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di Alberto Zampetti
21 December 2023

Vuelta 2024: presentate le 21 tappe, da Lisbona a Madrid

Annunciato il percorso, in linea con le ultime edizioni: moltissima salita (nove gli arrivi in quota), poche tappe per velocisti e solo 34 km a cronometro. Si corre dal 17 agosto all’8 settembre

Dopo Giro e Tour, ecco la Vuelta 2024, presentata al Marriott Auditorium Hotel di Madrid. Poche sorprese (parecchio intriganti) e molte conferme per l’edizione n° 79 della Corsa Rossa, in programma dal 17 agosto all’8 settembre.

Ventuno tappe con due giorni di riposo per completare i 3.265 km totali del percorso, con alcune caratteristiche ormai assodate nella gestione ASO: tappe relativamente brevi (due sole frazioni di 190 km, nessuna da 200), una vagonata di salite e arrivi in quota (ben nove, praticamente la metà delle tappe, se si tolgono le due frazioni a cronometro. E non che le restanti dieci siano piatte), chilometri contro il tempo ridicoli, tappe per velocisti ridotte al minimo: è il nuovo ciclismo che piace ai palinsesti TV.

Si parte da Lisbona, in Portogallo, che già aveva registrato l'avvio della corsa spagnola nel 1997: allora fu la prima città oltreconfine ad accogliere la partenza della Vuelta, il prossimo 17 agosto sarà la prima città straniera ad averla ospitata due volte. In programma, il classico cronoprologo: 12 piattissimi chilometri, giusto per assegnare la prima Maglia Rossa.

Seguono le altre due tappe portoghesi, vallonate e di relativa tranquillità, prima di entrare in Spagna con la quarta frazione e primo arrivo in quota, al Pico Villuercas (prima categoria), in modo da far esplodere da subito la classifica.

Poi si scende in Andalusia, dimenticata nell’edizione 2023 e ora gratificata con quattro frazioni, tra cui i due arrivi inediti in quota di Yunquera e di Sierra de Cazorla (entrambi di terza categoria). La prima settimana si chiude a Granada, tappa micidiale con tre colli di prima.

Nel giorno di riposo, trasferimento in Galizia (750 chilometri, sai che riposo!) ed ecco un paio di tappe mosse per fughe da lontano e due arrivi in salita (di prima) alla stazione di Manzaneta (sì, ma è una tappa di 130 km) e di Puerto de Ancares, altra novità 2024.

Fine settimana tra le cime appuntite delle Asturie, con il micidiale e ben noto arrivo ai 1843 m del Cuitu Negru, ascesa fuori categoria preceduta dalla doppia scalata del Colladiella. Secondo turno di riposo e si riprende con un classico: il traguardo ai Laghi di Covadonga, la salita HC più scalata nella storia della Vuelta, quest’anno da affrontare dopo aver scollinato il Mirador di Fito e la Collada Llomena, entrambi di prima.

Poi, nei territori a cavallo tra La Riojà e la Castiglia, ecco in rapida successione i due arrivi all’Alto de Moncalvillo (di prima) e al Picón Blanco (il tappone, sette GPM in 171 km). Il giorno dopo, domenica 8 settembre, il carosello finale a Madrid con la seconda frazione a cronometro: 22 km cittadini contro le lancette, con partenza dal Distrito Telefónica e arrivo al Gran Vía di Madrid, di fronte all’edificio Telefónica per onorare i cento anni della compagnia iberica di telecomunicazioni e per assegnare la Maglia Rossa definitiva.

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Prime impressioni sul percorso 2024 da parte degli spagnoli Luis Angel Maté (Euskaltel-Euskadi) e Marc Soler (UAE Team Emirates), durante la cerimonia di presentazione (Foto: Rafa Gomez - Sprint Cycling Agency 2023).

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