavoro che sta dietro alla realizzazione di questa bici, quindi Viola ha dovuto munirsi di pazienza e carteggiare completamente il telaio, su cui ha poi dato una mano di lucido. Abbiamo deciso di creare solamente qualche stacco, verniciando con un effetto cristallo e ricorrendo a una leggera vernice rosso caramella solamente in alcuni punti del telaio e sui loghi, così da realizzare una bici semplice ma stilosa.

1/6

Steso al sole, ad asciugare come un panno appena lavato.

L'assemblaggio della bici l’ho realizzato completamente da solo, con tutti i pezzi scelti in base alle mie esigenze. Come ho anticipato, ho deciso di usare una forcella Lauf in carbonio con un sistema di sospensione unico, basato su una struttura a parallelogramma che utilizza la flessione del carbonio per assorbire gli urti: si ottiene, quindi, una forcella estremamente leggera, solo 900 g, che non richiede manutenzione.

Inoltre ho usato un paio di ruote in carbonio da 35 mm di profilo, sempre made in UK, di Zolla.cc, un manubrio integrato in carbonio e un gruppo cambio di tipo mullet, che consiste nell'usare i freni e i manettini cambi da gravel per manubrio drop bar SRAM AXS con freni a disco idraulici e un cambio SRAM GX da mtb con pacco pignoni 10/50 e corona ovale Alu Gear Components da 42 denti montata su guarnitura SRAM Rival con catena cerata Cyclowax per rendere la bici super silenziosa, guadagnare qualche watt e avere una resa migliore.

La sella è la mia ormai inseparabile Infinity Bike Seat che da 5 anni mi accompagna su tutte le bici, super comoda e leggera.

I dischi sono Quidrez (davanti da 180 mm flottanti e dietro da 160 mm con pastiglie semimetalliche) che aggiungono una controllabilità, modulabilità e sicurezza in frenata molto maggiore rispetto agli originali SRAM.

Le gomme sono tubeless con inserti o salsicciotti Vittoria Air-liner e nel mio kit di riparazione ci sono le camere d'aria in TPU ultralight di Revoloop.

Il nastro manubrio è un BTP Bartape con inserti catarifrangenti per la notte.

Per proteggere il telaio uso una pellicola protettiva Chameleon Skin trasparente, in modo da non graffiare la bici e tenerla sempre come nuova.

Ho messo alla prova questa bici durante i 1.000 km e 24mila metri di dislivello positivo della 20k UltraTrail (leggi qui il mio report), che ho percorso in completa autonomia in cinque giorni e arrivando ottavo classificato e più giovane finisher della gara.

1/4

Il telaio finito e verniciato, con la fibra di carbonio a vista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ultime News
Il Turismo

BikeUp Torino: una grande occasione di vivere l'elettrico (Anello di Superga compreso!)

07 June 2024

Raccontaci il tuo BAM! e vinci la coppia di borse GIVI-Bike Junter con cui Giulia Baroncini ha affrontato la sua Milano-Chicago

06 June 2024

Da venerdì 7 a domenica 9 giugno torna, a Mantova, BAM!, il più grande raduno europeo di viaggiatori in bici

04 June 2024

Cervinia Snow Bike Show: sembrava una cosa da pazzi! - episodio tre

17 May 2024

Cervinia Snow Bike Show: sembrava una cosa da pazzi! - Episodio due

07 May 2024

Cervinia Snow Bike Show: sembrava una cosa da pazzi! - Episodio uno

03 May 2024

Trilogia dell'Avana - Episodio 3

27 April 2024

Trilogia dell'Avana - Episodio 2

18 April 2024

Tester Day Festival: vi aspettiamo sabato e domenica per prove, tour, contest, corsi... Tutto gratuito! È il primo ritrovo della community di Ciclismo.it

04 April 2024

Trilogia dell'Avana - Episodio 1

27 March 2024

Tutto Salute