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di DaBike
23 November 2023

I successi di Jonas? Questione di Cervélo

Nello scorso articolo dedicato alle bici dei campioni vi abbiamo parlato della gloriosa storia di Colnago che ancora oggi brilla grazie ai successi di Tadej Pogačar con la sua V4RS, ora vi raccontiamo la bici del suo rivale per eccellenza, il ciclista che sembra arrivato sul tetto del World Tour apparentemente dal nulla: Jonas Vingegaard

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Jonas Vingegaard con la sua Cervélo S5 vincitore del Tour de France 2023

Di Jonas non se ne è parlato molto fino a quando ha ottenuto il grado di gregario alla Vuelta 2020 per il il vincitore della stessa, Primož Roglič. Subito i giornali hanno iniziato a cercare qualche informazione in più a riguardo, enfatizzando il fatto che fosse stato fino a poco tempo prima, un semplice operaio impiegato nell’industria ittica, attività comune in Danimarca, suo paese natale. In realtà la sua giornata era divisa fra lavoro e duro allenamento in sella, tanto che la Jumbo – Visma, squadra olandese per la quale tutt’ora gareggia, lo aveva già ingaggiato nel 2019 a seguito di eccezionali risultati ottenuti durante i training – camp con la squadra Continental per cui gareggiava all’epoca. Da lì in poi il talento del danese non ha fatto altro che sbocciare, tanto da raggiungere per due edizioni consecutive il gradino più alto del podio al Tour de France (’22, ’23) e due secondi posti, di cui uno al Tour ’21 e l’altro alla Vuelta di quest’anno.

Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard

Risultati che non passano di sicuro inosservati, come la sua bici altamente performante che quest’anno ha portato la Jumbo – Visma alla conquista della Classifica Generale di tutti e 3 i Grandi Giri con il primato di questo record fino ad oggi mai realizzato. Stiamo parlando di Cervélo, un brand canadese fondato nel 1995, che fin da subito si è lanciata sul mercato realizzando telai in carbonio di altissima gamma, leggeri e sempre con un occhio puntato all’aerodinamica. I successi del marchio sono il frutto di un lungo lavoro, a cominciare dalle vittorie di Ivan Basso e Fabian Cancellara rispettivamente al Giro d’Italia 2006 e in diversi Mondiali a Cronometro per lo svizzero. Uno storico non indifferente che oggi si esprime al meglio con il modello S5, quella appunto utilizzato dal ciclista danese.

Jonas Vingegaard in Maglia Gialla vincitore di tappa al Tour 2023

Sulla bici utilizzata da Vingegaard troviamo il gruppo wireless elettronico Sram Red Etap AXS 12 v, con misuratore di potenza integrato nella guarnitura e telaio in fibra di carbonio con brevetto VWd (ovvero Vroomen – White design dal nome dei due fondatori del brand e destinato ai modelli premium). Freni a disco idraulici. Dato che l’aerodinamica è il fulcro dello sviluppo in casa Cervélo, non possiamo meravigliarci nel trovare un passaggio cavi interno al telaio. Quest'ultimo si distingue nel modo in cui il tubo verticale segue il profilo della ruota posteriore e per le sezioni arrotondate, tutte soluzioni che, insieme al caratteristico attacco manubrio a forma di “V” introdotto già nel modello precedente, permettono di aumentare i vantaggi aerodinamici tanto ricercati da Cervélo. Sì perché questo modello di S5 non è un progetto totalmente nuovo, ma è il risultato di un continuo lavoro in galleria del vento e degli studi di fluidodinamica della sua prima generazione, presentata intorno al 2013. Il risultato: una bici al top delle prestazioni, leggera, reattiva, maneggevole e votata alla velocità. I risultati ne sono la dimostrazione. Ma a quale prezzo? 13.499 euro con lo Sram, qualcosa in meno se montata Shimano Dura – Ace.

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Cervélo S5

Il carattere premium della S5 non si ferma solo alle specifiche costruttive ma anche alla scelta di non montare gruppi meccanici a livello di trasmissione, bensì solo elettronici determinando un prezzo finale inevitabilmente elevato. Noi ciclisti amatori possiamo probabilmente ambire alla sua sorella minore denominata Soloist. Per chi non ne fosse al corrente, il nome viene ripreso dal modello che portò Cervélo nel mondo del World Tour agli inizi del 2000, quindi la sua indole corsaiola non viene meno benché si tratti di una scelta di medio gamma. Possiamo trovare sia gruppi elettronici sia meccanici abbinati a questo telaio, ma per proporre un rapporto qualità – prezzo che risulti conveniente ad un pubblico maggiore ci concentriamo sul gruppo meccanico. La Soloist mantiene la sua eredità da bici premium essendo un mezzo molto leggero e scattante, quindi divertente da guidare in salita e perché no anche in pianura ad alte velocità visto che non perde i benefici aerodinamici presi in prestito dalla S5. Troviamo un telaio in fibra di carbonio, passaggio cavi interno, frenata ormai di regola garantita da dischi idraulici Shimano, come Shimano è anche la trasmissione meccanica affidata al gruppo 105 11 v (52 – 36 x 11 – 30). Qui perdiamo il particolare attacco manubrio a “V”, sostituito da uno classico, e la forma del tubo verticale che segue la ruota posteriore, forse le due uniche importanti rinunce. Il prezzo finale è di 4.299 euro.

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Cervélo Soloist. La proposta medio gamma montata Shimano 105 meccanico

Infine per chi si stesse affacciando al mondo del ciclismo può optare per la Caledonia con un telaio che, abbinato ad una scelta attenta della trasmissione, la rende una validissima alternativa alla Soloist. Un telaio sempre in fibra di carbonio, meno raffinato e con un peso maggiore rispetto alle sue sorelle, ma pure sempre di buona qualità. Le sue forme sono più classiche e “diritte”, con agganci e viti pensati per accogliere anche portapacchi e parafanghi. Anche per questo modello ci sono infatti sia gruppi meccanici sia elettronici. La trasmissione meccanica base offerta è Shimano 105 12 v con guarnitura 50 – 34 e pignoni 11 – 34, quindi una rapportatura molto leggera che sottolinea la volontà della Caledonia di rivolgersi ad un pubblico più ampio, di chi non ha solo in mente l’agonismo. Rimangono i freni a disco idraulici ma il passaggio cavi non è più interamente interno al telaio. Prezzo non proprio da entry – level: 3.999 euro.

La differenza di qualità nei materiali costruttivi tra il medio gamma e l'entry c’è ed è innegabile, ma fra Soloist e Caledonia ci sono solo 300 euro di scarto: entrambe sono un buon mezzo, entrambe con Shimano 105… è seriamente da valutare una Caledonia con trasmissione elettronica Shimano 105 12v.

Cervélo Caledonia, Shimano 105 versione meccanica. Il modello entry – level 

...gli altri campioni

Remco Evenepoel: Specialized S-Works Tarmac SL8

Mathieu Van der Poel: Canyon Aeroad CFR

Mark Cavendish: Wilier Filante SLR

Tadej Pogačar: Colnago V4RS

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