Animali lungo il percorso: come difendersi da cinghiali e cani da pastore

Quando si pedala in bicicletta in campagna o collina, in particolare nelle zone rurali del sud e delle isole maggiori, ma anche tra le radure delle Prealpi e dell'Appennino, è facile incontrare cani da guardiana o cinghiali. Il nostro Lorenzo Scarpellini ci spiega come comportarsi con alcuni consigli frutto della sua esperienza di bikepacker.

Cani da pastore (foto da facebook Caseificio Cugusi Silvana & Co.)

Gli incontri con gli animali, a chi pratica mountain bike, prima o poi capitano. Tra i più temuti ci sono certamente quelli con due animali molto diversi tra loro: i cani da pastore, trotterellanti al seguito di greggi o appostati nei cortili delle tenute di campagna, e i più misteriosi e selvaggi cinghiali, che spesso non si vedono nemmeno ma si sentono solo fuggire, veloci e travolgenti. Entrambi, pur nella loro differenza, sono incontri che possono spaventare, perché gli animali sono sempre imprevebili. Proprio nei giorni scorsi l'aggressione di un gruppo di cani a una giovane ragazza ha portato alla ribalta il tema dei cani liberi. Non vogliamo entrare nel merito dei singoli episodi, troppo complessi nelle cause, tanto più che fatti di questo genere sono fortunatamente molto rari. Tuttavia gli incontri con cani o cinghiali non sono infrequenti, in particolare in molte zone rurali o montane del centro e sud Italia, e può essere buona norma arrivare preparati, per sapere quali comportamenti tenere per ridurre il rischio di un contatto ravvicinato.

Come comportarsi?

Partiamo dal discorso più complesso: i cani pastore. Animali intelligentissimi ma potenzialmente molto pericolosi. I cani pastore seguono e proteggono il loro gregge, pertanto vi minacceranno solo se vi avvicinate a quest’ultimo. Sono abituati a badare al gregge in autonomia, per questo è possibile incontrarli anche in assenza del pastore. Come detto, vi minacceranno solo se vi avvicinate al gregge, perché il loro compito è proprio quello di proteggerlo dai predatori, come i lupi, o da qualsiasi altro malintenzionato. Come capita spesso però, le pecore si trovano in prossimità di strade e sentieri quindi è sufficiente passare di lì per innescare una reazione da parte loro. Al nostro passaggio i cani abbaieranno, ringhieranno e cercheranno di bloccarci. E' fondamentale in queste situazioni fermarsi immediatamente e scendere dalla bici, senza urlare ai cani e ovviamente senza lanciare loro nulla. Mentre si cerca di proseguire, non bisogna assolutamente dare loro le spalle, per non innescare il loro l’istinto predatorio. Se vi fermate e mantenete la calma, una volta riconosciuto che non siete un pericolo per il gregge, i cani vi lasceranno andare via in pace, se al contrario si sentissero minacciati o provaste a scappare, allora vi inseguirebbero cercando di mordervi. Mentre vi allontanate, potrebbero seguirvi per qualche metro per assicurarsi che vi stiate effettivamente allontanando dal gregge. Meglio anche in questo caso non dargli totalmente le spalle ma soprattutto non bisogna mai puntare in direzione del gregge, altrimenti i cani si allarmerebbero nuovamente. Non bisogna nemmeno cercare di avvicinarli come faremmo con un cane domestico, loro stessi non si avvicineranno a voi ma vi terranno d’occhio da debita distanza, solitamente almeno un paio di metri. E' fondamentale ricordarsi in ogni momento che non ci troviamo davanti degli animali domestici e abituati al contatto con gli essere umani. Quindi in sintesi è fondamentale non cercare di scappare e non bisogna mai puntare in direzione del gregge. Dopo che i cani si sono calmati, possiamo allontanarci a piedi e riprendere a pedalare qualche decina di metri più avanti. Se il gregge blocca completamente la strada, meglio non provare ad attraversarlo, purtroppo dovremo trovare un’altra strada oppure aspettare che il gregge si sposti, nel secondo caso meglio tornare indietro di qualche decina di metri e aspettare. Vale la pena evidenziare che i cani impiegati nel centro Italia sono quasi sempre pastori maremmani abruzzesi che possono pesare anche 50-60 kg e solitamente li ritroviamo in gruppi di almeno quattro o cinque esemplari. Per questo motivo bisogna essere pienamente coscienti di come bisogna comportarsi quando li incontriamo.

