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di DaBike
09 February 2024

Ciclocross: addio alle stelle?

Le critiche mosse dal presidente dell’UCI, David Lappartient, ad inizio campionato per le sporadiche presenze e addirittura l'assenza al Mondiale di superstar, che ledono inevitabilmente l’immagine del movimento del ciclocross, tornano di nuovo attuali alla luce delle dichiarazioni di MVDP sulla volontà di voler lasciare il ciclocross e delle assenze pesanti ai Mondiali di Wout van Aert e Thomas Pidcock

Mathieu van der Poel vince per la sesta volta i Mondiali di Ciclocross.

Tabor. Repubblica Ceca. 6 febbraio 2024. Giornata cupa e fredda. Terreno fangoso, pesante, reso ancor più insidioso da profondi solchi. C’è molta confusione nell’aria, un forte vociare, fumogeni, sirene... 49 uomini schierati dietro ad una linea bianca attendono trepidanti il loro momento. Ancora pochi secondi e…via! All’unisono, l’inconfondibile clack degli scarpini agganciati ed il boato dei copertoni tassellati che rotolano sui pochi metri presenti di asfalto, confermano l’avvio del Mondiale di Ciclocross. Sin dalle prime pedalate e per tutte e 6 le successive tornate previste, la testa della gara resta saldamente sotto il controllo di Mathieu van der Poel, l’olandese che in 58’ e 14” si conferma Campione del Mondo a livello Elite per la 6 volta. L’assenza dei suoi diretti rivali ha sicuramente contribuito alla conferma di una gara già preannunciata come noiosa, in cui sono mancati sorpassi e controsorpassi che avrebbero dato maggior lustro all’appuntamento iridato. Sia Wout van Aert che Thomas Pidcock, entrambi già campioni del mondo di specialità, avevano anzitempo e senza troppi indugi negato la loro partecipazione, focalizzando invece l’attenzione sulla preparazione in vista delle Classiche del Nord per il belga (in particolare il Giro delle Fiandre, ndr) e della difesa del titolo olimpico nella specialità MTB per l’inglese, senza contare le partecipazioni in altri appuntamenti su strada come i Grandi Giri.

Wout van Aert vittorioso nella penultima data della Coppa del Mondo di Ciclocross, a Benidorm, in Spagna.

Le numerose apparizioni di questi fenomeni in più discipline nell’arco della stessa stagione non concede loro la tanto agognata off-season di fine anno dei colleghi esclusivamente stradisti: ad attenderli ci sono solo nuovi incessanti allenamenti. Nonostante la naturalezza dimostrata nelle vittorie ottenute in Coppa del Mondo e nel Mondiale, MVDP per questo motivo ha annunciato la volontà di concedersi un periodo di pausa dal ciclocross già a partire dalla prossima stagione. La passione per questa specialità non è messa in discussione, ma anche per il fuoriclasse olandese nuovi obiettivi su strada sembrano avere la priorità nella pianificazione annuale. Si aggiungono alla decisione, i ripetuti comportamenti di scherno ricevuti da parte di una tifoseria irrispettosa durante le prove di Coppa del Mondo, culminate con lo sputo al pubblico in quel di Hulst. Molto probabilmente non verrà rimossa dal calendario la kermesse mondiale, dato che van der Poel stesso ha ammesso: “A me non interessa dimostrare di essere il migliore, ma sentir parlare ancora dopo tanti anni di Eric de Vlaeminck e del suo record, mi dà la giusta motivazione per continuare a lottare.”. Si riferisce al record detenuto dal ciclocrossista belga, che con ben 7 mondiali a suo nome, è tuttora il più vincente nella storia del ciclocross.

Il belga Eric de Vlaeminck detiene il record di mondiali di ciclocross vinti (sette!).

Al momento di atleti in grado di offrire lo stesso livello di spettacolo e dotati di altrettanto talento non ce n’è traccia. Il secondo gradino del podio ottenuto dal connazionale Joris Nieuwenhuis, ne ha solamente confermato la grande crescita stagionale, ma nulla di più. Ha mantenuto un ritmo costante per l’intera gara che gli ha permesso di tagliare il traguardo con 37” di ritardo. Terzo invece il belga Michael Vanthourenhout che ben più in affanno, chiude con un distacco di 1’06”. Per quanto riguarda le giovani leve, la strada intrapresa è quella giusta ma ancora in via di sviluppo. Convincono un eccezionale Ronhaar Pim, quarto, e Thibau Nys, nono, mentre solo 24esimo Cameron Mason, l’inglese approdato lo scorso anno nella categoria Elite, lontano però dalle sue giornate migliori dimostrate durante la stagione.

L'olandese Joris Nieuwenhuis conquista l'argento a tabor

Largo ai giovani quindi, pieni di grinta e con desideri di carriera piena di successi, proprio come lo è stata quella di Zdeněk Štybar, il 38enne ceco, che si è laureato per ben 3 volte campione del mondo (2010, 2011, 2014) di specialità che con la gara di casa ha deciso di appendere la bici al chiodo, chiudendo una carriera partita proprio dal ciclocross per poi passare alla strada dedicandosi specialmente alle Classiche, fra cui spicca una vittoria alle Strade Bianche (2015).

L'ultima gara del campione ceco Zdeněk Štybar, tre volte campione del Mondo di Ciclocross. Dopo Tabor, aveva dichiarato, avrebbe appeso la bici al chiodo.

Oltre all’appuntamento più atteso e culminato con la gara maschile Elite, i Mondiali hanno accolto anche le gare Elite femminili e per entrambi le categorie minori nelle quali si i Paesi del Nord si sono confermati come la fucina di talenti per antonomasia. Ma la splendida vittoria di Stefano Viezzi può iniziare a far presagire un cambio di rotta verso latitudini decisamente più miti. L’azzurro già vincitore del campionato, si è meritatamente guadagnato la medaglia d’oro anche nel Mondiale, categoria Junior. la riuscita si è rivelata una vera e propria impresa per il classe 2006 che, verso il finale di gara, ha commesso un errore di traiettoria che l’ha spinto contro le transenne procurando una foratura all’anteriore. Inevitabile è stata la sosta ai box per un cambio bici con gli avversari che velocemente riducevano il distacco fino a quel momento guadagnato. Ma l’assenza del tricolore in questo appuntamento doveva essere interrotta, e dopo ben 19 anni, l’Italia c’è. “Vincere questa medaglia era il mio obiettivo fin da inizio stagione e ho realizzato un sogno. […] ho spinto fino alla fine. Sono felicissimo, non ho ancora realizzato bene quello che ho fatto”.

Il friulano, che da poco ha compiuto diciotto anni, ha vinto il titolo mondiale ciclocross nella categoria Juniores.

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