Cassani lascia: "Sono un uomo da strada, non da scrivania".

La rinuncia di Cassani al nuovo ruolo in Federciclismo. Le sue parole su facebook.

Davide Cassani (Foto Federciclismo)

"Dal 30 settembre non sono più il commissario tecnico della nazionale di ciclismo e proprio oggi ho risposto alla proposta per un nuovo incarico: essere a capo della ciclistica servizi che è qualcosa di molto importante. Lasciatemi spiegare perché non ho accettato questo incarico con un'immagine che, anche solo ricordarla, mi fa tremare i polsi e palpitare forte il cuore. Sono le pedalate di Sonny Colbrelli nella vittoriosa Roubaix. È in quel fango che copre completamente Sonny che io ritrovo tutti i motivi del mio sconfinato amore per il ciclismo. Io ero lì con Colbrelli, pedalavo con lui, stavo facendo a metà di tutto; fango e sudore, speranza e fatica".

Davide Cassini racconta così su Facebook la sua scelta di lasciare la Federciclismo dopo che, terminato tra le polemiche il suo contratto di commissario tecnico gli era stato offerto di guidare ciclistica servizi. "Ecco, questo è quello che amo e quello che so fare: stare con i ragazzi, essere con loro, sempre, soprattutto quando faticano, quando pedalano - afferma Cassani -. Alla foratura di Gianni Moscon e alla sua caduta ho sofferto come se mi avessero dato un calcio in bocca anzi no, peggio, allo stomaco. Io sono un uomo da strada e non da scrivania, è questa essenzialmente la ragione per cui io non posso e non voglio andare contro me stesso, non posso ignorare quello che sono e soprattutto quello che non so fare. Ecco perché, pur avendo apprezzato moltissimo l'offerta interessante che mi è stata fatta, chiudo un libro per aprirne un altro che è soltanto la sua continuazione. Voglio tornare, anzi restare sulle strade con i miei ragazzi condividere con loro amarezze e delusioni, gioie e soddisfazioni. Non so cosa farò, dipenderà da quello che sarò capace di inventarmi. Di sogni ne ho ancora tanti e di certo non lascerò il ciclismo".

Non si è fatta attendere la risposta del Presidente della FCI Cordiano Dagnoni e di tutto il direttivo: “Ho sempre considerato Davide una risorsa per il movimento ciclistico e per questo mi sarebbe piaciuto percorrere ancora altra strada insieme. Comprendo, però, i motivi della sua decisione. Lo ringrazio per quanto fatto in questi anni. Sono certo che, qualunque sia la sua nuova sfida, porterà ancora lustro al nostro movimento. Per questo motivo le porte della Federazione per lui resteranno sempre aperte”.

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