A stretto Giro - tappa 12: Oltre la maglia

Julian Alaphilippe (Soudal Quick-Step) conquista la sua prima vittoria al Giro con il prezioso supporto del nostro Mirco Maestri (Polti-Kometa) con cui ha condiviso oltre 100 km di fuga. Jhonatan Narvaez (Ineos Grenadiers) ha avuto la meglio su Quinten Hermans (Alpecin-Deceuninck) nella sfida per il secondo posto mentre il Gruppo Maglia Rosa ha chiuso a 5'25"

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Non si è accontentato di uno scatto nel finale a dieci chilometri dalla fine o di una vittoria in uno sprint a ranghi ristretti: per portare a casa il suo primo successo alla Corsa Rosa (quello che gli mancava per entrare nel club dei plurivittoriosi di tappa in tutti e tre i Grandi Giri), Julian Alaphilippe ha scelto la via più spettacolare, rispolverando il coraggio e l’aggressività di un tempo e attingendo a piene mani dalla sua capacità d’improvvisare e stupire. È così che, senza pensarci due volte, sulla prima salita di giornata ha portato via un gruppetto e ricucito sui fuggitivi già in avanscoperta, a 126 chilometri dall’arrivo ha osato attaccando ancora assieme a Mirco Maestri e poi, dopo aver tenuto a distanza gli inseguitori, sullo strappo di Monte Giove a 11 km dall’arrivo ha preso il largo involandosi in solitaria verso il traguardo di Fano. Caparbietà, dunque, ma anche voglia di vincere, desiderio di lasciarsi alle spalle critiche e difficoltà, zero calcoli e sfrontatezza (quella data dalla consapevolezza di avere una gamba veramente buona) è ciò a cui si è appigliato Alaphilippe per riallacciare il suo personale filo con la vittoria 346 giorni dopo l’ultimo trionfo e, di conseguenza, non mancare quell’appuntamento con la storia per cui si era schierato al via di Torino.

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Se però, sui muri marchigiani, il due volte iridato è riuscito a mettersi tutti alle spalle lo deve anche al supporto offertogli da chi, lungo la strada, si è trovato ad incrociare il proprio cammino e i propri sogni di gloria con i suoi, ovvero il già citato Mirco Maestri. Questi, infatti, ha giocato un ruolo fondamentale nella vittoria del transalpino perché, una volta seguitane la scia, ha sostenuto la loro azione non risparmiandosi mai, spendendosi in cambi potenti, offrendo con la sua sagoma un utile punto di appoggio e riparo, dando con la sua presenza un motivo in più per credere nella riuscita del loro ambizioso tentativo. È stato di enorme utilità Maestri e Alaphilippe ha riconosciuto il valore della sua presenza e del suo contributo, aspettandolo quando la strada saliva, incitandolo, concedendogli giustamente l’onore di accaparrarsi tutti i traguardi intermedi lungo la strada, infondendogli nuova carica, spingendolo a stargli al fianco per compiere assieme quell’avvincente cammino. I due, così facendo, sono parsi talmente affiatati, compatti e determinati che a tratti sembrava davvero che fossero l’uno il gregario dell’altro e non corressero per team, colori e obiettivi diversi ma per la stessa causa e la stessa squadra. Ovviamente, lo sapevamo, quella era solo un’illusione data dal momento e il prevedibile allungo sull’ultima erta di giornata di Alaphilippe ha rotto l’incanto riportando tutto alla normalità e rimettendo ciascuno al proprio posto. Eppure, una volta tagliato il traguardo, quella forte unione d’intenti e quel sentimento di rispetto reciproco per la fatica l’uno dell’altro sono tornati ad affiorare in maniera prepotente portando i due a cercarsi, a stringersi in un abbraccio commovente, a congratularsi e ringraziarsi reciprocamente con fare sincero, consci entrambi di aver fatto qualcosa di unico assieme contando solo sulle proprie energie e quelle dell’altro. Qualcosa che Alaphilippe, come confessa a Maestri dopo la linea, ricorderà per tutta la sua carriera, qualcosa che per Maestri vale quasi più di una vittoria, una vittoria che ieri, anche grazie al suo aiuto, è andata a uno dei campioni che lui “ha sempre amato” e che per questo motivo, in fondo, egli sentirà anche un po’ sua. Non sono dunque arrivati gli encomi e le cerimonie spettanti al vincitore, ma il ragazzo di Guastalla forse si è tolto una soddisfazione ancora più grande, quella di vivere una cavalcata in simbiosi con uno dei suoi idoli e scoprire, andando oltre le proprie aspirazioni personali e il diverso colore della maglia, di condividere con LouLou un sentimento, una passione e un’umanità che anche a distanza di anni porterà i due ad esser legati per sempre.

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Le statistiche

  • Julian Alaphilippe vince la sua prima tappa al Giro: mette a segno la 79^ vittoria francese, è il 47° vincitore per la sua nazione, e il 109° atleta con vittorie in tutti e 3 i Grandi Giri.
  • Per il 5° anno consecutivo un ex campione del mondo vince al Giro: Peter Sagan nel 2020 e 2021, Mark Cavendish nel 2022 e 2023, Julian Alaphilippe nel 2024.
  • Gli ultimi due vincitori a Fano sono entrambi campioni del mondo: Mark Cavendish (in carica) nel 2012, Julian Alaphilippe nel 2024.
  • Per la prima volta dal 1987 la Francia vince con 3 atleti diversi al Giro:
    1987: Jean-Claude Bagot, Robert Forest, Jean-François Bernard;
    2024: Benjamin Thomas, Valentin Paret-Peintre, Julian Alaphilippe.

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Le maglie della giornata

  • Maglia Rosa, leader della Classifica Generale - Tadej Pogacar (UAE Team Emirates)
  • Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti - Jonathan Milan (Lidl-Trek)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna - Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) - indossata da Simon Geschke (Cofidis)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, nati dopo il 01/01/1999 - Antonio Tiberi (Bahrain Victorious)
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