100 km al giorno per 7 giorni attorno a Parigi, pedalando prima e dopo il lavoro

Alessandro Ioli è un grande appassionato di sport e guida di mountain-bike che si trova a Parigi per lavoro. Per vincere la noia di questi giorni di restrizioni, ha deciso di fare 100 km quotidiani per una settimana in sella alla sua gravel. Il problema è che per 8 ore al giorno doveva essere anche in ufficio. Ci racconta la sua pazza sfida con se stesso.

Alessandro Ioli in sella alla sua Gravel Specialized Diverge E5

I tanti scorci della capitale francese attraversati pedalando (foto di Alessandro Ioli)

Due settimane fa ho visto un post su instagram di @gcn in cui hanno proposto una challenge: fare 100 km al giorno per 7 giorni consecutivi. E ho pensato: sarò tutta la settimana in ufficio a Parigi, abito da solo, ristorante e bar ancora chiusi, perché non fare qualcosa di diverso. Da casa mia all'ufficio ho 10km di strada, perché non allungare un pochino?

Ne ho parlato con i colleghi, tutti mi hanno preso per pazzo e pensavano che scherzassi, e quindi io sono partito.

Ho iniziato il weekend con 100km sabato e 100 domenica, è stato facile.

Il lunedì ho iniziato a dividere in due la giornata: 60km la mattina, partendo alle 6.30 da casa per essere alle 9.30 in ufficio e poi la sera partire verso le 18.30 per farne altri 40. Due allenamenti al giorno per un totale di 5 ore di bici più 8 di ufficio, alla fine della settimana ho percorso 712 km in 38 ore, e lavorato 45 ore un totale di circa 16000 kcal consumate, circa 23 pizze margherita (700 kcal per pizza).

Il giorno più difficile è stato mercoledì, sono partito per i miei 60 km la mattina, poi una lunga e dura giornata di ufficio e alle 18.30 ero pronto per partire con il mio collega per farci compagnia sulla strada, mi ha dato buca all'ultimo e mi sono dovuto fare altri 40 km da solo, totale di 100 km con 70 km di sterrato tutti da solo, l'unico motivo che mi ha fatto finire i 100 km è stato sognare un enorme piatto di pasta al pesto.

Giovedì mattina ho diviso la giornata in 80km la mattina e 20 la sera, per fortuna la mattina ero in compagnia di un collega che tira come un mulo, 80km di gravel in 3ore e 30, le altre mattine ne facevo 60 in 3 ore.

Venerdì sono partito carico, 70km la mattina, 50 da solo e 20 con un altro collega. La sera ne avrei potuti fare solo 30km ma le gambe giravano benissimo e ne ho fatti 40 in un'ora e mezza 28km di media.

Ne ho parlato con i colleghi, tutti mi hanno preso per pazzo e pensavano che scherzassi, e quindi io sono partito.

La parte più difficile di questo progetto è stata la fatica mentale, svegliarsi tutti i giorni alle 6 per fare 60km in solitaria prima dell'ufficio è stato stancante, ma alla fine della settimana ho scoperto di poterli fare e poter spingere i miei limiti più in là.

Fortunatamente nel mio ufficio siamo in circa 15 ciclisti tra cui il nostro capo, quindi abbiamo a disposizione due docce e i porta bici all'interno del nostro ufficio, infatti non è stato difficile organizzarsi con i cambi di vestiti e per farsi la doccia

Come attrezzatura, avevo una borsa sottosella stile bikepacking custom di @kicking_donkey_bikepacking (ovviamente made in Italy) in cui ogni mattina mettevo un cambio e una giacca anti pioggia, del cibo per la giornata e una schiscetta con la pasta o riso per il pranzo.

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Parigi con i suoi monumenti è bellissima, ma pedalare 37 ore in una settimana è praticamente secondo lavoro (foto Alessandro Ioli)

Questa esperienza mi ha aperto gli occhi sulle mie capacità fisiche e mentali, non avevo mai fatto così tanti km per una settimana intervallati da 8 ore di lavoro: ora so che se voglio organizzare un viaggio posso stare senza problemi in sella per 150/200km al giorno. E soprattutto mi ha fatto venire voglia di andare in ufficio, perché mi svegliavo la mattina con l'idea non di andare in ufficio ma di andare a fare un giro di 60km in bici. Molte persone se gli dici che vai a fare un giro di 60km ti guardano male, ma se gli dici che ne fai 60 per andare al lavoro ti dicono che sei pazzo. A me piace l'idea di essere un po più pazzo degli altri.

Da ora in poi il mio nuovo motto sarà: "perché no?" Al posto della domanda più comune di tutte: "perché?". Basta aggiungere una semplicissima parola monosillaba per cambiare completamente il significato e la visione di una frase. Sicuramente farò altre esperienze del genere, ne ho già tre o quattro in testa, le incognite sono soltanto con chi e quando farle.

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I tanti scorci della capitale francese attraversati pedalando (foto di Alessandro Ioli)

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