Tra fiction e realtà, Peloton resuscita un personaggio di Sex and the City

È guerra di marketing nel cinema d'oltreoceano dopo che il colosso americano di attrezzatura sportiva Peloton ha subito un tonfo nel mercato azionario – tutto farebbe pensare - a causa della fiction Sex and the City.

È guerra di marketing nel cinema d'oltreoceano dopo che il colosso americano di attrezzatura sportiva Peloton ha subito un tonfo nel mercato azionario – tutto farebbe pensare - a causa della Tv. Nei giorni scorsi era andato in onda il primo episodio di della nuova stagione della fiction Sex and the City nella quale il personaggio Mr. Big, il marito di Carrie, manifesta un enorme entusiasmo per essere arrivato alla sua millesima corsa di Peloton, ma poi muore d'infarto proprio dopo una pedalata. Quelle immagini sarebbero alla base del crollo delle azioni Peloton in borsa (-15%) avvenuto dopo la trasmissione dell’episodio. L’azienda ha diffuso un comunicato in cui spiegava che “pur avendo autorizzato l’uso del marchio nella serie” non sapevano che sarebbe stato rappresentato in un contesto negativo.

Ora l’ufficio marketing di Peloton, ha scelto di giocare con le stesse armi della Tv e degli degli sceneggiatori del sequel di Sex&The City, recuperando a Wall Street.

Mr. Big è stato “resuscitato” dall'azienda. Hanno mobilitato esperti di fitness e cardiologi per ribadire che le loro macchine sono un toccasana per la salute e hanno ricordato che Mr Big un po’ se l’è cercata a forza di alcol, sigari e bistecche, per poi farlo tornare in Tv in perfetta salute nello spot di Natale. IN un mix tra fiction e realtà, l'attore che interpreta Mr. Big compare seduto davanti al camino con la personal trainer di Peloton per un brindisi “ai nuovi inizi”. E lui che dice “Mi sento benissimo. La vita è troppo breve: facciamo un altro giro?” mostrando due cyclette. Una voce fuori campo ricorda che “il ciclismo stimola e migliora la salute del cuore, i polmoni e la circolazione, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari”. Stacy Jones, direttrice dell’azienda di marketing californiana Hollywood Branded, non esclude che Peloton possa fare causa

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