L'Italbici è pronta per le Olimpiadi. Le prime impresisoni del Ct Davide Cassani

A Tokyo gli occhi puntati su Vincenzo Nibali e Filippo Ganna. Speranze anche in pista e nella mountain bike.

Vincenzo Nibali ci vuole provare, punerà dritto all'oro che, nel ciclismo su strada, manca all'Italia dai Giochi di Atene 2004 (Paolo Bettini). Nibali a Tokyo sarà sulla soglia dei 37 anni, ma guai a considerarlo '”vecchio”, “Lo si è - ammette il coordinatore delle squadre nazionali, Davide Cassani - quando manca la voglia e si corre solo per soldi. Non è certo il caso di Vincenzo”.

A Tokyo gli occhi saranno puntati anche su Filippo Ganna, cronoman di razza e campione del mondo nel 2020, speranza su strada come su pista (inseguimento) per il ciclismo azzurro. “Ganna va forte a cronometro, ma è anche un componente del quartetto azzurro - spiega Cassani -. Da quattro anni si lavora nel progetto della pista e alla fine speriamo di raccogliere quanto seminato”. Anche in campo femminile il percorso sarà duro, “non come quello maschile, ma comunque non facile”, sottolinea Cassani. L'Italia punta su Marta Bastianelli e sul bis di Elia Viviani nella pista. Non dimentichiamo anche la mountain bike, dove la concorrenza è agguerrita, ma l'Italia è in prima fila.

"Siamo alloggiati a circa 100 km da Tokyo, sul lago Yamanaka, a 1000 metri di altitudine. È la nostra prigione dorata in Giappone quindi fuori dalle polemiche e dai rumori della grande città – dice Davide Cassani su Facebook - L'albergo è molto confortevole ed è una fortuna perché non ci è dato di uscire se non per gli allenamenti - spiega Cassani - Ieri abbiamo cercato di farci una corsetta ma ci sono venuti a prendere per le orecchie e ci hanno rimesso a cuccia. Non scherzo, ci hanno rincorso e ordinato di tornarcene in hotel, naturalmente abbiamo obbedito. La cucina? Dico solo che abbiamo con noi Mirco, cuoco che ci siamo portati dall'Italia ed e' davvero un fenomeno".

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