Cicloturismo, le ciclovie valgono oro per il territorio

Ogni euro investito per costruire una ciclovia ne restituisce 3,5 al territorio. E' uno dei dati emersi al webinar sul cicloturismo della Fiab.

Ogni euro investito per costruire una ciclovia ne restituisce 3,5 al territorio, ogni chilometro di percorso ciclabile genera un indotto annuo di 110.000 euro per la zona attraversata. Una rete di ciclovie diffuse e ben organizzate frutterebbe 2 miliardi di euro all'anno al Belpaese, con un impatto ambientale minimo. Sono i numeri più interessanti emersi stamani a un webinar sul cicloturismo della Fiab, la federazione italiana delle associazioni ciclistiche.

Il turismo in bicicletta è una realtà ancora poco diffusa in Italia. Come ha messo in luce Carlo Cascione, del tour operator Activeitaly, "i turisti a pedali nel nostro paese sono soprattutto stranieri, dal Nord Europa e dagli Stati Uniti". Ma il fenomeno è in crescita anche da noi, e il boom della bicicletta provocato dai lockdown (+20% di ciclisti nel 2020 rispetto all'anno precedente) non può che riflettersi sul cicloturismo.

L'anno scorso, le visite sul sito bicitalia.org, che propone itinerari ciclistici, sono aumentate dell'84%. Il governo peraltro dall'anno scorso ha cominciato a stanziare centinaia di milioni di euro per realizzare ciclovie (cioè percorsi ciclistici extraurbani) e piste ciclabili cittadine, con decreti ministeriali e con l'ultima legge di bilancio. Altri risorse sono state previste con il Recovery Plan. Il problema adesso sarà spenderli questi soldi.

"Molte Regioni non hanno ancora usato i fondi stanziati gli anni scorsi per le ciclovie", ha fatto notare Antonio Dalla Venezia di Fiab. Per non parlare della legge 2/2018 sulla mobilità ciclistica: prevede una serie di piani nazionali per le bici che non sono mai stati messi neppure sulla carta. Tuttavia, i progetti per il cicloturismo ci sono, e sono tanti. Il principale è quello delle 10 ciclovie nazionali: "Seimila chilometri che attraversano tutta l'Italia - ha spiegato Riccardo Capecchi, esperto del Ministero delle Infrastrutture -. L'obiettivo è realizzarle entro i termini del Pnrr (5 anni, n.d.r)".

Risorsa importante sono i 5.000 chilometri delle ferrovie dismesse: 1.055 sono già stati trasformati in ciclovie, gli altri sono ancora un patrimonio da valorizzare. Poi c'è il progetto SIC2SIC, a cui sta lavorando l'Ispra (l'istituto di ricerca del Ministero della Transizione ecologica): un collegamento ciclabile attraverso la Rete Natura 2000, cioè le zone protette dalla Ue. Agostino Agostinelli di Federparchi ha spiegato che la sua organizzazione sta lavorando a una ciclovia che connetta le aree protette. "La bici può agevolare la corretta fruizione delle risorse paesaggistiche e naturali", ha fatto notare Dante Caserta del WWF.

Ma quali sono in concreto i vantaggi del cicloturismo per i territori, al di là del fatto che le bici non inquinano?

"Soprattutto la valorizzazione dei luoghi minori - spiega Carlo Cascione di ActiveItaly -. L'Italia rurale, un patrimonio lontano dai percorsi turistici di massa. Noi portiamo i cicloturisti a fare degustazioni, a scoprire i produttori locali e le piccole strutture recettive. Inoltre il turismo in bici si svolge in primavera e autunno, e permette di allungare la stagione".

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