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di DaBike
07 February 2024

Strade Bianche: è giusto considerarla una Classica?

Una nuova classica si è ritagliata sin dalla sua prima apparizione il proprio spazio, tanto che ne è stato proposto l’inserimento a fianco delle 5 Monumento. Stiamo parlando di una competizione nata solamente nel 2007 ma che attira ogni anno sempre più iscritti, la Strade Bianche. Percorso e altimetria

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Gare dal chilometraggio “breve” che si svolgono in più giornate consecutive, dalla durata compresa fra pochi giorni fino alle 3 settimane, oppure interminabili ore trascorse in sella per eventi che si concludono nell’arco di una giornata. Gli annali del ciclismo riportano imprese di grandi campioni compiute sia nelle corse a tappe sia nelle cosiddette classiche di un giorno. La sostanziale differenza fra le due condotte di gara, consiste appunto nel chilometraggio e la loro altimetria. Le classiche sono competizioni che non presentano dislivelli complessivi importanti, al contrario delle corse a tappe, ma sono piuttosto pianeggianti e vallonate permettendo così di coprire distanze che superano abbondantemente i 200 km fino a sfiorare i quasi 300 de La Classicissima ovvero la Milano-San Remo. In aggiunta, le classiche sono definite tali poiché la loro istituzione, e la conseguente presenza nel calendario UCI WorldTour, è da far risalire sin dalla fine dell’800 come nel caso della Milano-Torino (1876). Per gare di questa tipologia, l’aspetto tattico è fondamentale per riuscire a tagliare in testa la linea del traguardo, ma non è tutto. La figura perfetta del “cacciatore di classiche” si incarna nel ciclista con un’elevata dose di potenza ma soprattutto resistenza mostrata sulle lunghe distanze ed è per questo che ad imporsi sono atleti con corporature relativamente massicce, anche se pesi leggeri come Vincenzo Nibali o Tadej Pogačar hanno saputo cogliere diverse vittorie.

Una caratteristica delle classiche è che si svolgono solamente in Europa e per di più in quei Paesi dove il ciclismo è parte del patrimonio culturale, come Italia e Belgio. Ed è proprio in queste due nazioni che si disputano le Classiche Monumento, nient’altro che le più prestigiose ed antiche. Sotto questo nome, troviamo la Milano-San Remo, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, una fra le poche classiche a spezzare l’egemonia italo-belga, la Liege-Bastogne-Liege e, per finire, il Giro di Lombardia. Ultima peculiarità è il manto stradale affrontato. Perché a rendere ancora più impegnativo il già lungo percorso di gara è la presenza nella Parigi-Roubaix di tratti sconnessi, in pavé , che ritroviamo anche in accoppiata con i brevi ma incredibilmente pendenti tratti in salita, i famosi “muri”, nel Giro delle Fiandre.

Ma una nuova classica si è ritagliata sin dalla sua prima apparizione il proprio spazio fra questi punti saldi del ciclismo, tanto che ne è stato proposto l’inserimento a fianco delle 5 Classiche Monumento. Stiamo parlando della “classica del Nord più a Sud d’Europa”, una competizione nata solamente nel 2007 ma che attira ogni anno sempre più "cacciatori": le Strade Bianche.

Altimetria della Strade Bianche 2024.

L’epiteto è da riferirsi al fatto che la gara si svolge sulle tipiche strade toscane, decisamente più a sud rispetto alle analoghe del Belgio, ma contraddistinta dagli stessi elementi delle classiche: tutti tranne uno, il chilometraggio. Benché sia stato rivisto in questi giorni il percorso per l’edizione 2024, in partenza il 2 marzo, che si allunga di 29 km superando di poco i 200 totali (arrivando a 215 per la precisione), secondo Philippe Gilbert, il Re incontrastato delle Classiche, non è sufficiente. Gilbert vanta nel proprio palmarès più di 13 vittorie nelle classiche e nonostante una vittoria ottenuta anche nelle Strade Bianche, sostiene che non siano valorizzati a sufficienza le doti fisiche e mentali legate alla resistenza, cosa che invece accade con tutte le altre classiche, Monumento e non. Ed è proprio l’incognita della distanza a definire tale una classica, con una lunga e impegnativa preparazione specifica di base, necessaria per ottenere un vittorioso podio, bramato per un’intera giornata trascorsa a pedalare fra le insidie del percorso e le mutevoli condizioni meteorologiche. La grandezza dell’impresa verrebbe sminuita e resa alla portata di molti più ciclisti nel caso di un tracciato più corto.

La critica mossa dal campione belga è anche a livello di internazionalità del calendario delle Classiche Monumento. Con l’aggiunta della Strade Bianche, ben 3 sarebbero le giornate previste in Italia mentre al suo posto potrebbero essere inserite ad esempio le ben più storiche Amstel Gold Race (Olanda, 1966) o la Clásica San Sebastián (Spagna, 1981).

Nonostante la polemica, il format proposto/promosso dalle Strade Bianche si è finora rivelato di successo. Affascina tanto i ciclisti quanto i tifosi, forse proprio per il fatto che la gara già di per sé elettrizzante grazie ai settori di sterrato, offre inoltre maggiori contendenti al podio.

Il percorso della Strade Bianche 2024.

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