di DaBike
04 March 2024

Strade Bianche: la fuga infinita di Tadej scalda la stagione 2024

Tadej Pogačar è il vincitore incontrastato della diciottesima edizione della Strade Bianche. Dopo un assolo di 81 km, cominciato sul Monte Sante Marie, lo sloveno della UAE Team Emirates è andato in fuga e dietro di lui si è creato il vuoto. A a 2'44" il lettone Toms Skujins del team Lidl-Trek, a 2'47" il belga Maxim Van Gils della Lotto Dstny. La Campionessa del Mondo Lotte Kopecky della team SD Worx bissa il successo del 2022 davanti ad Elisa Longo Borghini della Lidl-Trek. L'olandese Demi Vollering, compagna di squadra della vincitrice, terza

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Le raggianti vittorie di Tadej Pogacar e Lotte Kopecky hanno portato il sole nella Classica del Nord più a Sud d’Europa, apri fila sia delle spettacolari Classiche di un giorno sia della stagione ciclistica in Italia. La giornata ha preso il via con la categoria Women Elite, nella quale Kasia Niewiadoma ha avuto buone chance di raggiungere quell’ambito primo posto sul podio di Piazza del Campo che per ben 3 volte le è sfuggito. Un attacco partito sull’arcigna pendenza al 18% presente nell’ultimo settore di sterrato, Le Tolfe, è sembrata la giusta scelta, ma la collaborazione instauratasi fra le compagne di fuga Lotte Kopecky, Demi Vollering ed Elisa Longo Borghini hanno vanificato il tutto. La rinnovata e più esigente lunghezza di gara, che prevedeva per questa edizione 137 km, ha visto la campionessa del mondo Lotte Kopecky, imporsi dopo 3h55'43", sull’italiana e sulla compagna di squadra Demi Vollering, la quale ha chiuso il podio con uno sprint finale spuntato sulla Niewiadoma che, dopo aver tagliato la linea del traguardo, si è gettata a terra in lacrime. Lacrime che si sono in parte mescolate con le gocce di un improvviso acquazzone: “Che schifo! La corsa è stata durissima ed il finale ancora di più, e sono triste di essere arrivata ancora quarta. Come squadra abbiamo corso puntando ad un risultato migliore. Pensavo di riuscire almeno ad arrivare terza, ma poi Demi mi ha passata sulla linea d'arrivo, fa molto male". Dichiarazione che si contrappone totalmente alle parole della Kopecky: "La Strade Bianche è una corsa speciale per me. Due anni fa la vittoria contro Annemiek Van Vleuten mi ha sbloccato e ho cominciato a credere con più fiducia in me stessa. La performance del team è stata eccellente, abbiamo lavorato tutte molto bene e, nel finale, io e Demi Vollering eravamo tra le atlete di testa. A metà gara non pensavo di poter vincere, non mi sentivo molto bene ma con il passare dei chilometri le mie sensazioni sono migliorate. Quando ho accelerato su Le Tolfe ho visto che potevo fare la differenza. Questo era l'obiettivo principale della prima parte di stagione”.

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Nella gara maschile grandi nomi alla partenza e, per ognuno di loro, grandi le aspettative. Ma nulla è stato possibile per fermare uno scatenato Tadej Pogačar che quando mancavano 81 km al traguardo, sulla salita del Monte Sante Marie, ha salutato il gruppo di testa negando a chiunque la possibilità di tentare il rientro. Lo sloveno, con quest’altra vittoria, conferma di avere un rapporto speciale con l’Italia: “Amo questo Paese, non solo per la buona pasta e la pizza” scherza in risposta ad una domanda posta a fine gara. Soffermandoci infatti sui risultati nello stivale, ricordiamo che aveva chiuso il 2023 ottenendo la terza vittoria consecutiva a Il Lombardia ed ora, a distanza di pochi mesi, lo ritroviamo sempre qui in Italia facendo segnare per la seconda volta il proprio nome nell’albo d’oro della Strade Bianche. Potrebbe essere un preludio di ciò che ci riserverà la confermata partecipazione al Giro d’Italia? “Questa vittoria aumenta la mia fiducia per il Giro” afferma il fuoriclasse.

Ma veniamo ora alla cronaca della gara: fin dalla partenza, si è rivelata molto veloce (215 km in 5h19'45" media di 40.344 km/h per Pogacar, ndr) e selettiva. Diverse le cadute in gruppo per via del fondo scivoloso, fra le quali due dagli esiti completamente differenti. La prima a carico del francese Alaphilippe, vincitore nel 2019, che conferma la scarsa condizione di forma. La seconda invece ha visto coinvolto Tom Skujins, corridore della Lidl-Trek che, nonostante ciò non gli ha impedito terminare la gara con un secondo posto così commentato: “Se qualcuno mi avesse detto che oggi sarei arrivato secondo non ci avrei mai creduto, però è una corsa a cui puntavo da tempo, quindi sono davvero felice.”. A chiudere il podio, il belga Maxim van Gils. La medaglia di legno invece va inaspettatamente al vincitore uscente Tom Pidcock, incredulo lui stesso dalla propria prestazione: “Mi sentivo bene, ma ho aspettato troppo. Non mi aspettavo il suo attacco a dirla tutta e, quando ha iniziato non ho voluto reagire, mancavano ancora 80 chilometri. Non volevo andare in rosso, ma sono rimasto in quel gruppetto troppo a lungo. Ho contrattaccato per un posto sul podio ma ho aspettato troppo: avevo le gambe per arrivare secondo se me la fossi giocata meglio“.

Stesse parole per Matej Mohoric, quinto: “Mi sono divertito, anche se oggi è stata veramente dura per tutto il tempo. Ho fatto del mio meglio, il podio era alla mia portata. Nel gruppetto degli inseguitori eravamo tutti più o meno allo stesso livello ed era molto difficile riuscire a fare la differenza”.

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