Un cartello della Confederazione Italiana Agricoltori che spiega come comportarsi in caso di incontro con un cane da pastore (da facebook Cia - Agricoltori Italiani)

E con i cinghiali?

Per quanto riguarda i cinghiali invece, la questione è molto diversa. I cinghiali sono animali schivi e tendenzialmente non aggressivi, nonostante il diffondersi sulle cronache di ciclisti “investiti” da cinghiali sembri aver diffuso un pò di isteria. Incontrare un cinghiale, lungo tutto l’Appennino e non solo, è molto probabile. Essere attaccati lo è molto meno. Se “prevenire è meglio che curare”, bisogna innanzitutto sapere che è molto raro incontrare degli esemplari nelle ore centrali del giorno, in zone ampie e senza la protezione delle vegetazione, soprattutto durante le calde giornate estive. Durante le ore diurne ai cinghiali piace stare nell’erba alta o nel sottobosco, dove si sentono al sicuro e dove c’è più umidità. Le probabilità di incrociarli in zone aperte aumenta sensibilmente dal tramonto all’alba, quando il buio li fa sentire al sicuro anche in punti più esposti e la temperatura si abbassa. I cinghiali inoltre preferiscono gli ambienti umidi, per questo in autunno e in inverno aumentano le probabilità di avvistarli fuori dal bosco anche durante il giorno. In qualsiasi situazione, non accorgersi che c’è un cinghiale in movimento nelle vicinanze è impossibile, anche al buio. Animali dotati di poca “delicatezza”, quando si spaventano fanno molto rumore tentando la fuga. Anche in questo caso è fondamentale fermarsi immediatamente ma per un motivo diverso dal precedente: non dobbiamo in alcun modo negargli la via di fuga. Finché potrà scappare, non punterà verso di noi. Vale la pena fare un discorso a se stante per quanto riguarda una scrofa con i cuccioli. Come per ogni essere vivente sul pianeta, non c’è esemplare più pericoloso di una madre che deve difendere i suoi piccoli. In questo caso le probabilità di essere caricati aumentano ma non dobbiamo preoccuparci: prima di caricare, la scrofa emette un forte ringhio (simile al ringhio di un cane ma molto più profondo e grottesco) con cui ci intima di andarcene. In questa situazione, a differenza delle precedenti, meglio essere rapidi. Se non siete ancora scesi dalla bici non fatelo e tirate dritti, se invece siete già scesi camminate abbastanza velocemente ma senza correre. La scrofa non vi seguirà. Vale la pena anche nominare quella rarissima e sfortunata ipotesi in cui ci troviamo semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo. Ovvero la possibilità di essere investiti fortuitamente da un cinghiale che attraversa la strada. In questi rari casi c’è poco che possiamo fare durante e dopo l’incontro con l’animale, possiamo invece cercare di fare qualcosa prima per farci notare. Essere in gruppo dovrebbe già essere sufficiente, meglio se parliamo con un tono di voce alto. Se invece pedaliamo da soli immersi nei nostri pensieri e nella nostra fatica, meglio risparmiare un pò di fiato per canticchiare le nostre canzoni preferite. E ovviamente, se si tratta di ore notturne o prossime all'imbrunire, farci notare anche attraverso le luci. Anche nel caso di incontri con dei cinghiali, fatta eccezione il caso in cui una scrofa ci stia “minacciando”, il mio consiglio personale è sempre quello di fermarsi e scendere rapidamente dalla bici mettendola tra voi e il cinghiale in fuga, cercando di capire il più rapidamente possibile se vi trovate tra lui e la sua unica via di fuga. Nel peggiore dei casi, se dovesse caricarvi, la vostra due ruote si sacrificherà eroicamente per voi.

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