a cura della Redazione
10 September 2022

Pacco sospetto a Milano: sembrava un ordigno, ma erano batterie di una ebike

Si è temuto per un attentato o un'azione dimostrativa, ma il pacco sospetto si è rivelato essere solo una batteria della bicicletta elettrica

foto tratta dal video del portale Local Team

Una batteria difettosa di una ebike, un lavoratore spaventato e una traduzione sbagliata. Sarebbero i tre elementi all'origine del fraintendimento che ha fatto sospettare al tentativo di un attentato terroristico in pieno centro a Milano. E' successo tra via Larga e via Albricci, alle spalle del Duomo e a due passi da un incontro del segretario del PD, Enrico Letta, presso Assolombarda, e dal consolato libico.

Davanti alla saracinesca del negozio della Moby, sono stati ritrovati due pacchi sospetti con delle batterie, cavi elettrici, una scritta in arabo che sembrava dicesse "esplode in 3 minuti" e un numero di telefono.

Inizialmente si è sospettato che fosse l'ordigno per un attentato o una dimostrazione di matrice politica o islamica, ma dalle indagini sono poi risultate entrambe infondate. Anzi, non si trattava proprio di un attentato.

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, il collaboratore di un negozio di materiale elettrico stava trasportando delle batterie di due clienti da portare in un centro specializzato per la riparazione, quando una gli è caduta e ha preso fuoco. Colto dallo spavento, l'uomo ha così abbandonato a poca distanza anche il secondo pacco batteria, temendo per la sua incolumità. Da qui il rinvenimento dei pacchi e il caos successivo, con la chiusura delle strade, l'intervento dei vigili del fuoco e degli artificieri che hanno fatto brillare uno dei due pacchi, e ovviamente tanta apprensione. Ma riguardo alle scritte in arabo? Si trattava di una traduzione sbagliata o comunque non pertinente: la scritta non voleva significare "esplode in 3 minuti", bensì "si scarica in 3 minuti", quindi indicava il fatto che la batteria fosse difettosa. Il numero era quello del proprietario, un uomo nigeriano che voleva semplicemente riparare la sua bicicletta a pedalata assistita.

Grazie alle indagini, gli inquirenti hanno rintracciato l'incauto collaboratore e ricostruito la vicenda visionando anche le telecamere della zona, che hanno confermato la versione del lavoratore.

Uno sfortunato incidente che ha come protagoniste le batterie delle bici e può far sorridere a posteriori, ma è sicuramente meglio questo finale ironico di quello ben più serio, anche se a scopo dimostrativo, ipotizzato inizialmente.

Su LocalTeam.it il video dell'intervento degli artificieri.

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